Linfoma non-Hodgkin: guarigione del 40% con axicabtagene ciloleucel (axi-cel)

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Il linfoma a grandi cellule B (DLBCL), la forma più comune e aggressiva di linfoma non-Hodgkin, insorge in tre casi su cinque. In Europa, si stima che nel 2018 saranno circa 7700 i pazienti con DLBCL recidivante o refrattario potenzialmente idonei alla terapia con cellule T a recettore chimerico di antigene (CAR-T, Chimeric Antigen Receptor T-cell). Notizie positive arrivano però dai risultati di una nuova analisi aggiornata, recentemente presentati al congresso annuale dell’American Society of Hematology (ASH) ad Atlanta e pubblicati sul New England Journal of Medicine: con un follow-up minimo di un anno dopo una singola infusione di axicabtagene ciloleucel (axi-cel) e un follow-up mediano di 15,4 mesi, il 42% dei pazienti ha continuato a rispondere alla terapia, compreso il 40% con remissione completa (nessun tumore rimanente rilevabile). “Storicamente, le persone con linfoma diffuso a grandi cellule B refrattario non sono state trattate adeguatamente con le opzioni terapeutiche disponibili”, afferma David Chang, MD, PhD, Worldwide Head of Research and Development e Chief Medical Officer di Kite. “La durata e l’entità della risposta che abbiamo osservato nell’ambito di ZUMA-1 oltre un anno dopo il trattamento con axi-cel sono incoraggianti: si tratta di un progresso nel trattamento di questa malattia.”

I risultati della ricerca fanno parte dello studio registrativo ZUMA-1, condotto con axicabtagene ciloleucel (axi-cel) in pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B (PMBCL) o linfoma follicolare trasformato (TFL), recidivanti o refrattari.