Anno II - n°17 - 13.05.2005 Pagine Liguri

   


Le fragili ossa maschili


Federico Mereta - Il Secolo XIX

Venticinquemila maschi in Liguria hanno le ossa fragili, perché soffrono di osteoporosi. Un'amara disillusione per chi pensa che la malattia delle ossa che si spezzano per un trauma minimo sia roba da donne. Perché se è vero che l'osteoporosi tende a interessare soprattutto il gentil sesso che, dopo la menopausa, vede assottigliarsi la disponibilità di calcio nelle ossa, quando si superano i settant'anni non ci sono grandi differenze tra i due sessi.
E' da questa allarmante analisi epidemiologica che partono gli esperti presenti al Palazzo Ducale di Genova per il Congresso Internazionale "Osteomen 2005 - III International Conference on Osteoporosis in Men" organizzato dal 12 al 14 maggio dalla Divisione di Reumatologia dell'Ospedale "La Colletta" di Arenzano ,diretta da Gerolamo Bianchi e dalla Divisione di Geriatria dell'Ospedale "Galliera" di Genova diretta da Ernesto Palummeri.
«Nella maggioranza dei casi l'osteoporosi colpisce il sesso femminile in quanto la donna accusa una perdita di osso più rilevante per la menopausa, ma la comunità scientifica, sulla base di studi epidemiologici, si è resa oggi conto che anche nell'uomo l'osteoporosi rappresenta un problema rilevante - spiega Bianchi - Circa il trenta per cento di tutte le fratture di femore ed il venti per cento di tutte le fratture vertebrali si presentano nei maschi che sembrano anche essere maggiormente "sensibili", visto che per le fratture del femore la disabilità e la mortalità maschile sono raddoppiate rispetto alle donne».
Il pericolo delle fratture, insomma, è la vera minaccia per chi soffre di osteoporosi, magari senza saperlo.
Negli ultimi venti anni numerosi studi hanno dimostrato che l'osteoporosi costituisce uno dei maggiori problemi di salute nei paesi del mondo occidentale in quanto le fratture da fragilità a polso, vertebre e femore da essa causate, hanno un enorme impatto nei soggetti anziani in termini di morbilità e mortalità. Fondamentale, a detta degli esperti, diventa quindi comprendere chi è davvero a rischio, anche tra i maschi.
«L'osteoporosi nell'uomo può essere primitiva e secondaria, ed è soprattutto questa seconda forma a fare la differenza rispetto alla donna - evidenzia Bianchi - Bisogna capire bene quali elementi possono determinare il rischio nell'uomo, e oggi sappiamo che le cause più importanti e più frequenti di osteoporosi secondaria nell'uomo sono quelle causate dalla terapia prolungata con cortisone, da un calo di produzione ormonale legato a ipogonadismo, da abuso di alcolici e da una particolare condizione che fa perdere molto calcio con le urine, chiamata "ipercalciuria idiomatica"».
Anche per i maschi, quindi, diventa essenziale per la prevenzione l'indagine Mineralometrica ( MOC) che consente di misurare con precisione la densità del tessuto osseo. La densitometria ossea è attualmente considerata un esame indispensabile per valutare il livello di densità ossea. Consente infatti di effettuare diagnosi di osteopenia e di osteoporosi e fornisce la miglior stima a disposizione del rischio di frattura.
«Ovviamente va effettuata solo negli individui a rischio e su consiglio del medico» conclude Bianchi.
 

LA PREVENZIONE Quando si deve fare un esame

La Moc è un esame mineralometrico, basato sull'utilizzo di un fascio di raggi fotonici gamma o X che, attraversando un segmento osseo, viene da questo attenuato in ragione della sua densità.
Meno fotoni trapassano l'osso, più questo è denso e quindi meno fragile e soggetto a demineralizzazione. E' un esame non invasivo ed innocuo. Per i maschi la Moc è indicata:
in previsione di prolungate (più di tre mesi) terapie con farmaci cortisonici
in caso di pregresso riscontro di osteoporosi (sia con la Moc che con una radiografia)
quando il soggetto è affetto da una malattia che può causare l'osteoporosi (come numerose malattie reumatiche, endocrine o gastrointestinali)
 






 


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