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Anno II - n°14 - 12.11.2004 Pagine Liguri
Diventa mamma dopo un tumore al collo dell'utero: al San Martino il primo caso in Italia
Il Secolo XIX - 12/11/2004
«È una tecnica inventata qui a Genova alla fine degli Anni Ottanta. Ora i primi risultati concreti: una donna di 38 anni, operata due anni fa per un tumore al collo dell'utero con una tecnica conservativa, è diventata mamma». È soddisfatto e non lo nasconde Sergio Costantini, 50 anni, da 12 professore associato di Ginecologia e Ostetricia dell'Università di Genova. E racconta: «Al mondo sono limitati a cento i casi di donne che dopo un intervento simile sono riuscite a portare a buon fine la gravidanza. In Italia, non ne risultano ufficialmente. Dunque, questo è il primo. A Lione, dove hanno avuto l'intuizione e opera il professor Daniel D'Argent, su 49 casi tentati dall'87, ne sono andati a buon fine 25». Insieme a Costantini, il caso genovese è stato seguito da Nicola Ragni, direttore del dipartimento di ostetricia e ginecologia.
La signora residente nel Levante - anonima per ragioni di privacy - venerdì, con taglio cesareo ha felicemente partorito una bimba di due chili e quattrocento grammi. Una figlia assolutamente insperata appena due anni fa, quando le fu diagnosticato un tumore al collo uterino.
«La terapia - spiega Costantini - prevede di solito una isterectomia radicale, cioè l'asportazione dell'utero e dei tessuti limitrofi, parametrio e linfonodi. In caso di donne giovani, che desiderano avere figli e che soprattutto hanno un tumore al primo stadio, pratichiamo una chirurgia conservativa, la trachelectomia radicale. In sostanza non viene asportato l'intero utero. L'innovazione sta anche in un successivo intervento: un cerchiaggio che conserva utero e fertilità. Un'autentica rivoluzione». Alla quale ne segue un'altra, che per la donna significa il secondo intervento pur di diventare mamma. «Senza collo dell'utero - chiarisce ancora il docente universitario - il rischio di aborto è elevatissimo. Ma c'è anche il rischio di infezioni. Ecco perché è necessario "chiudere" l'utero per evitare il passaggio di batteri e germi».
Alla neomammina del Levante, fortunatamente, è andato tutto benissimo ed è già a casa. In ottima salute anche la piccina, controllatissima nei suoi primi giorni di vita dall'equipe del San Martino. «Il nostro dipartimento - aggiunge Nicola Ragni - si occupa per tradizione di scuola di chirurgia oncologica. In virtù del rapporto di scambio con la struttura di Lione, il professor D'Argent è venuto qui da noi a Genova. La collaborazione ha avuto buon esito, come ha dimostrato la nascita della bimba».
Insiste Sergio Costantini: «Anni fa, il tumore al collo dell'utero era il primo riscontrato nelle donne in Occidente. Ora grazie a esami come il pap-test e alla prevenzione, è notevolmente diminuito. Rimane, purtroppo, con un'incidenza ancora molto alta nei Paesi poveri. Ecco perché non mi stancherò mai di ripetere quanto sia importante la prevenzione».
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