Si dice che una persona adulta, in buona condizione di salute, anche se morsa da una vipera non muoia: ma la realtà insegna che, del milione e seicentomila di soggetti morsi dalla vipera, ogni anno in tutto il mondo, ben 40 mila muoiono, per cui con l’approssimarsi dell’estate e la maggior frequenza di escursioni in campagna e montagna è necessario sempre un invito ad una maggiore prudenza nel senso di non andare mai a gambe scoperte ma equipaggiati di scarponi rialzati, calzettoni sino al ginocchio e jeans. Bisogna evitare di spostare massi tronchi o peggio ancora mettere le mani nelle buche o tronchi bucati.La vipera infatti riesce sempre a cogliere di sorpresa, specialmente quando si gira per anfratti rocciosi, sterpi, sottoboschi e greti di torrenti ed il morso arriva violento ed all’improvviso.
La ghiandola che produce il veleno è situata fra la bocca e l’occhio ed è collegata mediante un canalino con i denti del veleno. Questi, quando la bocca è chiusa, stanno adagiati sul palato, con la punta rivolta indietro, quando è aperta si rizzano e colpiscono implacabili. Essi sono percorsi da un canale attraverso cui il veleno viene iniettato nella ferita. Ecco come si riconoscono le vipere dalle innocue bisce: presentano la testa triangolare, delle placche sulla testa, piccole e numerose, il corpo è più tozzo e corto con coda breve ed appuntita. Il colore spesso è grigiastro sul dorso con una striscia nerastra o rossastra a zig zag lunco la colonna vertebrale.
La vipera Aspis è lunga 50-60 cm ed è la più diffusa in Italia.
La vipera berus ha la stessa lunghezza ed è diffusa nel nord Italia e nell’Europa Centrale.
La vipera ammodystes è presente in Trentino e nella Venezia Giulia e si distingue perché ha una sorta di corno sul muso.
La vipera Ursinii vive nel Gran Sasso.
Dopo il morso della vipera esistono due fasi con sintomi locali e generali. Nella zona colpita dal morso si avverte un intenso bruciore inizialmente mentre subito dopo si evidenzia un gonfiore che si estende a tutto l’arto.
I sintomi generale sono caratterizzati da nausea, vomito, malessere generale con dolori muscolari diffusi e febbre elevata. Nei casi più gravi, specialmente quando il morso è localizzato a livello del collo si possono avere anche sintomi neurologici che portano alla paralisi respiratoria e quindi al
soffocamento
Curiosità
Secondo gli esperti il pericolo dell’avvelenamento è condizionato da vari elementi: età, sede dell’inoculamento del veleno e peso: per esempio, dove è presente abbondante tessuto adiposo il morso non riesce ad essere letale e nel 20% dei casi non si hanno fenomeni tossici. I bambini e gli anziani risultano i più
vulnerabili.
Come comportarsi dopo il morso di vipera.
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Inutile portare il siero antiofidico in quanto se non conservato nel frigo il principio attivo si deteriora, risultanto inefficace e facendo aumentare il rischio di shock anafilattico.
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Immobilizare la parte colpita e porla in pendenza rispetto al corpo
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Applicare un laccio a pochi cm dalla ferita in modo da non interrompere ii circolo arterioso
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Rimuovere il laccio ogni 20 minutiper 5 minuti e poi riposizionarlo.
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Incidere i due fori ad X facendo uscire più sangue possibile: è stato calcolato che circa il 50% del veleno riesce ad essere eliminato.
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Aspirare se possibile con piccoli mezzi meccanici già predisposti e quindi se possibile non succhiare.
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Riposo assoluto e trasporto al più vicino Ospedale
Numeri utili per la provincia di Genova:
010352808 - 0103760603
Non sempre si incontrano vipere. Spesso si tratta di semplici bisce, con le quali i gatti giocano...