Grazie a questa iniziativa aumenteranno diagnosi ed interventi precoci che
offrono importanti vantaggi estetici, cioè una cicatrice sul collo molto
piccola. L’utilizzo della nuova tecnologia ad ultrasuoni, poi, garantisce
maggiore sicurezza evitando rischi per la voce.
In Liguria soffrono di malattie della tiroide quasi 200mila persone, di cui
oltre 70mila solo a Genova. Partecipano all’iniziativa l’Ente Ospedaliero
Ospedali Galliera (professor Anselmo Arlandini) e l’Azienda Ospedaliera
Universitaria San Martino di Genova (professor Giancarlo Torre).
Per la prima volta in Italia, dal 19 al 23 febbraio 2007, i cittadini potranno
sottoporsi ad una visita specialistica gratuita per verificare l’eventuale
presenza di alterazioni della tiroide. Sarà sufficiente telefonare al Numero
Verde 800.134.365 attivato per l’iniziativa per avere i riferimenti
dell’ospedale pubblico più vicino tra i circa trenta distribuiti su tutto il
territorio nazionale che hanno aderito. In Liguria partecipano all’iniziativa
gli Ospedali Galliera e l’Azienda Ospedaliera San Martino di Genova. E’ quanto
prevede la Prima Settimana Nazionale di Informazione sulla Chirurgia della
Tiroide, promossa da ESES, European Society of Endocrine Surgeons, con il
Patrocinio dell’Associazione Italiana della Tiroide, della SIMG, Società
Italiana di Medicina Generale, della SICE, Società Italiana di Chirurgia
Endoscopica e di Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato.
A seguito della visita potranno emergere, anche attraverso l’ecografia eseguita
contestualmente, noduli o escrescenze, sia benigni che maligni, cioè le malattie
che spesso, quando raggiungono dimensioni di rilievo, devono essere affrontate
con un intervento chirurgico.
“Le visite contribuiranno a far emergere malattie della ghiandola che spesso non
vengono riconosciute” - spiega il professor Paolo Miccoli, Direttore del
Dipartimento di Chirurgia Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana
e Presidente ESES - “poiché asintomatiche o con manifestazioni comuni ad altre
patologie: molti noduli, quindi, vengono individuati quando sono in fase
avanzata. Tutto ciò rende gli interventi più lunghi ed invasivi. Al di là del
numero di visite gratuite che riusciremo ad effettuare, contiamo che questa
iniziativa sensibilizzi tutta l’opinione pubblica a sottoporsi, anche in futuro,
ad esami specialistici”. Controlli periodici, infatti, significano diagnosi
precoce ed intervento mininvasivo. Un’operazione, cioè, che prevede un’incisione
minima e, quindi, una cicatrice ridotta. Un vantaggio estetico di grande rilievo
dato che la maggioranza delle persone che, nel corso degli anni, dovranno essere
operate - cioè quasi un milione di persone su 7 milioni che soffrono di
alterazioni della ghiandola tiroidea, oltre il 10% - sono giovani donne, sotto i
40 anni.
Le operazioni alla tiroide sono state recentemente perfezionate
dall’introduzione di un nuovo bisturi ad ultrasuoni, progettato specificatamente
per operare in spazi ridotti, come, appunto, il collo, dove i danni da
trasmissione di calore su strutture delicate come i nervi laringei o le
ghiandole paratiroidee possono rivelarsi più rilevanti e duraturi.
L’utilizzo del bisturi ad ultrasuoni in queste operazioni permette di ridurre la
durata dell’intervento, della degenza e di convalescenza. Questo bisturi,
inoltre, contribuisce ad evitare i rischi di danneggiare le corde vocali e,
quindi, a mantenere inalterato il timbro di voce. “La bassa dispersione di
calore dello strumento, infatti” – precisa il professor Miccoli – “riduce i
possibili danni al nervo ricorrente e l’infiammazione sui tessuti del collo.
Nella nostra esperienza le lesioni ai nervi laringei avvengono in meno dell'1%
dei casi. Grazie alla localizzazione dell'energia sulla sua estremità, poi,
questo bisturi è preciso e può effettuare un taglio molto mirato, un aspetto
fondamentale quando si deve operare, come nel nostro caso, in prossimità di
strutture particolarmente delicate ed in spazi terribilmente ristretti”. Questo
strumento garantisce altri importanti vantaggi: azzera le perdite di sangue
grazie ad un’emostasi perfetta e riduce la durata degli interventi dato che
consente di separare, tagliare e contemporaneamente coagulare tessuti e vasi.
"Grazie alla rapidità con cui è possibile effettuare i vari passaggi ed alla
semplicità di una procedura in cui si utilizza un unico strumento" - prosegue il
professor Miccoli – “siamo riusciti a ridurre del 25-30% i tempi delle
operazioni in tutte le tecniche chirurgiche di asportazione della tiroide e a
minimizzare le possibili complicanze dopo l'intervento, che nella nostra
casistica sono globalmente inferiori al 3%. Il paziente può contare su una
guarigione più rapida grazie ad una migliore cicatrizzazione”.
Dati epidemiologici
Circa 7 milioni di italiani, di cui quasi 200mila persone in Liguria e oltre
70mila solo a Genova, soffrono di patologie alla tiroide: di questi, circa 6
milioni si ammalano di gozzo. Il tumore della tiroide colpisce ogni anno 9.000
italiani. Maggiormente colpita è la popolazione femminile in età fertile, tra i
25 e i 50 anni.
Ogni anno in Italia si eseguono oltre 40.000 operazioni alla tiroide. Buona
parte di queste, circa 3.000, vengono effettuate proprio presso l’Ospedale di
Pisa, un centro di riferimento internazionale.
La Società Scientifica internazionale che promuove l’iniziativa
A seguito della pluriennale esperienza negli interventi di chirurgia della
tiroide, il Dipartimento di Chirurgia dell’Università di Pisa diretto dal
professor Miccoli è divenuto un polo centrale per la formazione di chirurghi
provenienti da tutta Europa. Dalla necessità di unificare conoscenze ed
esperienze europee è nata nel 2004 la ESES, European Society of Endocrine
Surgeons.
Fonte: Ospedale Galliera