Macchia rossa sul glande

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DOMANDA

È dal mese di settembre 2016 che sul glande ho notato una macchia rossa leggermente lucida; prima pensavo si trattasse di un trauma a seguito di un rapporto sessuale, e ho lasciato stare. Poi, dal mese di dicembre, sono stato presso diversi (ben 3) dermatologi-venereologi e ognuno di loro mi ha dato una diagnosi diversa: candida, balanite di tipo granulomatosa, possibile psoriasi sul glande. Premesso che non ho altre macchie o segni in altre parti del corpo, ho fatto le analisi del sangue e delle urine ma non è stato riscontrato nulla; solo il valore dei globuli bianchi era leggermente sotto il valore minimo (4.1 su una scala 4.30 – 10.30). I primi due dottori mi hanno prescritto delle cure, pomate e pillole con principio attivo di cortisone. Il terzo dermatologo mi ha prescritto di effettuare dei tamponi (balano prepuziale e tampone uretrale) ma dai risultati non risulta nessun agente infettivo (normale flora batterica). Ultimamente, oltre alla macchia rossa noto una secrezione biancastra sul glande, soprattutto a fine giornata. A distanza di oltre 6 mesi, la macchia sembra leggermente schiarita, ma ancora non è passata. Purtroppo sto notando che i vari dottori dove sono stato fino ad ora sono molto vaghi e al momento non hanno per niente individuato la tipologia di malattia. Ovviamente mi preoccupa molto questo problema. Su internet ho letto della balanite di zoon, ma l’ultimo dermatologo ha escluso che possa trattarsi di questo anche in virtù della mia giovane età, 24 anni.

Le chiedo cortesemente, dopo questa descrizione, se è in grado di dirmi di che cosa si tratti.

Distinti saluti e grazie anticipatamente per la risposta

RISPOSTA

È ovvio che, quando le diagnosi non concordano e il problema persiste, il paziente rimanga un po’ deluso e preoccupato. E preoccupazione e delusione sono ciò che si evidenzia in quello che scrive. In ogni caso, la Balanite di Zoon è un’infiammazione cronica del glande o del prepuzio, caratterizzata da una singola chiazza rossa, raramente multipla, a margini ben delimitati il cui diametro non supera i 2 cm; la lesione quasi sempre risulta asintomatica e solo eccezionalmente si presenta come una lesione anche erosiva. La certezza della diagnosi viene assicurata però solo dalla biopsia, che serve prima di tutto a differenziarla dal carcinoma in situ e dalle altre infiammazioni del glande; istologicamente essa è caratterizza dall’abbondanza di cellule infiammatorie (plasmacellule) a livello del derma.

La balanite di Zoon non rappresenta comunque una lesione precancerosa: per il suo trattamento viene infatti indicata la circoncisione, cioè l’asportazione del prepuzio in modo da consentire al glande di rimanere scoperto e quindi guarire. Questo provvedimento però non sempre risulta efficace per cui a volte si rende necessaria l’escissione chirurgica o il trattamento laser.