Utility per Interner Explorer:
Anno II - n°12 - 08.06.2004 Pagine Liguri
Studio epidemiologico dei fattori di rischio genetici e acquisiti correlati alle malattie tromboemboliche nella regione Liguria
www.hsanmartino.it - Prof. Ugo Armani
Le malattie tromboemboliche comprendono quadri clinici differenti a seconda che colpiscano le arterie o le vene: quando sono colpite le arterie ne conseguono quadri clinici ben definiti quali l’infarto del miocardio, l’ictus, l’ ischemia cerebrale transitoria (TIA), le arteriopatie periferiche (malattie cardiovascolari).
Le tromboembolie venose sono rappresentate dalle trombosi venose degli arti, dalle trombosi che colpiscono vasi venosi in varie sedi (vene del collo, vene degli organi addominali, vene retiniche) e dall’embolia polmonare.Va sottolineato che le malattie tromboemboliche, pur manifestandosi con quadri clinici diversi, riconoscono un meccanismo patogenetico comune: la trombosi. Le malattie tromboemboliche cardiovascolari rappresentano ancora la maggior causa di morte nel nostro paese, essendo responsabili del 44% di tutti i decessi. La cardiopatia ischemica è la prima causa di morte in Italia, rendendo conto del 28% di tutte le morti, mentre l’ictus è al terzo posto con il 13%, dopo i tumori. La malattia modifica la qualità della vita e comporta notevoli costi per la società. In Italia la prevalenza di cittadini affetti da invalidità cardiovascolare è pari al 4.4 per mille (dati Istat). Il 23% della spesa farmaceutica italiana (pari al 1.34% del prodotto interno lordo) è destinata a farmaci per il sistema cardiovascolare (Relazione sullo stato sanitario del paese, 2000). Negli uomini la stima dei casi prevalenti nel 2000 è stata di 220.000 casi nella fascia di età compresa tra 25 e 74 anni. Si stima che ogni giorno si verifichino circa 90 nuovi casi, 1 caso ogni 16 minuti; nelle donne le ammalate sono 39.000 casi l’anno e ogni giorno si verificano 30 nuovi casi, quindi 1 caso ogni 48 minuti. Fumo, obesità, ipertensione arteriosa ipercolesterolemia, diabete, sedentarietà sono i fattori che influenzano il rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari. Nella popolazione italiana l’abitudine al fumo riguarda in media il 30% degli uomini e il 21% delle donne. Il 33% degli uomini e il 31% delle donne sono ipertesi (pressione arteriosa uguale o superiore a 160/95 mmHg) oppure sono in trattamento farmacologico specifico. Il 41% degli uomini e il 54% delle donne hanno familiarità per ipertensione. Il 21% degli uomini e il 25% delle donne hanno colesterolemia totale uguale o superiore a 240 mg/dl oppure sono in trattamento farmacologico specifico. Il 36% degli uomini e il 33% delle donne sono in una situazione a rischio (colesterolemia totale tra 200 re 239 mg/dl). La familiarità per l’ipercolesterolemia riguarda 1l 34% degli uomini e il 24% delle donne. Il 9% degli uomini e il 6% delle donne sono diabetici (glicemia uguale o superiore a 126 mg/dl). Il 9% degli uomini e il 6% delle donne sono a rischio (glicemia tra 110 e 125 mg7dl). La familiarità per il diabete riguarda 1l 25% degli uomini e il 29% delle donne. Il 19% degli uomini e eil 22% delle donne sono obesi. Il 34% degli uomini e il 46% delle donne non svolgono alcuna attività fisica durante il tempo libero. Queste pagine sfruttano gli standard
di programmazione avanzata
, sebbene i contenuti sono
visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un
browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul
Vs. disco, oppure siete in Internet con un
browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un
browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito
http://webstandards.org/act/campaign/buc/
Stampa ottimizzata con standard avanzati
Copyright © 2002 clicMedicina s.r.l. - Marchi depositati - Riproduzione vietata
Testata Giornalistica Iscritta al Tribunale di Genova n° 9 del 05/06/2002 |