Anno II - n°12 - 08.06.2004 Pagine Liguri 

 


Identificato un nuovo meccanismo molecolare responsabile dello sviluppo di alcuni tipi di linfomi e leucemie. Si aprono importanti prospettive terapeutiche


Il gruppo di ricercatori guidati del Prof. Vito Pistoia, direttore del Laboratorio di Oncologia dell’Istituto G. Gaslini, ha identificato un nuovo meccanismo molecolare responsabile dello sviluppo di alcuni tipi di linfomi e leucemie. La ricercatrice Irma Airoldi ha scoperto che il recettore b2 (che insieme al b1 permette alla citochina IL -12 di legarsi alle cellule e attivarne le singole funzioni), manca in tutti i 41 casi analizzati di linfomi e leucemie derivanti dai linfociti B. Attraverso i risultati sperimentali è stata confermata l’ipotesi che la perdita di questo pezzo di ricettore favorisse lo sviluppo del tumore. 

 

Lo studio

L’interleuchina -12, nota agli addetti ai lavori come IL-12, è una citochina, cioè una specie di “ormone” prodotto dal corpo umano che regola la comunicazione tra cellule, ed è dotata di numerosi e importanti effetti sul sistema immunitario. Alcuni anni fa, il gruppo del Prof. Pistoia aveva dimostrato che le cellule umane produttrici di anticorpi (i linfociti B), possiedono il recettore per la citochina IL-12. Tale recettore è una specie di “interruttore” che si accende quando viene in contatto con la IL-12 attivando le funzioni cellulari. Questo “interruttore” è formato da due pezzi distinti, noti come b1 e b2 (vedere schema allegato). Nel nuovo studio, in pubblicazione sul primo numero di giugno del prestigioso Journal of Clinical Investigation, la Dr.ssa Irma Airoldi ha scoperto che un pezzo di questo interruttore, il b2, è assente in tutti i 41 casi analizzati di linfomi e leucemie derivanti dai linfociti B (linfoma follicolare, mantellare e marginale e leucemia linfatica cronica). “Questo studio- commenta il Prof. Pistoia - dimostra per la prima volta che la perdita di uno delle due componenti del recettore per la citochina IL-12 in alcuni linfomi e leucemie di elevata malignità ne favorisce lo sviluppo. Lo studio apre inoltre interessanti prospettive terapeutiche, perché abbiamo dimostrato che un farmaco, la decitabina, già utilizzata nella pratica clinica, fa ricomparire la componente mancante del recettore di IL-12 nelle cellule maligne, che vengono così indotte a morire o a smettere di moltiplicarsi in seguito a trattamento con IL-12”. Un nuovo successo della ricerca dell’Istituto Gaslini sotto l’abile regia del Direttore Scientifico, Prof. Lorenzo Moretta, al quale hanno contribuito altri gruppi, coordinati rispettivamente dal Prof. Alberto Amadori (Università di Padova), dalla Prof. Emma Di Carlo (Università di Chieti), dal Dr. Massimo Romani (IST, Genova) e dal Dr. Edoardo Rossi (Azienda Ospedaliera- Universitaria S. Martino, Genova). 

 

La manipolazione genetica applicata allo studio “Abbiamo ricostruito con tecniche genetiche il recettore b2 di IL-12 in cellule tumorali che ne erano prive, - spiega Vito Pistoia, direttore del Laboratorio di Oncologia del Gaslini - e le abbiamo coltivate in vitro con IL-12. Questi esperimenti hanno dimostrato che le cellule tumorali “corrette” in parte muoiono e in parte smettono di moltiplicarsi. Come ulteriore conferma abbiamo iniettato le cellule tumorali corrette in topi immunodeficienti (in cui il tumore umano può crescere). Negli animali trattati con IL-12 è stata osservata una significativa riduzione del tumore”.

 

Le prospettive terapeutiche 

Lo studio apre nuove possibilità terapeutiche, perché oltre alla terapia genica sopracitata, complessa e costosa, prevede di studiare anche la terapia farmacologica. “La ricerca prosegue – spiega Irma Airoldi – cercando di dimostrare in primo luogo l’efficacia nel topo della somministrazione combinata di decitabina e IL-12 per il trattamento di questi tumori. Se i risultati saranno positivi si potrà eventualmente passare alla sperimentazione umana”.

 








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