Genova Anno III - n°23 - 17.05.2006 Pagine Liguri


Il Gaslini potenzia la diagnostica: la nuova Tac multistrato 64


Grazie a questa importante iniziativa di solidarietà il Gaslini si dota di una TAC multistrato di ultima generazione: una macchina a 64 strati in grado di ricostruire gli organi in tre dimensioni in modo istantaneo, con immagini dettagliate e a colori. Una TAC che consente di scansire il corpo umano in oltre 150 strati sub millimetrici al secondo e offre la possibilità di navigare virtualmente all’interno del corpo del bambino.

La nuova Tac multistrato potenzierà la diagnostica in tutti reparti dell’ospedale, e l’elevatissima velocità permetterà di evitare disturbi nella rappresentazione degli organi (causati dal battito del cuore, dai movimenti respiratori e dai movimenti spontanei del bambino) con notevoli miglioramenti nella diagnosi e quasi completa eliminazione del numero delle anestesie. Questo sviluppo sarà, ad esempio, particolarmente utile nello studio delle malformazioni congenite del cuore, e nei casi di pazienti politraumatizzati ricoverati in pronto soccorso, dove è importante acquisire in tempi brevissimi informazioni sulle lesioni subite da tutti gli organi.

“L’acquisto della TAC multistrato a 64 strati – spiega Paolo Tomà, direttore del Reparto di Radiologia del Gaslini - apre una fase di rinnovamento logistico e strumentale del reparto, punto nevralgico della diagnostica dell’ospedale, che ogni anno effettua al Gaslini circa 80.000 esami su pazienti pediatrici. Si tratta di una delle prime macchine di questa generazione completamente dedicata alla pediatria in Europa, dotata di sistemi automatici per la riduzione della dose di raggi X al piccolo paziente: l’avanzatissima tecnologia riduce il quantitativo di raggi X con un notevole aumento della sicurezza del piccolo paziente. Inoltre grazie a questo macchinario il Gaslini collaborerà alle ricerche su scala europea dedicate alla riduzione della dose di raggi X nelle nuove TAC”.

“L’utilizzo di questo nuovo tipo di Tac porterà sostanziali miglioramenti nel seguire nel tempo la terapia dei tumori – continua Tomà - perché le immagini 3D consentono una più dettagliata valutazione e misurazione della massa, come nel caso del Neuroblastoma e del tumore di Wilms.
Potremo inoltre usufruire di una notevole riduzione delle indagini invasive per lo studio dei vasi: con l’angiografia tradizionale, per studiare arterie e vene è necessario entrare nel corpo umano con un catetere.
Con questa macchina è sufficiente iniettare il mezzo di contrasto in una vena periferica e si ottengono dettagliate ricostruzioni tridimensionali del circolo. In questo modo possono essere studiati il circolo cerebrale, le arterie e le vene del collo, l’aorta e i suoi rami principali, il circolo polmonare, le vene e le arterie del fegato ecc”.

Le immagini multiplanari permettono di identificare lesioni non sempre apprezzabili sulle scansioni assiali e forniscono una visualizzazione anatomica delle strutture scheletriche, di grande utilità sia ai fini del trattamento chirurgico che dei controlli post-chirurgici.

 






 


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