Maculopatia, prevenzione e diagnosi nel comune di Milano

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Di 2.856 screening effettuati nel comune di Milano sono state riscontrate 424 maculopatie allo stadio iniziale, mai diagnosticate precedentemente, pari al 17% del totale dei pazienti che si sono sottoposti allo screening. Del totale dei pazienti osservati il 57% erano donne e il 43% uomini. Il 43,7% dei pazienti aveva età compresa tra i 50 e i 59 anni, il 36% tra i 60 e i 70 anni e il 17,7% aveva età superiore ai 70 anni.

Sono questi i risultati della prima Campagna di prevenzione e diagnosi della maculopatia senile che si è svolta dal 29 gennaio al 23 febbraio scorso. L’obiettivo degli organizzatori Camo Centro Ambrosiano Oftalmico e IRCCS Ospedale San Raffaele, con il patrocinio del Ministero della Salute, della SOI Società Oftalmologica Italiana e del Comune di Milano, è stato quello di diagnosticare eventuali problemi alla macula, la regione dell’occhio più importante dal punto di vista visivo. La campagna – indirizzata a persone di età superiore a 50 anni – è stata anche un’importante occasione di informazione e sensibilizzazione alla.

La degenerazione maculare senile è sicuramente una malattia multifattoriale che comprende sia fattori di rischio accertati sia presunti tali. La predisposizione genetica, l’esposizione alla luce solare, l’ipertensione, l’elevata assunzione di acidi grassi saturi e il fumo sono gli elementi più importanti tra i fattori di rischio. Nel campione il 14,9% dei pazienti ha dichiarato di essere un fumatore, il 19,8 % un ex fumatore e il 67,2% un non fumatore. Il 35,4% del campione era iperteso. Anche la familiarità è un fattore predisponente alla maculopatia: il 33% dei pazienti visitati aveva almeno un parente stretto che soffre di questa patologia. Questi pazienti all’OCT presentavano drusen di piccole o medie dimensioni che attualmente non influiscono sulla visione, ma che in futuro essendo la maculopatia una degenerazione evolutiva potrebbero, con elevata probabilità, portare a stadi più avanzati della patologia creando nel paziente delle difficoltà visive anche importanti alterando la qualità di vita delle persone.