Anno II - n°15 - 10.12.2004 Pagine Liguri

   


Prevenzione primaria del diabete mellito tipo ii (niddm).


L’impiego della Semeiotica Biofisica nella diagnosi delle malattie endocrino-metaboliche ha reso “clinica” la diagnosi del diabete mellito a partire dagli stadi, veramente iniziali, di iperinsulinemia-insulinoresistenza e, poi, di Ridotta Tolleranza al Glucosio (IGT), come di seguito è illustrato (1, 2, 3, e sito www.semeioticabiofisica.it  )
Il diabete mellito, una delle più diffuse patologie umane, specialmente nei paesi ad elevato sviluppo socio-economico, mostra un costante e preoccupante incremento percentuale. In Italia, per esempio, si calcola che, pure in mancanza di dati ufficiali, vi siano 2-3 milioni di diabetici, con un aumento annuo del 6% considerando tutte le forme di diabete certamente differenti tra loro dal punto di vista eziopatogenetico e clinico. In realtà, il diabete mellito rappresenta una sindrome di natura dismetabolica, molto complessa nella sua eziopatogenesi, a sfondo sicuramente “ereditario”, caratterizzata dalla carenza assoluta o relativa d’insulina.
Alla povertà diagnostica della semeiotica fisica tradizionale va attribuito il fatto che il diabete mellito molto spesso è riconosciuto casualmente nel corso di esami di routine, eseguiti per motivi sportivi, assicurativi, scolastici, lavorativi e durante accertamenti per altre malattie, tutti eventi oggi diventati non sempre giustificata routine.
A questo proposito, bisogna sottolineare innanzitutto che la determinazione della glicemia a digiuno e l’esame delle urine del mattino si rivelano assai di frequente fuorvianti (2, 3); sicuramente è più ricca di informazioni la determinazione della glicemia “post-prandiale” (dopo 2-3 ore dall’assunzione del cibo).
Inoltre, secondo il nostro parere, è auspicabile la netta distinzione tra Glicemologia, scienza oggi molto diffusa anche per motivi economici, e Diabetologia Clinica, meno nota e praticata e, soprattutto, motivo di grandi responsabilità per il medico ma anche di grandi soddisfazioni. Nell’oblio totale della prima disciplina, tratteremo esclusivamente la seconda, principalmente dal punto di vista della costituzione diabetica, la cui conoscenza è essenziale per la prevenzione primaria del DM.






 


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