Aumentano in Liguria le nuove droghe, cocaina, amfetamine e crack rispetto ad
altre regioni italiane, soprattutto presso gli studenti, più esposti al rischio
di sperimentazione dei loro colleghi del resto d'Italia. E' quanto emerge dal report 2005 dell'osservatorio epidemiologico regionale delle tossicodipendenze
illustrato questa mattina che ha l'obiettivo, oltre che di monitorare l'uso e la
distribuzione sul territorio delle sostanze stupefacenti e di alcol, anche
quello di verificare l'abuso delle sostanze psicoattive, la domanda di
trattamento degli utilizzatori, il livello di mortalità, le malattie infettive e
di programmare le azioni di prevenzione, cura e riabilitazione. Dall'indagine
condotta, relativa al 2004 e dall'esame di tutti gli indicatori, emerge come la
Liguria sia una delle regioni italiane maggiormente interessate dal fenomeno
della diffusione delle droghe. Un dato che è stato possibile misurare non solo
verificando gli utenti dei SERT e delle comunità terapeutiche, ma anche
attraverso l'indagine campionaria denominata IPSAD somministrata a livello
nazionale, attraverso un questionario anonimo inviato per posta, proprio per
"catturare" la domanda potenziale di trattamento per uso di cocaina, crack,
cannaboidi. "Abbiamo verificato un cambio nelle tipologie della dipendenza - ha
spiegato l'assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo - e pertanto
dobbiamo adattare le nostre azioni per contrastare il fenomeno; a cominciare
dalle nuove linee di indirizzo emanate dalla Giunta regionale la scorsa
settimana che da un lato vogliono puntare sulla prevenzione e dall'altro sulla
presa in carico dei consumatori secondo una logica non di emarginazione, ma di
cura e di recupero".
In Liguria l'uso almeno una volta nella vita della cannabis riguarda il 22,5
della popolazione intervistata dal questionario, quello di cocaina il 4,5%.
L'uso è più diffuso in Liguria che nelle restanti regioni d'Italia. Circa il
2,7% dei maschi e l'1,6% delle femmine, tra i 15 e i 54 anni, degli intervistati
ha riferito di aver consumato eroina almeno una volta nella vita. L'uso
sperimentale di amfetamino-derivati riguarda circa il 3,6% dei soggetti
intervistati e quello di allucinogeni il 2,4% (in Italia rispettivamente 3% e
2%). Per quanto riguarda gli studenti, nonostante i consumi maggiori di sostanze
si registrino tra i maschi, le studentesse utilizzatrici sono per ciascuna delle
sostanze almeno il doppio rispetto alle coetanee nazionali. Maggiore in Liguria
rispetto al dato nazionale la diffusione di cannabis fra gli studenti, sia per
quanto riguarda la sperimentazione (37%) sia per l'uso recente (30%). Il consumo
di cannabis in Italia si attesta intorno al 32% per quanto riguarda la
sperimentazione e al 25,5% per l'uso recente.
Una contiguità che riguarda soprattutto i giovanissimi, infatti a 15 anni già il
20% dei maschi e il 15% delle femmine riferisce di aver avuto almeno un contatto
con la cannabis. Anche il consumo di cocaina è maggiore fra gli studenti liguri
rispetto al resto d'Italia.
Se infatti la sperimentazione in Italia riguarda il 2,6% degli intervistati tra
gli studenti in Liguria tocca il 4%, mentre l'uso recente che in Italia riguarda
l'1,8% degli intervistati, in Liguria interessa il 2,5. Anche il consumo di
amfetamino-derivati , meglio conosciute come droghe da discoteca è maggiore tra
gli studenti delle scuole superiori liguri rispetto al resto d'Italia.
"Ed è proprio l'aumento dell'uso di sostanze e di alcol tra i giovanissimi -
continua l'assessore alla Salute - e la diversa tipologia del fenomeno con
conseguenze pesanti sulla salute che richiede da parte dell'Assessorato un
incremento dell'informazione, sia presso le scuole sia nei luoghi dove i giovani
si radunano".
Dall'indagine è infatti risultato in aumento anche il consumo di alcol presso
gli studenti liguri e tra i giovanissimi. Dall'analisi dei dati risulta infatti
che l'esperienza di intossicazioni alcoliche è maggiore che nel resto d'Italia.
A 15 anni già il 46% dei ragazzi e il 40% delle ragazze riferisce di essersi
ubriacato almeno una volta nella vita. Per quanto riguarda invece i consumatori
problematici di oppiacei, che ne fanno cioè uso per via iniettiva o da lungo
tempo, sono stati stimati nel 2004 7.784, di cui il 69% è stato intercettato
dalle strutture di intervento.
E se la mortalità degli utilizzatori di droghe nel 2004 appare in aumento
rispetto al 2003, da 14 a 18, il trend evidenzia comunque una diminuzione del
fenomeno rispetto al 2001. Ancora una volta la Liguria, nel quadriennio
2000-2004, evidenzia dati più alti rispetto al quadro nazionale e all'area del
Nord Ovest.
In aumento anche le positività ai test per HIV e al virus dell'epatite B e
dell'epatite C; in Liguria si registrano infatti valori superiori di più del 10%
rispetto ai valori di riferimento dell'area geografica (nord ovest) e più del
20% rispetto al dato nazionale. Per quanto riguarda le attività illegali
correlate all'uso di sostanze stupefacenti, anche in Liguria come nel resto
d'Italia la cocaina rimane la sostanza maggiormente coinvolta nelle denunce
(37%), seguono cannabinoidi (36%) ed eroina circa 21%. La tossicodipendenza in
carcere rappresenta un fenomeno diffuso in Liguria come nel resto d'Italia: la
quota di detenuti tossicodipendenti , a livello regionale, riguarda il 33,4% del
totale, una percentuale simile al dato nazionale, anche se con grosse variazioni
a livello provinciale. Se infatti nella provincia di Imperia i detenuti
tossicodipendenti sono solo il 16% circa sul totale, nelle province di Savona e
di Spezia questi rappresentano rispettivamente il 40% e il 53% circa dei
detenuti.