Genova Anno VI - n°33 - 14.04.2008 Pagine Liguri

 

 del 12/05/2008

Per i Manager servono merito e produttività per rilanciare l’Italia


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Martedì 13 maggio ore 21.00

Jolly Hotel Marina Molo Pontecalvi - Genova

 

Gli oltre 1.400 dirigenti del terziario della Liguria si riuniscono martedì 13 maggio in Assemblea per fare il punto sull’attività svolta nell’ultimo quadriennio e procedere all’elezione del presidente e del consiglio direttivo, che dovrà guidare l’Associazione nel prossimo quadriennio.

<<Riconoscimento del merito, retribuzione legata ai risultati e alla produttività sono - dice Maurizio Panariello, Presidente di Manageritalia Genova - le condizioni base per cambiare il nostro paese e ridare slancio all’economia e alla società. Oggi la retribuzione variabile e legata ai risultati conseguiti è pari al 12% della retribuzione totale per i dirigenti, al 6,7% per i quadri e al 3% per gli impiegati. Bene, il paese, per puntare allo sviluppo e per aumentare le retribuzioni in modo sostenibile, ha bisogno di valorizzare merito e produttività di tutti e lo può fare, utilmente e senza incidere sulla fiscalità generale, incentivando con sgravi fiscali e/o contributivi proprio la parte di retribuzione legata ai risultati. Questo abbiamo chiesto e chiederemo alla politica e alle istituzioni.

Proprio per questo nel corso dell’Assemblea i nostri associati potranno valutare quanto fatto a livello nazionale e territoriale da Manageritalia negli ultimi quattro anni e, quindi, eleggere chi guiderà la nostra Organizzazione per i prossimi quattro anni a livello territoriale e nazionale.>>


<<Negli ultimi quattro anni – dice Claudio Pasini, Presidente di Manageritalia a livello nazionale e presente all’Assemblea - penso sia sotto gli occhi di tutti come Manageritalia sia cresciuta per le iniziative, la tutela e i servizi rivolti ai manager del terziario. Abbiamo rinnovato due contratti dei dirigenti, uno nel 2004 e uno nel 2008, che a detta di tanti portano una ventata di originalità e innovazione nel panorama del lavoro italiano. Nell’ultimo rinnovo contrattuale abbiamo posto le basi perché la retribuzione variabile diventi ancor più il riconoscimento dell’apporto dei dirigenti a risultati e crescita delle aziende. Perché diventi l’arma in più per permettere alle aziende di avvalersi sempre più delle professionalità manageriali e ai dirigenti, soprattutto a quelli che sono alla ricerca di un nuovo incarico, di collegare ad essa il loro contributo alla competitività e alla crescita dell’impresa. Abbiamo anche operato sul welfare privato contrattuale e con servizi vari per supportare i manager nei frequenti cambiamenti nei percorsi di carriera manageriali e nella forte flessibilità e precarietà del ruolo.

Ma c’è di più, abbiamo iniziato a operare anche nella rappresentanza istituzionale e, in questo campo, direi che abbiamo acquisito una visibilità e un’autorevolezza motivate dal nostro impegno rivolto non solo in modo corporativo verso i manager, ma spesso verso tutti gli italiani e il paese. Come non ricordare la raccolta di quasi 20.000 firme per chiedere, a vantaggio di tutti e non dei soli manager, un paese più equo, meritocratico e competitivo e quindi: Minore pressione fiscale per chi paga le tasse e contestuale riduzione della spesa pubblica, Certezza della tenuta delle pensioni, Più managerialità nelle imprese, Minori oneri sulle retribuzioni, Concertazione vera con tutte le categorie.
Come non ricordare la recente manifestazione a Roma, nella quale abbiamo coinvolto tutti i partiti politici impegnati nella campagna elettorale, per protestare e avanzare proposte sulla perdita del potere d’acquisto delle pensioni. Insomma, non pensiamo solo a noi stessi e capiamo che tutto il paese ha bisogno di essere messo nelle condizioni di fare un salto di qualità.

