Anno II - n°16 - 14.02.2005 Pagine Liguri

   


Una lettera alla Dott.ssa Giovanna Madaffari, U.O cardiologica ospedale Sestri Ponente


Ad una persona eccezionale… Molte volte nella vita l’uomo ha il presagio della sofferenza che gli è destinata. Non si sa quando, come, dove accadrà, ma è un presagio che in un futuro si rivelerà. Tutto sta nell’incontrare persone che aiutino a superare questo triste momento. Quando al mattino presto piombi in un ospedale capisce che è arrivato il momento preannunciato; un momento malinconico, non sai come mai una cosa così è capitata proprio a te. Il dolore diventa partecipe di una sinfonia nuziale, accompagnata dal rumore dei monitor che danno l’unico segno di vita certo…
Grazie Dottoressa Giovanna Modaffari, una dottoressa, una mamma; un ruolo difficile da identificare in quel momento, ma l’estrema bravura e professionalità riesce perfettamente a far conciliare le due cose contemporaneamente. Sinceramente in quel momento di non so che cosa: vita, morte ? certamente di dolore, lei è stata sempre presente, in quella notte in cui non potevo dormire… se chiudevo gli occhi vedevo cose irreali, se li aprivo era come ricevere un pugno di spilli. E se mi agitavo incominciava la danza del dolore. Vani i calmanti che rimuovono la morte, il cuore gridava aiuto rivolgendosi a nomi di cose, persone; ma soprattutto a lei, sempre li presente e intenta nella sua lunga battaglia.
L’orologio scandiva le ore, i minuti, i secondi, e goccia su goccia la flebo si svuotava e l’unico sollievo era la sua presenza, che mi dava sicurezza. Al mattino il mio primo pensiero è stato: “Questa notte, la mia anima è stata chiamata dalle altre anime, delle persone che non sono più qui con noi; devo ringraziala, dottoressa, che ha combattuto fino all’ultimo per non farmi volare via insieme a loro.” L’ambulanza era sul piazzale. Un incerto sole proprio come la mia salute si intravedeva tra nuvole, la sua enorme bontà ha voluto che mi accompagnasse fino al nuovo ospedale, nonostante avesse sulle spalle il peso di una brutta notte passata con me e gli altri pazienti del reparto. La nuova stanza che mi ospitava è una delle centinaia di camere che ha questo enorme ospedale, il mio letto è un numero tra le migliaia presenti nell’intera struttura, difficile identificare una persona, io ero un numero, il numero che contemporaneamente identificava me e il letto… Spesso chiamavo lei per sicurezza e senza sminuire il lavoro dei sui colleghi, per me rimarrà sempre un punto di riferimento.
Tutto il mio ringraziamento va ancora a quella piccola cardiologa nascosta nel suo camice bianco che ha dimostrato di avere un cuore molto grande, che ormai nella mia vita quotidiana è diventata una sorta di eroe di questa lunga e dolorosa guerra…
Ricordandola sempre Dottoressa Giovanna Modaffari U.O cardiologica ospedale Sestri Ponente.

Daniele Asso






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