Anno II - n°13 - 04.08.2004 Pagine Liguri

   


Investiti in Canada 15 milioni di dollari per un brevetto elaborato dai ricercatori del Gaslini


La multinazionale canadese Bioxalis Medica ha acquistato la licenza per sviluppare il brevetto internazionale formulato dai ricercatori del Gaslini, al fine di realizzare un farmaco efficace contro i principali tumori umani.
Il brevetto internazionale Il Laboratorio di Oncologia dell’Istituto G. Gaslini di Genova esplora nuove strategie per il trattamento dei tumori solidi, basate sull’utilizzo dei liposomi (vere e proprie mini capsule biologiche), come veicoli per il trasporto all’interno del tumore di farmaci diretti ad ucciderne i vasi sanguigni. L’anno scorso l’equipe guidata da Mirco Ponzoni è riuscita a costruire un liposoma in grado di “trasportare” la Doxorubicina (un chemioterapico normalmente utilizzato in terapia ma molto tossico) direttamente dentro i vasi sanguigni formatisi ex novo all’interno del tumore. In questo modo i ricercatori del Gaslini sono riusciti ad inibire la crescita tumorale, all’interno di un modello creato in laboratorio per simulare il Neuroblastoma. I dati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista americana Cancer Research nel novembre 2003, mentre il brevetto è stato depositato in Gran Bretagna nel maggio 2003. Nel febbraio 2004 la multinazionale Bioxalis Medica (Quebec-Canada) ha comprato la licenza per lo sviluppo del brevetto, finalizzato alla creazione di un farmaco basato sull’utilizzo dei “liposomi vascolari”, per la terapia dei principali tumori dell’adulto. Su specifica richiesta del Gaslini, lo studio per la realizzazione del farmaco non riguarderà solo l’adulto: i ricercatori dell’istituto scientifico genovese hanno ottenuto di poter sviluppare una parte pediatrica della ricerca, per la cura dei tumori nei bambini.
A maggio 2004 il brevetto creato dal Gaslini è stato depositato anche negli Stati Uniti, passo determinante per l’estensione del brevetto al mondo, e all’inizio di luglio 2004 è iniziato lo sviluppo del farmaco, per il quale la Bioxalis Medica ha investito circa 15 milioni di dollari.





 


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