Longevità, il segreto nei pipistrelli

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Sembra che in chi vive di più, una struttura particolare dei nostri cromosomi rimanga quasi inalterata. Si tratta dei telomeri, i cappucci protettivi posti alle estremità dei cromosomi, che si accorciano ogni volta che una cellula si divide. Un processo che guida il naturale invecchiamento e che porta al deterioramento dei tessuti, e infine alla morte.

I pipistrelli sono molto più longevi nonostante abbiano una dimensione corporea limitata. In particolare, il pipistrello dalle orecchie di topo, la specie più diffusa in Europa e quindi anche in Italia, in base alle dimensioni del proprio corpo dovrebbe vivere al massimo 4 anni, invece ne vive 37. E la causa della loro longevità sarebbe da ricercare nei telomeri, le strutture responsabili dell’invecchiamento, che anche a distanza di tanti anni non si accorciano. È quanto sostengono alcuni ricercatori irlandesi, guidati da Emma Teeling, dello University College di Dublino. “Lo studio dei mammiferi eccezionalmente longevi e che hanno meccanismi evoluti naturalmente per combattere l’invecchiamento è un modo alternativo per identificare le basi molecolari di questo processo”, dichiara Teeling.

Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno analizzato il DNA di 493 esemplari di pipistrelli di quattro specie diverse, tra cui il pipistrello dalle orecchie di topo, che era il più longevo. Dai risultati sarebbe emerso che questa specie, insieme a un parente stretto, il vespertillo di Bechstein, aveva telomeri che non si accorciavano con l’età. Secondo quanto sottolineato dai ricercatori, questo meccanismo potrebbe essere al centro di futuri studi sull’invecchiamento, per allungare la vita delle persone in buona salute. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Sciences Advances.