Quello della medicina d’urgenza è uno degli argomenti più delicati della sanità italiana. I 500 PS e 200 punti di primo soccorso nazionali hanno registrato negli ultimi dieci anni una crescita vertiginosa delle richieste di primo intervento: negli anni ’80 gli italiani che si rivolgevano ai PS erano 18.500.000 mentre nel 2000 sono diventati 50.000.000. La medicina d’emergenza, inoltre, svolge un ruolo cruciale con notevoli responsabilità riguardo temi di protezione civile come bioterrorismo, allarme antrace, ed emergenza caldo/freddo.
Ecco allora la necessità, per gli specialisti ma anche per la gente comune, di informarsi e confrontarsi sulle ultime novità scientifiche e sui nuovi modelli organizzativi per il pronto soccorso del futuro. E' stata Genova, capitale europea della cultura nel 2004 ma per l’occasione anche della medicina d’emergenza e d’urgenza, ad ospitare l’annuale incontro della SIMEU (Società Italiana Medicina Emergenza Urgenza). Ai magazzini del Cotone, da mercoledì 19 a sabato 22 maggio si
sono svolte quattro giornate di studio e incontri, con la partecipazione di oltre 1000 specialisti e 180 relatori,
la tabella di marcia sarà molto intensa.
“Il IV Congresso si articola in tre momenti”, spiega Paolo Cremonesi, Responsabile Struttura Complessa di Medicina e Chirurgia d'Accettazione e d'Urgenza dell'Ospedale Galliera di Genova e Presidente del Congresso, “Il primo si occuperà delle relazioni organizzative: il triage infermieristico e ospedaliero, il codice d’accesso alle visite, i rapporti col territorio, ma ci saranno anche interventi riguardo la protezione civile come quello sul bioterrorismo di Guido Bertolaso, capo della protezione civile nazionale.”
“Segue il momento scientifico”, continua Cremonesi, “Sono trattati rgomenti di tipo clinico: tossologia, malattie infettive, politrauma e molti altri. Il PS deve infatti conoscere tutti i punti, poi se necessario ci si rivolgerà ai consulenti delle diverse specialità. Non mancheranno corsi monotematici: sulla comunicazione, sulle multietnie – ricordiamo che gli extracomunitari possono rivolgersi al solo PS - , sulla rianimazione, la gestione del trauma, l’organizzazione della risorse.”
“Il terzo punto”, conclude Cremonesi, “E' dedicato alla ricerca: verranno illustrati importanti studi italiani, come quello genovese sulla distribuzione del lavoro nei PS, ma non solo. Si discuterà sui diversi problemi come l’aumento delle richieste e la necessità di modernizzare le strutture più vecchie.”
“Il primo impatto del cittadino con la struttura ospedaliera avviene nel PS: meglio funziona meno ricoveri in ospedale ci saranno, occorrono pertanto attrezzature, personale e logistiche adeguati”, commenta Cremonesi.
“La cultura dell'emergenza nel nostro paese non è ancora molto sviluppata”, riprende Giustina Greco, Presidente Onorario del Congresso, “In Liguria poi stiamo scontando un ritardo culturale che è minore in altre regioni sebbene registriamo un recupero negli ultimi dieci anni.”
“Veramente dobbiamo far capire alla gente comune cos’è il Pronto Soccorso, cosa si fa, l’importanza di questa struttura”, è l’invito della prof. Greco, “Avere un buon PS vuol dire far funzionare al meglio tutta la struttura sanitaria.”
Il convegno sarà inoltre un momento di incontro tra diverse realtà. “In un’epoca di federalismo scientifico le diverse società scientifiche si sono differenziate”, spiega Giovanni Baldi,
co-Presidente del congresso e Direttore del PS dell’Ospedale San Martino, “Questo congresso vuole celebrare il tentativo di dare una veste omogenea ai PS, senza dimenticare il 118 e la ricerca.”
Anche l’Università si sta aggiornando e sono stati introdotti nuovi spunti nel programmi per gli studenti.
“Già dal primo anno diamo attenzione alla Medicina d’Urgenza”, commenta Tommaso Barreca, direttore della cattedra universitaria di Medicina d’Urgenza dell’Università genovese, “Ma sono anche state aggiunte 80 ore di didattica al sesto anno”.
Riguardo i PS non bisogna scordare l’importanza di quelli pediatrici, che mancano in molte regione. “Molto spesso i bambini vengono visitati dai i medici per gli adulti, “ commenta Maurizio Magnani, aiuto del prof. Di Pietro del Gaslini e nel direttivo regionale della SIMEUP (Società Italiana Medicina Emergenza Urgenza Pediatrica),
“In Italia la presenza di PS pediatrici è relativamente scarsa ma si registra un aumento di necessità e richieste, si pensi solo agli ultimi fatti che ci coinvolgono da vicino.”
“Nei PS affidiamo la vita ad una persona che non conosciamo”, riflette Paolo Mascatelli, vicepresidente SIMEU regionale, “Dobbiamo quindi avere sicurezza verso la struttura a cui ci rivolgiamo.”
“Parlare di PS è parlare di pubblica sanità ed occorre dare alla sanità la possibilità di fornire standard non solo alla comunità scientifica, agli specialisti, ma anche ai cittadini.”