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Anno II - n°17 - 10.05.2005 Pagine Liguri
Passa la giunta Burlando: tutti i nomi
Giovanna Mari - Il Secolo XIX Ecco la nuova giunta ligure che sarà presentata dal presidente Claudio Burlando (Ds) al consiglio regionale di questa mattina. Otto saranno esterni, ossia non consiglieri. Massimiliano Costa (Margherita): vicepresidente, Formazione professionale, Cooperazione, Servizi Sociali. Claudio Montaldo (Ds): Sanità. G. B. Pittaluga (Gente di Liguria): Bilancio. Renzo Guccinelli (Ds): Attività produttive. Carlo Ruggeri (Ds, si dimette da consigliere): Urbanistica, Program. del territorio. Margherita Bozzano (indipendente, esterno): Turismo. Luigi Merlo (Margherita, esterno): Infrastrutture, Porti. Franco Zunino (Rifondazione, esterno): Ambiente. Fabio Morchio (Sdi, esterno): Cultura, Sport. Gianfranco Cassini (indip. esterno): Agricoltura. Enrico Vesco (Pdci, esterno): Politiche attive del lavoro, Politiche per l'Immigrazione. Maria Bianca Berruti (Ds, esterno): Casa, Edilizia.
La lista degli assessori è quella consegnata da Claudio Burlando ai partiti venerdì sera. Con una sola, pesante, variazione: Claudio Montaldo e Renzo Guccinelli, entrambi Ds, si scambiano le deleghe; al primo va la Sanità, al secondo le Attività produttive. Può dunque partire stamattina la nuova giunta regionale ligure, dopo un mese di gestazione e un'ultima febbrile settimana di trattative. Prima per i litigi e la gara tra i diversi partiti, poi per la battaglia tutta interna ai Ds con le federazioni provinciali insoddisfatte. Il via libera è arrivato ieri pomeriggio dopo una delicatissima riunione del comitato politico regionale della Quercia. Il segretario regionale Mario Margini, proprio lui che aveva strappato l'accordo con le altre sigle del centrosinistra, è riuscito a sancire, se non la pace, almeno la tregua. Alla votazione conclusiva, la relazione-Margini ha avuto un solo voto contrario. L'armistizio ds si fonda su tre punti: primo, gli spezzini, delusi e con un solo assessore, ottengono una delega più comoda e scansano la Sanità (non solo più complessa visto il "buco" ereditato dalla giunta polista, ma anche inopportuna dato il progetto tutto diessino di costruire alla Spezia un nuovo polo unico sanitario); secondo, gli imperiesi, amareggiati per essere stati di fatto obbligati a esprimere un assessore donna, avranno uno scivolo verso una serie di nomine per il sottogoverno regionale; terzo, Genova cede ai desiderata altrui accollandosi la Sanità e si attrezza per lasciare alle province alcuni posti di partito (a partire dall'incarico di capogruppo in Regione per Moreno Veschi e dalla segreteria regionale nel caso in cui Margini approdasse stabilmente, prima come assessore forte, poi come vicesindaco, a Genova). Insomma, la giunta proposta da Burlando adesso sta in piedi. Ma otto assessori su dodici (compreso Carlo Ruggeri che si dimetterà da consigliere) sono esterni, senza diritto di voto in consiglio, quindi facilmente impallinabili dagli eletti. E l'impatto nella vita dei partiti resta fortissimo. In rapida successione: come detto i Ds avranno una lunga cascata di scelte obbligate nelle prossime nomine; la Margherita deve affrontare una crisi interna mai così acuta essendo stata lasciata a mani vuote la metà prodiana del partito; i Verdi annunciano fin d'ora la teoria degli «sconti zero» essendo rimasti fuori dalla giunta; Rifondazione dovrà combattere a De Ferrari per non ritrovarsi con una delega per l'Ambiente indebolita e affronta nella atmosfera meno opportuna il congresso regionale fissato per giugno in cui il segretario Giacomo Conti cerca la riconferma. Il congresso è ordinario, ma i contrasti tra il "regionale" e parte del "genovese" di queste settimane rischiano di far ripetere alcuni congressi (quindi straordinari) di circolo. Tregua armata, davvero. Burlando, strappato il via libera, dovrà non solo governare ma anche convincere la sua alleanza ancor prima che tenere a bada l'opposizione. Un'opposizione che ieri ha cercato con l'ex governatore Sandro Biasotti di fare un passo avanti. Biasotti ha incontrato tutti i candidati "Arancioni per la Liguria" alle elezioni. All'unanimità eletti e candidati hanno chiesto «il proseguimento di questa esperienza politica e la preparazione e la convocazione di una grande convention programmatica»: un vero e proprio congresso fondativo che trasformi il movimento nel «collante della Casa delle libertà». «Vigileremo - dicono - sul rispetto degli impegni annunciati in propaganda e daremo il nostro apporto costruttivo per il bene della Liguria». Nelle stesse ore il centrosinistra dava segni di insofferenza. Burlando vuole espandere gli spazi per gli uffici della giunta nel palazzone del consiglio in via Fieschi. Ma quel decimo piano che ha individuato per sistemare i responsabili delle tre nuove deleghe è occupato dalle stanze dell'appena eletto presidente del consiglio, Mino Ronzitti (Ds), che non intende traslocare sette piani più sotto condividendo spazi (più ristretti) con i gruppi. La polemica ha già trovato corpo su una serie di lettere avvelenate tra De Ferrari e via Fieschi.
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