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Anno II - n°6 - 13.06.2003 Pagine Liguri

Un grazie speciale al servizio di spedalizzazione territoriale

Maria Vincenza Chiesa - Pediatra

Scrivo a nome di mio fratello, Giovanni, che ha avuto come tutti una vita in cui si sono alternate luci ed ombre. Una vita sfortunata perché segnata da gravi malattie, una vita fortunata perché ha potuto godere dell’affetto dei suoi cari ed usufruire della buona organizzazione della società, almeno negli ultimi mesi della sua vita.
La malattia di Giovanni era “tosta” e lo ha portato alla morte, ma le persone che lo hanno accudito, curato, allietato in questa parte della strada erano anch’esse “toste” ed erano soprattutto sua amiche e suoi amici. Infermiere sempre sorridenti, allegre, scherzose…sapevano vestire la loro irreprensibile professionalità con la leggerezza di chi sa sdrammatizzare e rendere lieve il più pesante fardello.
Il definirlo “mozzarella” per la sua pelle chiara, gli faceva scordare che la sua carne si stava piagando. Tutte le mansioni più umili ed indispensabili diventavano nelle loro mani quasi un gioco atteso con ansia. 

 

GRAZIE AI MEDICI E A TUTTO IL PERSONALE DELLA SPEDALIZZAZIONE TERRITORIALE.


Indirizzo questa lettera soprattutto a chi ha la responsabilità di questo servizio, perché sappia potenziarlo e difenderlo, perché la sofferenza e la morte diventino accettabili e decorose per tante persone che soffrono.


Marienza Chiesa, sorella di Giovanni


Genova, 10/06/03