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Anno II - n°6 - 30.05.2003 Pagine Liguri

Eccezionale intervento al S. Martino di Genova: a cuore aperto con paziente sveglio

clicMedicina - redazione@clicmedicina.it 

Ieri al San Martino di Genova il cardiochirurgo Luigi Martinelli con l' assistenza del primario anestesista Pasquale De Bellis ha operato al cuore aperto un uomo di 70 anni al quale era stata praticata un'anestesia epidurale toracica.

Per la prima volta un medico parlava col suo paziente operato al cuore ''Mentre chiedevo al paziente se andava tutto bene - ricorda sorridendo il prof. De Bellis - mi ha risposto che sentiva male ad un braccio. Ci siamo subito allarmati, ma era il prof. Martinelli che premeva sul braccio mentre operava!''. Un intervento quasi di routine, se fatto in anestesia generale. Invece il prof. Martinelli ed il prof. De Bellis hanno scelto la via meno invasiva, quella di operare l' uomo dopo avergli praticato un' anestesia epidurale toracica. All' ospedale San Martino e' infatti in corso un progetto proprio per ridurre l'invasività degli interventi chirurgici. ''La difficolta' tecnica - spiega il prof. Martinelli - sta nel fatto che quando si apre il torace il polmone tende a collassare e quindi richiede una ventilazione forzata. Nel nostro caso - prosegue - questo non e' avvenuto o e' avvenuto solo parzialmente con il polmone sinistro. Il paziente non ha avuto difficoltà respiratorie e dopo tre quarti d'ora e' potuto tornare nella sua stanza''.

Il vantaggio dell' anestesia epidurale consiste nella rapidità dei tempi di recupero. Il paziente non deve trascorrere almeno una notte in terapia intensiva e già dopo due-tre giorni può tornare a casa. Secondo il prof. Martinelli, allievo del cardiochirurgo Viganò a Pavia, primario a Trento e da due anni e mezzo a Genova, nel mondo sono un centinaio di interventi di questo tipo già fatti. In letteratura scientifica non ne risultano altri in Italia.

''L' anestesia epidurale o peridurale - dice il prof. De Bellis - viene sempre piu' adoperata in ortopedia, ginecologia e per gli intervento al basso addome ed agli arti inferiori. Ma mai sinora in Italia era stata usata per la chirurgia toracica, se non come trattamento antidolorifico postoperatorio. Consiste nell' 'addormentare' con un farmaco la dura madre, la guaina che avvolge il midollo spinale, impedendo così agli stimoli dolorosi di arrivare al cervello''.