Anno II - n°17 - 13.05.2005 Pagine Liguri

   


Attese cinque ore le cure è in coma da quattro mesi


Elisabetta Vassallo - Il Secolo XIX

La procura ha aperto un'inchiesta per lesioni colpose gravi, per far luce sul caso di una donna di 74 anni ricoverata per problemi cardiaci al San Martino. Dopo essere rimasta quasi sei ore in sala d'attesa la paziente venne trasferita in rianimazione a seguito della segnalazione di una persona, che assisteva un suo parente, e aveva notato l'aggravarsi delle condizioni della donna. L'anziana, colpita da infarto, ha subito gravi danni neurivegetativi e da allora vive in stato vegetativo. L'inchiesta è stata aperta dal sostituto procuratore Biagio Mazzeo in seguito della denuncia-querela presentata dalla figlia della donna Donatella B. La congiunta ha raccontato al magistrato che la madre, N. L., si era sentita male nella sua abitazione a San Fruttuoso lo scorso 24 dicembre. Era stata chiamata la guardia medica che aveva ipotizzato problemi cardiaci ed aveva consigliato a Donatella B. di accompagnare la madre al pronto soccorso. Al San Martino, la donna è stata ricoverata con codice Verde, una valutazione quindi di non gravità, ed è stata sistemata su una barella in sala d'attesa. Erano le 12,30. Alle 18 la donna era ancora in attesa di assistenza. Trascorse diverse ore la figlia aveva raggiunto la caposala chiedendo l'intervento di un medico, venne allora rincorsa da un signore che aveva accompagnato un parente. «Sua madre ha una crisi, sta malissimo» le aveva detto. Accorso il personale medico alla donna venne diagnosticato un infarto in atto e venne ricoverata in rianimazione: a causa del temporaneo arresto cardiaco la paziente ha subito gravi danni neurovegetativi per una prolungata mancata ossigenazione al cervello. Da qui la querela: oltrettutto dopo tutti questi mesi di degenza senza alcun miglioramento sembra che l'ospedale imponga ai parenti di trovarle un'altro centro di degenza.
Il pm ha ordinato il sequestro delle cartelle cliniche ed ora, per determinare le responsabilità di quanto accaduto i punti da chiarire sono soprattutto due. Il primo se la guardia medica abbia agito correttamente consigliando il ricovero senza consegnare alla donna un certificato con indicati i suoi sospetti di problemi cardiaci. Il secondo determinare in base a quali considerazioni al momento dell'accettazione alla paziente sia stato valutato soltanto il codice verde che non prevede una situazione di gravità nè tanto meno di rischio di vita. A definire i codici, presso l'ospedale San Martino, come in tutti i grossi nosocomi italiani, è un infermiere diplomato che accoglie i pazienti e in base ad alcuni parametri predefiniti stabilisce il codice. Ma un infermiere è in grado di valatare quando un paziente è in stato di pre-infarto? Questa domanda se la pone anche il magistrato Mazzeo che intende fare chiarezza. Per ora l'inchiesta per lesioni colpose è aperta contro ignoti.
 






 


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