Grazie a questa importante iniziativa
di solidarietà il Gaslini si dota di una TAC multistrato di ultima generazione:
una macchina a 64 strati in grado di ricostruire gli organi in tre dimensioni in
modo istantaneo, con immagini dettagliate e a colori. Una TAC che consente di
scansire il corpo umano in oltre 150 strati sub millimetrici al secondo e offre
la possibilità di navigare virtualmente all’interno del corpo del bambino.
La nuova Tac multistrato potenzierà la diagnostica in tutti reparti
dell’ospedale, e l’elevatissima velocità permetterà di evitare disturbi nella
rappresentazione degli organi (causati dal battito del cuore, dai movimenti
respiratori e dai movimenti spontanei del bambino) con notevoli miglioramenti
nella diagnosi e quasi completa eliminazione del numero delle anestesie. Questo
sviluppo sarà, ad esempio, particolarmente utile nello studio delle
malformazioni congenite del cuore, e nei casi di pazienti politraumatizzati
ricoverati in pronto soccorso, dove è importante acquisire in tempi brevissimi
informazioni sulle lesioni subite da tutti gli organi.
“L’acquisto della TAC multistrato a 64 strati – spiega Paolo Tomà, direttore del
Reparto di Radiologia del Gaslini - apre una fase di rinnovamento logistico e
strumentale del reparto, punto nevralgico della diagnostica dell’ospedale, che
ogni anno effettua al Gaslini circa 80.000 esami su pazienti pediatrici. Si
tratta di una delle prime macchine di questa generazione completamente dedicata
alla pediatria in Europa, dotata di sistemi automatici per la riduzione della
dose di raggi X al piccolo paziente: l’avanzatissima tecnologia riduce il
quantitativo di raggi X con un notevole aumento della sicurezza del piccolo
paziente. Inoltre grazie a questo macchinario il Gaslini collaborerà alle
ricerche su scala europea dedicate alla riduzione della dose di raggi X nelle
nuove TAC”.
“L’utilizzo di questo nuovo tipo di Tac porterà sostanziali miglioramenti nel
seguire nel tempo la terapia dei tumori – continua Tomà - perché le immagini 3D
consentono una più dettagliata valutazione e misurazione della massa, come nel
caso del Neuroblastoma e del tumore di Wilms.
Potremo inoltre usufruire di una notevole riduzione delle indagini invasive per
lo studio dei vasi: con l’angiografia tradizionale, per studiare arterie e vene
è necessario entrare nel corpo umano con un catetere.
Con questa macchina è sufficiente iniettare il mezzo di contrasto in una vena
periferica e si ottengono dettagliate ricostruzioni tridimensionali del circolo.
In questo modo possono essere studiati il circolo cerebrale, le arterie e le
vene del collo, l’aorta e i suoi rami principali, il circolo polmonare, le vene
e le arterie del fegato ecc”.
Le immagini multiplanari permettono di identificare lesioni non sempre
apprezzabili sulle scansioni assiali e forniscono una visualizzazione anatomica
delle strutture scheletriche, di grande utilità sia ai fini del trattamento
chirurgico che dei controlli post-chirurgici.