Anno II - n°10 - 06.04.2004 Pagine Liguri 

 


“Ai bambini e ai fiori la luce del sole”


Due monumentali pannelli in ceramica, affissi alle pareti dell’atrio d’entrata del padiglione 16, da oggi daranno il benvenuto ai bambini e alle loro famiglie, ai dipendenti e a tutti gli ospiti che transiteranno per i padiglioni centrali del Gaslini.
Sarà proprio l’atrio, dove spesso bambini e genitori si soffermano a parlare, aspettare, leggere e persino pranzare, ad essere adornato con le ceramiche che il pittore Gian Marco Crovetto ha ideato, imprimendo nella terracotta lo spirito del Gaslini e il suo legame con Genova. A illuminare tutti con la sua energia ci sarà un imponente sole in ceramica a smalto, incorniciato dalla scritta “Ai bambini e ai fiori la luce del sole”, trasposizione plastica e traduzione del motto che da più di sessant’anni anima il Gaslini: “Pueris floribusque lumen solis”.
Una stella gaia e possente plasmata da colori caldi. Colori che si sviluppano dal rosso corallo all’arancio cinabro, surriscaldandosi nel movimento circolare dei raggi corposi, per terminare sulle punte, dove palpita un accenno di giallo incandescente.
Scritta e sole, di ceramica a smalto realizzata interamente a mano, prendono forma attraverso colori e figure geometriche, artisticamente deformate per determinare il movimento interno della superficie, in opposizione allo sfondo statico, che mette in evidenza lo storico invito a riservare ai bambini e ai fiori, creature predilette, la preziosa luce del sole. Un sole che sembra proiettare i suoi raggi benefici fin dentro il pannello di fronte, rischiarando una serena e coloratissima veduta della Superba.
Trentadue piastre di ceramica compongono: “Maestrale su Genova”, ognuna preciso tassello nel puzzle mnemonico ispirato alle sensazioni che la città procura all’artista, colorate dalla luce positiva che occorre respirare all’interno di una struttura pediatrica.
Niente grigi per questa veduta di Genova dominata dai colori pastello, con i quali il pittore costruisce la città. Genova appare rasserenata dai toni caldi di un tramonto infuocato, rischiarata dal sole del Gaslini e purificata dalla forza del maestrale, che, nella fantasia dell’artista, dissolvono ogni traccia di tristezza, di inquinamento, di malattia.
“Maestrale su Genova” è un invito per grandi e piccoli a staccarsi dalla realtà ospedaliera per avventurarsi in volo, in una veduta fantastica della città, impreziosita di spazi e costruzioni reali che caratterizzano il panorama genovese. Da Porta Soprana fino alla Lanterna e alle sagome delle gru del porto che si stagliano nella luce del tramonto, si vola radenti alla selva frastagliata dei tetti medievali del centro storico, in una combinazione di storia, fantasia sogno e realtà filtrati dalla creatività dell’artista.
Ogni piastra, unica per forma e dimensione, è un opera finita a sé stante, a volte interamente figurativa, a volte astratta. Non solo. Lo stile che il pittore Gian Marco Crovetto applica alla sua ceramica plasma l’opera attraverso la frammentazione materica e cromatica della superficie: la scomposizione crea un’affascinante eclettismo nella visione della città. I tasselli che compongono la veduta di Genova sono percepibili a distanza ravvicinata come insieme scomposto in astratto cromatismo, mentre allontanandosi dal pannello si ricompongono dinamicamente.
Tasselli forgiati, incisi e dipinti a mano: una vera xilografia su ceramica, dipinta a engobbi e cristallina, plasmata, secondo lo stile di Crovetto, rifiutando le canoniche leggi prospettiche di profondità e chiaroscuro.
I tratti sapientemente fauves dell’artista creano i volumi attraverso i colori, in un gioco in cui la cromia si dilata, si scompone e ricompone trovando sintesi nell’armoniosa e serena versatilità dell’opera.
Un pannello che ben racconta la storia di un profondo rapporto d’amore e solidarietà tra il Gaslini e la sua città, che da sempre lo alimenta e lo protegge.

 

La pittura di Gian Marco Crovetto

La luce in Liguria avvolge, confondendoli, i contorni di piante e scogliere, lo sguardo filtra un orizzonte sfumato nell’aria densa d’umidità: Gian Marco Crovetto fissa sulla tela le sue percezioni attraverso colori pastello, le diverse sfumature di azzurro e lilla di tanti suoi tramonti e notturni liguri. Bogliaschino di nascita e residenza, Gian Marco Crovetto si è dedicato spesso ad una pittura paesaggistica, in alcuni casi en plain air, ma più spesso guidata dalla forza emotiva del ricordo, di una sensazione provata immergendosi nel paesaggio, quella stessa sensazione che verrà rievocata nel suo studio genovese. Come spiega lo stesso Crovetto: “E’ proprio questa l’emozione che macero in me, per esprimere il mio pensiero attraverso il paesaggio”. Un'emozione che il pittore cerca nei suoi lunghi soggiorni alla scoperta del Mediterraneo, in Provenza, Toscana, Grecia e Corsica ogni volta riuscendo a cogliere l’intima essenza, la luce, il soggetto, ma soprattutto la sensazione che rimane, che contraddistingue un particolare angolo di mondo, differenziandolo da ogni altro. Il sud della Francia, pur essendo la continuazione del territorio ligure provoca nel pittore sensazioni completamente diverse, come fosse l’epifania della luce del giorno. Crovetto dipinge a spesse e decise pennellate di rosso, ocra, giallo e oro i paesaggi spettacolari della Provenza, i suoi paesini arroccati, il verde scuro degli ulivi in contrasto con il rosso dei papaveri. E’ soprattutto la luce, fortissima implacabile nelle soffocanti estati provenzali, ad attrarre Crovetto, che per lei tralascia gli amati viola- blu dei suoi tipici paesaggi lunari. Ma è vivendo su un’isoletta semideserta della Grecia che le sue opere divengono il racconto figurato della scoperta di una luce nuova, tagliente, trasparente e purissima che svela le forme esatte dei paesaggi, più figurativi, accendendone i colori. Si passa così dai toni viola blu dei suoi classici notturni genovesi, ai turchesi marini e alle ocre dorate, accesi dal sole canicolare, asciutto, allucinante delle estati greche. Per arrivare alla sua ultima ricerca, che lo vede spingersi verso una maggiore scomposizione volumetrica dei suoi soggetti, che riescono però a conservare il complessivo impianto figurativo. Le sue ampie tele sono dipinte a strati corposi di materia, in modo tale da cristallizzare il tratto deciso e frenetico delle pennellate, che non è soggetto ad alcuna deformazione ma restituisce invece l’immediatezza della trasposizione pittorica. Un'esplosione di colori brillanti e luminosi, in cui dall’apparente caos delle pennellate espresse nelle vibranti tonalità dei migliori fauve, prende forma una visione sostanzialmente mnestica del paesaggio. Poche materiche pennellate creano sezioni uniformi di colori intensi, che ad un’osservazione ravvicinata sembrano caotiche. Indietreggiando appena, si coglie invece il perfetto equilibrio dei contrasti cromatici, che distorcono la prospettiva e danno all’insieme una pulsante e armoniosa unità. Alberi blu, scogliere porpora e mari completamente gialli: tutto diventa credibile e famigliare nelle opere di questo artista, che riesce a trasmettere l’emozione profonda e la felicità di chi si accosta alla pittura con spirito giocoso e irriverente.








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