Anno II - n°12 - 08.06.2004 Pagine Liguri 

 


E’ di Genova una delle classi vincitrici del concorso “Alla scoperta del corpo umano”, dedicato quest’anno al tema “i giovani e le malattie infettive”

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Da una ricerca condotta da Demoskopea emerge che per gli adolescenti della Sardegna le malattie più temute sono tumore, AIDS e leucemia. Tabagismo, anoressia/bulimia e alcolismo ritenute le più diffuse. La tv e la famiglia sono il mezzo preferito dai giovani sardi per informarsi sulla salute. E’ la I B dell’Istituto Nautico S. Giorgio di Genova la classe vincitrice di uno dei tre premi per il Nord Italia della Campagna di educazione alla salute “Alla Scoperta del Corpo Umano”, promossa da autorevoli società medico-scientifiche, patrocinata dal Ministero della Pubblica Istruzione, dell’Università e della Ricerca e con il contributo di Fondazione Pfizer.
Questa quinta edizione del concorso ha proposto ai ragazzi delle scuole medie superiori di tutta Italia di presentare un lavoro sulle malattie infettive. La I B si è aggiudicata il premio realizzando un calendario sulle malattie infettive.
Nell’ambito della campagna “Alla Scoperta del Corpo Umano” è stata condotta da Demoskopea un’indagine nazionale sul grado di conoscenza degli adolescenti rispetto alle malattie infettive più comuni e sul loro atteggiamento riguardo alla prevenzione, ai possibili comportamenti a rischio e ai conseguenti effetti sulla qualità delle relazioni e sullo stile di vita. All’indagine, che ha coinvolto in tutta Italia quasi 11.000 ragazzi tra i 13 e 18 anni, hanno partecipato 237 ragazzi liguri di 26 classi di 11 Istituti.
Sono emersi alcuni dati che rispecchiano il grado di conoscenza sulle malattie infettive dei giovani. Malgrado le malattie infettive siano ancora oggi la principale causa di mortalità e morbosità a livello planetario, come conferma il più recente rapporto mondiale sulla salute dell’OMS, i ragazzi liguri dichiarano di non temerle: solo il 6 % del campione intervistato, infatti, le indica tra le malattie più temute dai giovani, percentuale che sale al 10% a livello nazionale. L’unica malattia infettiva che gli adolescenti della Liguria temono è l’AIDS (67%). I ragazzi sono inoltre molto spaventati dai tumori (temuti dal 73% di loro) e dalla leucemia (43%). Per quanto riguarda la loro percezione sulla diffusione delle diverse patologie tra gli adolescenti, in percentuali molto simili a quelle emerse a livello nazionale, per i ragazzi liguri le patologie ritenute più diffuse comuni sono tabagismo (63%), anoressia, bulimia e obesità (49%) e alcolismo (33%) (a livello nazionale, le corrispettive percentuali sono 59%, 47% e 33%).
Interpellati sulla diffusione a livello mondiale delle malattie infettive, i ragazzi liguri hanno messo al primo posto l’AIDS (71%), mentre solo il 33% di loro ha indicato l’influenza tra le malattie più comuni nel mondo. Tali dati testimoniano quanto la percezione dei ragazzi rispetto a tali patologie sia distante dalla realtà: malattie come l’influenza*, che ogni anno colpisce circa il 5-15% della popolazione mondiale causando 3-5 milioni di casi in forma severa e da 250.000 a 500.000 morti, e la malaria*, con un bollettino annuale di circa 300 milioni di nuovi casi e almeno 1 milione di morti, costituiscono ancora delle vere emergenze sanitarie.
Emergenze che, evidentemente, i giovani sottovalutano, lasciando largo spazio alle informazioni che arrivano mediante dalla TV: quasi la metà dei ragazzi in Liguria (40%), indica, infatti, nella televisione la fonte principale di informazioni in tema di salute. A questo punto non stupisce che malattie come Aids e Sars, su cui le campagne informative contribuiscono a mantenere viva l’attenzione, risultino più considerate di altre come la malaria, nonostante il forte impatto sociale nei Paesi in via di sviluppo, e l’influenza, la cui ampia diffusione si traduce ogni anno in pesanti costi in termini di degenza e giornate di lavoro perse.
“Tutto ciò conferma quanto sia importante curare l’informazione rivolta al mondo giovanile, per fornire ai ragazzi gli stimoli giusti che li aiutino a conoscere meglio le complesse tematiche legate alla salute al fine di adottare gli atteggiamenti di prevenzione più opportuni”, osserva Maria Pia Ruffili, Presidente di Fondazione Pfizer. “E’ questo lo spirito della nostra Campagna che da cinque anni si propone come spunto di approfondimento”. Ma sul fronte della vita di relazione e delle misure di prevenzione, quanto spaventa e quanto influenza atteggiamenti e socialità la paura di un possibile contagio? La maggior parte dei ragazzi della Liguria che hanno partecipato all’indagine si dichiara preoccupata di un possibile contagio (abbastanza il 40%; molto il 30%) e sono soprattutto le occasioni di utilizzo di servizi pubblici (32%) o la vicinanza di qualcuno con evidenti segni di una malattia (32%) a suscitare inquietudine. Per evitare le malattie infettive, i ragazzi liguri dichiarano di usare precauzioni nei rapporti sessuali (49%), di evitare i rapporti sessuali con persone poco conosciute (39%) e di non fare piercing e tatuaggi (31%).








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