Anno III - n°18 - 19.07.2005 Pagine Liguri

   


Genova: allarme sanitario per alga velenosa, attenzione anche ai frutti di mare


E' stata una brutta domenica per i bagnanti del levante genovese. La sera stessa è scatta l'emergenza presso gli ospedali San Martino e Gaslini in seguito alle richieste di soccorso di numerose persone che hanno accusato febbre alta e malori dopo aver fatto il bagno in mare nelle spiagge del Levante genovese, tra corso Italia e Bogliasco. Sono state attivate le unità di crisi, tutti i pazienti sono stati ricoverati in osservazione mentre è stato lanciato l'allarme all'Arpal, l'agenzia regionale per l'ambiente. I sintomi degli intossicati (tra i quali alcuni bambini e ragazzi) sono febbre, bruciori agli occhi e alla gola, dolori al torace. Per il momento si fanno due ipotesi: la presenza in acqua di un'alga tossica, oppure di sostanze chimiche fuoriuscite da un depuratore. Sospettato principale è l'impianto di Sturla. Lungo tutta la costa del Levante, ma in particolare proprio a Sturla, sono stati fatti prelievi per stabilire la natura dei veleni.
L'Arpal, l'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, ha smentito le ipotesi di veleno uscito dai depuratori: si tratta invece di un'alga dagli effetti tossici ad ampio raggio. Un fenomeno simile si è verificato nel recente passato sulle coste francesi e i suoi effetti si erano riscontrati fino alla riviera ligure. In termini specialistici si tratta dell'alga blooming, una fioritura data dall'altra concentrazione di sali minerali nell'acqua. ed ora l'allarme si estende anche agli alimenti: 'E' necessario informare tutti che la tossina che tra domenica e ieri ha provocato determinati malesseri in chi si trovava sul lungomare nel levante genovese, si concentra nei mitili e nella piramide della catena alimentare, ovvero nei pesci predatori'. Lo ha detto il dottor Giacomo Zappa, della direzione sanitaria dell'ospedale genovese Galliera, da domenica impegnato con la sua equipe ad affrontare oltre 60 casi di intossicazione da fitoplancton. 'E' vero - ha aggiunto Zappa - che l'area colpita dall'inflorescenza della Ostreopsis non e' tradizionalmente dedicata alla coltura dei mitili o alla pesca, ma e' necessario che si sappia che la tossina concentrata nelle cozze o nei pesci puo' provocare sintomi di tipo neurologico e possibili danni epatici, secondo l'esperienza verificata in altri paesi. Quindi e' bene non consumare frutti di mare dei quali non si conosca la provenienza'. Il dottor Zappa ha poi ricordato che la tossina sprigionata dall' alga, che viene chiamata ciguatoxin, e' 'termostabile, non e' inattivata cioe' alla cottura dei cibi'.






 


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