Anno II - n°9 - 04.12.2003 Pagine Liguri 

 


L’ospedale San Martino ottiene la certificazione di qualità per la sicurezza dei lavoratori


L’Ospedale San Martino di Genova è la prima struttura sanitaria italiana ad aver ottenuto la certificazione di qualità ISO su tutti i processi che governano la sicurezza dei dipendenti sul lavoro. Un risultato importante, che attesta la qualità delle iniziative intraprese dal Servizio Prevenzione e Protezione (SPP) ospedaliero, per promuovere condizioni di lavoro più sicure per i dipendenti: garantire, quindi, ambienti e impianti sicuri, fornire dispositivi di protezione individuale, e contribuire alla puntuale applicazione della normativa vigente.
Molte risorse sono state investite nella protezione di medici, infermieri e tecnici all’interno dei reparti, degli ambulatori e delle sale operatorie, a partire dall’introduzione di nuovi aghi, che migliorano le condizioni di sicurezza, sia per i pazienti, che per gli operatori. L’introduzione di aghi di sicurezza (in uso ormai da quattro anni negli USA e, solo recentemente adottati in pochissime realtà italiane) consentirà di ridurre le punture accidentali, che rappresentano la seconda causa di infortunio sul lavoro. Inoltre, tutto il personale sanitario esposto a rischio di contaminazione ha ricevuto nuovi occhiali protettivi individuali.
Altri importanti investimenti riguardano la formazione degli operatori. Nel 2002, più di 1800 dipendenti hanno seguito corsi di aggiornamento sulle corrette modalità di sollevamento dei carichi e dei pazienti, più di 600 sul rischio chimico e oltre 400 sul rischio antincendio.
"E’ importante investire in questo settore" dichiara il responsabile del SPP, Dimitri Sossai, "anche perché migliorare le condizioni di sicurezza degli operatori sanitari, si traduce in una maggiore qualità dell’assistenza per i cittadini".
Dal 1994, anno dell’entrata in vigore della legge 626 sulla sicurezza negli ambienti di lavoro, gli infortuni, al San Martino, si sono più che dimezzati, passando da 900 nel 1994 a 386 nel 2002. Ancora più eloquente, il risparmio in termini di giornate di assenza dal lavoro: dalle 16298 del 1994, alle 6455 del 2002, per un risparmio di circa 10.000 giornate di lavoro ogni anno.







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