Anno II - n°14 - 12.10.2004 Pagine Liguri 

 


Ogni anno in Liguria 10 bambini nascono con la Spina Bifida: “Per evitarlo basterebbe assumere una compressa al giorno di acido folico, ma questo tipo di prevenzione stenta a diffondersi”


In Liguria nel 2003 sono nati 12.109 bimbi e si può stimare che dieci bimbi siano venuti al mondo con la Spina Bifida, (incidenza circa 1 caso ogni 1500 nati vivi) Tale patologia a causa della sua alta incidenza e dei suoi effetti invalidanti, ha un grande impatto sociale e sanitario, poiché provoca nel nascituro ridotta mobilità agli arti inferiori, difficoltà nel controllo degli sfinteri, complicanze urologiche, neurologiche e, talvolta, deficit intellettivo.

“Prevenire questa malformazione è possibile semplicemente assumendo una compressa al giorno di acido folico – spiega Valeria Capra genetista della Neurochirurgia del Gaslini – purtroppo però sono ancora pochissime le donne che si avvalgono di questa opportunità, spesso per mancata conoscenza, soprattutto della modalità di assunzione. Un’assunzione corretta è fondamentale perché la spina bifida è una malformazione del rachide e del midollo spinale, dovuta alla mancata chiusura del tubo neurale, che avviene intorno al ventottesimo giorno dal concepimento. Per questo l’assunzione di acido folico deve avvenire almeno tre mesi prima del concepimento e per tutta la gravidanza in tutte le donne in età fertile, in una dose giornaliera di 0,8 mg di acido folico. Considerando che solo il 50 - 60% delle gravidanze sono programmate – continua la dottoressa Capra – è importante iniziare ad assumere acido folico prima di cercare una gravidanza”.
L’assunzione dell’acido folico non comporta alcun effetto collaterale (ma può invece mascherare l’anemia megaloblastica) ed è stato dimostrato che nelle donne a rischio con un dosaggio di 5 mg al giorno è possibile prevenire l'incidenza della patologia fino all'85%. L’acido folico previene non solo la formazione della spina bifida ma anche altre malformazioni, come quelle cardiache, mentre recenti studi ipotizzano un suo ruolo nella sindrome di Down. Senza dimenticare che a beneficiarne è anche la futura mamma, poiché ne previene l’anemia.
La diagnosi prenatale della spina bifida – spiega Pierangela De Biasio, ginecologa specializzata in diagnosi prenatale - è possibile fin dalla 16 settimana in gravidanze a rischio (precedenti figli affetti oppure alfa-fetoproteina elevata su sangue materno). Nelle gravidanze senza fattori di rischio, l’ecografia alla ventesima settimana è in grado di rilevare più di nove casi su dieci di spina bifida aperta. E’ quindi opportuno in gravidanza eseguire non solo l’ecografia ma anche appositi test di screening su sangue materno nel secondo trimestre di gravidanza (ad es. il test integrato).






Le donne in gravidanza e quelle che hanno in progetto di concepire un figlio, possono ricevere informazioni dettagliate, oltre a consulenze prenatali presso l’Istituto Gaslini, rivolgendosi a:

Dott. Valeria Capra, genetista (U.O. Neurochirurgia) telefonare per appuntamento dalle 14-16: 010-5636712. Dott. Pierangela De Biasio, ginecologa (U.O. Ostetricia e Ginecologia) telefonare per appuntamento al 010-5636720.


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