In occasione del Convegno “Sport & Medicine 2004”, del 26 - 28 novembre 04 a Sestri Levante (GE), si è tenuta la prima riunione del gruppo internazionale di lavoro “Sport in the child: how to preserve psychophysical health”
Qual è lo sport più indicato per la corretta crescita di un’adolescente, di fronte ai sempre più frequenti casi di scogliosi? “Il nuoto” risponderà la maggioranza degli intervistati, mentre il peggiore è probabilmente l’equitazione seguita dall’aerobica. “Niente di più falso e fuorviante – spiega il professor Stelvio Becchetti, direttore della Prima Divisione di Ortopedia e Traumatologia dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova – il nuoto non è in grado di “curare” alcuna patologia dell’apparato scheletrico, esattamente come ogni altro sport. E paradossalmente, rispetto ai numerosi luoghi comuni che si sono creati negli anni, nel caso della scogliosi grave, il nuoto non è nemmeno il più indicato, al contrario l’equitazione che è spesso criminalizzata, dona un’ottima e utile postura, bambino e cavallo vivono in simbiosi posturale influenzandosi e vicenda”.
Sono tanti i luoghi comuni infondati che vengono veicolati alle famiglie nel momento delle scelta di una disciplina sportiva per il proprio figlio, con il risultato di elevare alcuni sport ad universale panacea d’ogni patologia, e di impedire arbitrariamente l’esercizio di altre discipline.
“Successi ed insuccessi nel raggiungimento degli obiettivi lasciano frequentemente il segno nella psiche dei giovani, che finiscono spesso per essere sollecitati –spiega Becchetti - a raggiungere prestazioni elevate ad ogni costo, dai preparatori sportivi e talvolta dalle famiglie, spesso inconsapevoli del fatto che questo può realizzarsi soltanto sottoponendo il proprio corpo in crescita a sollecitazioni meccaniche qualitativamente e quantitativamente inappropriate ad uno sviluppo psico-fisico corretto”.
Il bambino che pratica sport è oggi, quindi, divenuto un vero atleta e quest’assunto condiziona non solo un maggior rischio di comparsa di affezioni all’apparato locomotore o di evoluzione di patologia preesistente, ma anche un appesantimento dell’approccio terapeutico ortopedico: vengono, infatti, sempre più frequentemente richieste cure rapidamente risolutive, anche se chirurgiche, a svantaggio di cure non invasive ma richiedenti tempi lunghi di recupero.
Tuttavia esiste anche un altro aspetto, direttamente correlato con l’elevazione del rischio: il medico, talvolta, tende ad impedire alcuni sport in alcune situazioni ritenute, da lui o dalla cultura assicurativa, predisponenti all’insorgenza di lesioni o all’aggravamento di patologia preesistente. Di conseguenza, può accadere che alcune privazioni in tal senso vengono richieste ai ragazzi arbitrariamente, senza un vero supporto scientifico, causando situazioni di frustrazione e di demotivazione alla pratica di qualsiasi attività fisica.
“Ricordiamoci che è soprattutto l’aspetto psicologico – spiega Becchetti – quello maggiormente coinvolto e “curabile” con lo sport, che va scelto seguendo la personalità del bambino, il suo bisogno di socializzare, preservandolo dalle eccessive aspettative che troppo spesso i genitori gli trasmettono. Per questo abbiamo fondato questo gruppo internazionale di lavoro chiamato “Sport in the child: how to preserve psychophysical health”: un gruppo aperto, policentrico e polidisciplinare, a prevalente interesse ortopedico, proponendoci di esplorare un settore in cui molti assunti non hanno vere basi scientifiche ma soltanto di verosimiglianza o di tradizione, il Gruppo di lavoro prevede alcuni garanti scientifico-culturali al proprio operato”.
Il gruppo si avvale di una segreteria, che ha sede stabile presso la Prima Divisione di Ortopedia e Traumatologia dell’Istituto Giannina Gaslini e accoglie al proprio interno le professionalità italiane e straniere di: Ortopedici, Medici Psicologi, Pediatri, Fisiatri, Medici dello Sport, Psicologi, Insegnanti, Fisioterapisti, Laureati in Scienze motorie e Bioingegneri.
OBIETTIVI DEL GRUPPO:
a) Informare i bambini ed i giovani, fornendo loro le conoscenze atte ad una valutazione obiettiva dei vantaggi, dei limiti e degli eventuali pericoli dello sport in età di crescita, ad una critica razionale dei traguardi sportivi raggiunti e ad una competente selezione delle stimolazioni provenienti dai media e dall’ambiente che li circonda.
b) Sensibilizzare alla ricerca del vero significato dell’attività fisica sportiva tutti gli operatori del campo educativo, ludico e sportivo e quanti, per professione, si rapportano costantemente con i bambini e gli adolescenti; oltre le famiglie, l’opinione pubblica e le Istituzioni.
c) Integrare ed interpretare i diversi risultati della ricerca clinico-scientifica più accreditata, al fine di fornire indirizzi, in funzione delle età e di eventuali patologie note presenti, sulle indicazioni, sui rischi, sui limiti dei singoli sport e sulle modalità più appropriate di pratica sportiva, nel soggetto normale ed in situazione di disabilità.
MEZZI UTILIZZATI dal GRUPPO per RAGGIUNGERE gli OBIETTIVI
Ogni mezzo utile all’informazione; in particolare, articoli su giornali e riviste, partecipazione a programmi teletrasmessi, sito web; organizzazione di conferenze aperte al pubblico; promozione di concorsi per scolari nella Scuola dell’obbligo e di borse di studio nelle Scuole universitarie di Specialità per professioni sanitarie.
RAPPORTI CON LE SOCIETÀ SCIENTIFICHE
L’attività del gruppo è aperta a collaborazioni con le Società scientifiche interessate agli obiettivi del Gruppo.
SITUAZIONE ATTUALE
1) Lo spirito della manifestazione policongressuale “SPORT & MEDICINE 2004”, organizzata dall’Istituto Giannina Gaslini, dall’Università di Genova e dalla Federazione Medico Sportiva Italiana, fa già parte della tattica informativa del Gruppo, che prevede la sua prima riunione il giorno 11 Dicembre presso la Badia della Castagna di Genova, in occasione del corso S.I.S.P. “Il Pediatra e lo Sport” e della Sessione Poster di Sport & Medicine 2004 “Immagini ed Immagine del bambino che fa sport”.
Anche i titoli degli altri eventi compresi in Sport & Medicine sono mirati allo spirito del Gruppo: 48° Congresso S.I.G.M. “Lo sport in età evolutiva: cos’è cambiato nella gestione delle problematiche muscolo-scheletriche” e Corso S.I.S.P. di Ortopedia infantile “Il trattamento chirurgico della patologia ortopedica sport-correlata. Come, quando, perché”.
2) Il Prof. Jean Dubousset, di Parigi, referente ortopedico dell’Accademia medica di Francia, ed il Prof. François Lavaste, di Parigi, Direttore del Laboratorio di Biomeccanica dell’E.N.S.A.M. del Centre National de la Recherche Scientifique, hanno già accettato di far parte della Commissione di garanti del Gruppo.
3) Numerosi medici e psicologi dell’età evolutiva hanno già espresso il desiderio di partecipare al progetto.
4) Alcune Società scientifiche si sono già espresse favorevolmente nel confronti dell’iniziativa.