L’indice che valuta l’innovazione nel trattamento della demenza

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Si chiama Dementia Innovation Readiness Index e è stato presentato alla 32ª Conferenza Internazionale di ADI di Kyoto (Giappone) da Global Coalition on Aging (GCOA) e Alzheimer’s Disease International (ADI). “Da quando è stato lanciato sul mercato l’ultimo nuovo trattamento per la malattia di Alzheimer più di dieci anni fa, la prevalenza della demenza è salita alle stelle e la popolazione globale dei più anziani è cresciuta rapidamente”, afferma Marc Wortmann, direttore esecutivo ADI. “La malattia di Alzheimer e altre demenze richiedono un’attenzione immediata e costante nella terapia, assistenza, prevenzione e inclusione sociale, e l’Indice mira a individuare opportunità e creare presupposti per approcci innovativi. Il nostro auspicio è che induca i governi e i politici a identificare le ‘best practice’ e a imparare gli uni dagli altri.”

L’Indice esamina lo scenario attuale, in cui le azioni per contrastare la demenza si esplicano in termini di benefici e criticità dell’innovazione. “Se la situazione attuale rimane invariata, la malattia di Alzheimer e altre demenze costituiranno l’incubo finanziario e sanitario della nostra generazione”, commenta Michael W. Hodin, CEO della GCOA. “Occorre un’azione immediata e continuativa. I legislatori devono sbrigarsi a definire endpoint significativi e favorire una diagnosi tempestiva e l’arruolamento negli studi clinici. Leader politici e istituzionali devono farsi carico del problema e dedicargli l’attenzione che merita. I governi devono favorire, incoraggiare e incentivare le imprese a fare innovazione. Le soluzioni non arriveranno subito, ma è giunto il momento d’impegnarsi nell’innovazione.”

In particolare, emerge che:

* Una leadership coordinata e continuativa da parte dei capi di governo e delle istituzioni più influenti costituisce un fattore trainante del progresso nell’innovazione della demenza;

* I fondi per la ricerca sono in aumento, ma quelli destinati alla demenza devono essere commisurati all’impatto della malattia e comprendere anche l’assistenza alle persone con demenza;

* L’innovazione risulta fondamentale affinché il personale di assistenza (medici di medicina generale, neurologi, altri specialisti, caregiver formali e informali) possano soddisfare la domanda crescente;

* Il riconoscimento e la diagnosi tempestiva della demenza, nonché il conseguente arruolamento negli studi clinici delle persone cui è stata diagnosticata la malattia, aiuteranno molto a capirne la progressione a partire dal suo esordio e a trovare una terapia;

* Le persone con demenza devono poter scegliere il tipo e il livello di assistenza durante tutto il decorso della malattia e i governi devono favorire più opzioni per garantire il massimo livello possibile di assistenza;

* La collaborazione pubblico-privata, interdisciplinare e transnazionale contribuisce a favorire lo scambio di best practice e a velocizzare l’innovazione nel trattamento, la prevenzione e l’assistenza della demenza.

“L’Indice è uno strumento prezioso per programmatori istituzionali, scienziati, accademici, associazioni e imprese, in quanto presenta una panoramica completa dei punti di forza e di debolezza dei Paesi e, soprattutto, crea una piattaforma di condivisione e collaborazione con cui favorire l’innovazione”, afferma Jeff Huber, presidente e CEO di Home Instead Senior Care, leader della fornitura di assistenza domiciliare a livello globale e membro della GCOA. “La soluzione della malattia di Alzheimer e della demenza prevede nuove metodologie, molte delle quali sono descritte nell’Indice.”

Le valutazioni Paese per Paese dell’Indice rivelano che Regno Unito, Canada e Germania sono al primo posto della lista per disponibilità all’innovazione, il che dimostra che una leadership nazionale solida e costante, uno sforzo mirato e coordinato verso il riconoscimento e la diagnosi, nuovi approcci alla ricerca e accesso a trattamenti innovativi, sistemi di pagamento sostenibili e un impegno verso le partnership pubblico-private sono tutti fattori trainanti dell’innovazione.

“Per combattere la piaga globale della demenza dobbiamo andare oltre la mentalità convenzionale, che finora non ha portato a progressi misurabili”, commenta il prof. Yves Joanette, presidente del World Dementia Council. “L’analisi e la direzione indicata dal Dementia Innovation Readiness Index aiuteranno tutti i Paesi del G7 e anche altri leader globali a prepararsi a reagire alla sfida globale posta dalla demenza.”

L’Indice è stato costruito grazie ai contributi ottenuti mediante interviste e indagini su oltre 40 opinion leader globali e esperti dell’argomento, tra cui scienziati, associazioni, programmatori istituzionali, ricercatori, leader aziendali e persone con demenza, in rappresentanza di migliaia di stakeholder coinvolti nella lotta alla demenza, ma anche grazie a ricerche svolte attraverso autorità globali in fatto di malattia di Alzheimer, altre demenze e invecchiamento.