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Anno II - n°9 - 04.12.2003 Pagine Liguri
Intervista al dottor Dimitri Sossai, direttore responsabile del servizio prevenzione e protezione dell’ospedale San Martino e Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana dei Responsabili dei Servizi Prevenzione e Protezione.
Ufficio Stampa:
“L’Ospedale San Martino di Genova è la prima struttura sanitaria italiana ad aver ottenuto la certificazione di qualità secondo le norme internazionali ISO, su tutti i processi che governano la sicurezza dei dipendenti sul lavoro. Di cosa si tratta”
Dimitri Sossai:
“E’ un risultato importante, che attesta la trasparenza e la qualità del nostro lavoro e della nostra organizzazione; un riconoscimento, però, che non ha certamente la presunzione di essere un punto d’arrivo: in un settore così importante, ci sono sempre aspetti da migliorare.”
U.S.:
“Di cosa si occupa il Servizio Prevenzione e Protezione all’interno dell’Ospedale?”
D.S.:
“L’obiettivo primario del nostro servizio è quello di promuovere e pianificare condizioni di lavoro sicure per i dipendenti.Garantire, quindi, ambienti e impianti sicuri, fornire dispositivi di protezione individuale, e contribuire alla puntuale applicazione della normativa vigente in materia.”.
U.S.:
“Come si è articolato il percorso verso la certificazione? Cosa avete dovuto fare?”
D.S.:
“Sotto la guida dell’ufficio Qualità e Accreditamento dell’Ospedale, diretto dalla dottoressa Rita Rosso, ci siamo sottoposti ad una revisione totale della nostra organizzazione. Abbiamo rivisitato ogni procedura, l’abbiamo documentata e resa disponibile, rendendo totalmente trasparente il nostro operato quotidiano. Tutto il personale dedicato alla pianificazione della sicurezza ha, poi, partecipato a corsi di formazione altamente qualificati e certificati proprio secondo le norme ISO. Infine, siamo stati “esaminati” da ispettori esterni che hanno riconosciuto la validità del lavoro svolto.”
U.S.:
“In concreto, quali sono state le novità introdotte per migliorare la sicurezza dei lavoratori?”
D.S.:
“Le novità sono numerose. Molte risorse sono state investite nella protezione e nella sicurezza dei lavoratori all’interno dei reparti, degli ambulatori e delle sale operatorie. Innanzitutto, stiamo sostituendo tutti gli aghi a farfalla per prelievi con nuovi aghi a scomparsa, che si ritraggono non appena terminata l’iniezione. Un impegno oneroso, ma prioritario, visto che le punture accidentali rappresentano la seconda causa di infortunio nel nostro ospedale, così come nella maggior parte delle strutture sanitarie italiane. Inoltre, abbiamo appena finito di distribuire nuovi occhiali protettivi individuali a tutto il personale sanitario esposto a rischi di contaminazione.
Iniziative innovative sono state poi intraprese nel campo della prevenzione antincendio. Abbiamo consegnato al Comando dei Vigili del Fuoco e al Prefetto, un documento che riporta i percorsi interni più veloci da seguire in caso di incendio, con l’indicazione delle tipologie di automezzi utilizzabili, in relazione all’ampiezza e alle caratteristiche delle strade.
Ricordo che l’ospedale San Martino ha una convenzione con Santa Barbara, una società di guardia fuochi altamente specializzata che, essendo sempre presente all’interno dell’ospedale, assicura un intervento immediato, in attesa dell’arrivo dei Vigili del Fuoco.
U.S.:
“La sicurezza sul posto di lavoro è un valore aziendale che dev’essere perseguito con il coinvolgimento di tutto il personale. Da qui l’importanza della formazione. Al San Martino, ci sono iniziative anche in questo campo?”
D.S.:
“Credo che la formazione degli operatori sia uno degli aspetti più importanti per migliorare sia la qualità del lavoro sia, di conseguenza, le modalità di rapportarsi ai pazienti. La nostra attenzione verso gli aspetti formativi è costante; solo l’anno scorso abbiamo formato più di 1800 dipendenti sulle corrette modalità di sollevamento di carichi e pazienti, più di 600 sul rischio chimico e oltre 400 sul rischio antincendio.
Inoltre, ogni dipendente riceve periodicamente informazioni sulla prevenzione e sul rischio infortuni prevalente per la propria attività: i neoassunti vengono informati sulle figure e sulle procedure aziendali dedicate alla gestione dei sistemi di sicurezza, già a partire dai primi giorni di lavoro.” U.S.: “E’ corretto pensare che queste investimenti faranno diminuire il numero degli infortuni sul posto di lavoro?” D.S.: “Certamente sì. Basti pensare che dal 1994 (anno in cui è entra in vigore la legge 626 sulla sicurezza negli ambienti di lavoro) ad oggi, gli infortuni sul lavoro al San Martino si sono più che dimezzati, passando da 900 nel 1994 a 386 nel 2002. Ancora più eloquente, il risparmio in termini di giornate di assenza dal lavoro: dalle 16298 del 1994, siamo arrivati a 6455 nel 2002, recuperando circa 10.000 giornate di lavoro all’anno.” Queste pagine sfruttano gli standard
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