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Anno II - n°6 - 27.05.2003 Pagine Liguri
Gaslini: Progetto “Screening, prevenzione morte in culla”
clicMedicina - redazione@clicmedicina.it
Quella della morte in culla è una delle sindromi che più spaventano le mamme e i papà di tutto il mondo:
"Lattanti apparentemente sanissimi decedono improvvisamente distruggendo
un famiglia – spiega il Prof. Giacomo Pongiglione primario del
Dipartimento Cardiovascolare dell’Istituto Gaslini- quella cardiaca non
è la sola causa, esistono anche, ad esempio, il rigurgito, o l’apnea, ma
è la più importante causa organica di morte in culla. Il motivo è che
esiste un alterazione nell’attività elettrica del cuore, rilevabile solo
con un elettrocardiogramma.” “E’ un eventualità molto rara, non creiamo
allarmismi- prosegui il Prof. Pongiglione- ma ogni anno interessa in
Italia circa 500 bambini, che si sarebbero probabilmente potuti salvare
con un semplice elettrocardiogramma. Già dal primo mese di vita questo
esame può identificare molte patologie ed evidenziare le eventuali
alterazione dell’attività elettrica del cuore, che nella gran parte dei
bambini sono fortunatamente assenti, ma in alcuni possono essere di
grado intermedio e quindi devono essere controllate, mentre quando si
presentano in modo marcato è essenziale intervenire subito con una
terapia farmacologica”.La sindrome: si chiama SIDS (Sudden Infant Death Syndrome), sindrome della morte improvvisa del lattante, conosciuta comunemente come "morte in culla", è il nome dato alla morte improvvisa ed inaspettata di un lattante apparentemente sano. La sindrome colpisce i bambini nel primo anno di vita ed è a tutt'oggi la prima causa di morte in questo periodo di tempo, ha un'incidenza che oscilla tra 1 e 2,3 per mille (in Italia ci si dovrebbero attendere circa 550 casi/anno). La SIDS è più frequente tra i due e i quattro mesi e dei bambini che muoiono circa il 60% sono maschietti. I bambini deceduti per SIDS sono morti sia di giorno che di notte, sia in culla che nel passeggino, sia nel seggiolino della macchina che in braccio ai genitori. Ecco allora il progetto del Gaslini “Screening. Prevenzione morte in culla”, nato nel 2002 dalla collaborazione di diversi centri di Cardilogia pediatrica al fine di scoprire nuovi fattori predittivi della sindrome. Attualmente il Dipartimento Cardiovascolare dell’Istituto Gaslini, diretto dal Prof. Giacomo Pongiglione sta analizzando e catalogando a tal fine i dati relativi ai bambini nati a Genova, ma vista la rarità dell’incidenza della sindrome della “morte in culla” per arrivare a nuove scoperte è assolutamente necessario analizzare un numero ingente di elettrocardiogrammi, per questo il progetto ha bisogno di fondi per dotarsi delle apparecchiature che gli consentano di analizzare e catalogare in un database gli esami di tutti i circa 11 mila bambini che nascono ogni anno in Liguria. Copyright © 2002 clicMedicina s.r.l. - Marchi depositati - Riproduzione vietata
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