Per questo chiediamo ai nostri associati
– dice Pasini - di rinnovarci la fiducia, per darci altri quattro anni nei quali continuare e rafforzare il lavoro svolto, per far sì che anche con la loro organizzazione i manager siano una componente vitale e importante per la crescita e lo sviluppo dell’economia e della società.>>

<<Oggi il management - chiude Panariello - è una risorsa fondamentale che l’Italia deve mettere in campo appieno per lo sviluppo di tutto il paese. Una risorsa che, andando oltre falsi stereotipi, si assume quotidianamente rischi e responsabilità alla guida delle imprese (vedi indagine sotto) e guadagna un buono stipendio (dirigenti 100.000 e quadri 50.000 euro lordi all’anno), ma niente a che vedere con i favolosi emolumenti dei pochi fortunati che animano le pagine dei giornali. Anche nei prossimi anni lavoreremo perché questo sia riconosciuto e utilizzato al meglio per il futuro del paese.>>

L’indagine – fare il Manager oggi
Ma veniamo ai dati. La maggioranza dei dirigenti intervistati (58%) dichiara di lavorare di più rispetto ad alcuni anni fa. Lavorano in media 51 ore la settimana, il 45% lavora più di 50 ore, e il 67% lavora spesso anche il sabato e la domenica. Un vissuto che accomuna uomini e donne, giovani e meno giovani, abitanti nelle grandi città e nella provincia.
Lavorano di più perché il lavoro è sempre più complesso e impegnativo (43%), hanno incarichi di maggiore responsabilità (27%), viaggiano più di prima (13%), sono più spesso all’estero (7%).
Andare all’estero per lavoro è ormai una consuetudine che tocca tantissimi (76%) che trascorrono fuori dall’Italia più di 20 giorni l’anno. Le mete sono soprattutto: Nord Europa (61%), USA (16%), Est Europa (11%), Asia (6%), Cina (4%).
La maggioranza dei manager (60%) ha cambiato azienda almeno una volta negli ultimi 10 anni, il 40% ne ha cambiate almeno 2. In tema di flessibilità c’è parecchio da dire sia all’interno che all’esterno dell’azienda. Le aziende chiedono sempre più disponibilità ad assumere incarichi/responsabilità aggiuntive (83%), a viaggiare (40%), a cambiare incarico all’interno dell’azienda e a trasferirsi per lunghi periodi lontano da casa (10%). Una flessibilità che prevede anche l’uscita dall’azienda. Per questo negli ultimi 10 anni al 10% è capitato di perdere il posto, all’8% di restare senza lavoro per alcuni mesi, al 9% di avere difficoltà a ritrovare un nuovo incarico, al 6% di lavorare come consulente, al 36% di dare una mano a un collega per ritrovare un incarico.

Gli ultimi anni hanno poi portato un chiaro peggioramento dello stile di vita dei manager. Infatti, prevalgono quelli che dicono che hanno peggiorato il loro reddito/potere d’acquisto (42%), che hanno meno tempo libero (55%) e meno tempo per la famiglia (47%).
Resta poi il fatto che si impiegano tempi biblici per andare al lavoro (40 minuti in media) e che questi tempi sono aumentati rispetto a pochi anni addietro (39%). Le principali cause sono soprattutto il traffico (63%) e minoritario l’essere più distanti (31%).

A livello retributivo i dati (indagine OD&M) del 2007 dicono che la retribuzione media annua lorda è 101.334 euro per i dirigenti; di 50.346 euro per i quadri; di 25.340 euro per gli impiegati. Il variabile pesa l’11,6% per i dirigenti, il 6,7% per i quadri, il 3% per gli impiegati.
 


MANAGERITALIA Genova (www.manageritalia.it) - (Associazione Ligure dirigenti, quadri e professional del commercio, trasporti, turismo, servizi, terziario avanzato) associa oltre 1.400 manager (di cui 630 dirigenti e 100 quadri) ai quali fornisce una vasta gamma di servizi, di derivazione contrattuale e non, quanto mai validi ed evoluti: formazione, consulenze professionali, sistemi assicurativi e di previdenza integrativa, assistenza sanitaria ai manager e alla famiglia, iniziative per la cultura e il tempo libero.
L’Associazione Ligure, insieme ad altre 14 Associazioni dislocate sull’intero territorio nazionale, fa capo a MANAGERITALIA (Federazione nazionale dirigenti, quadri e professional del terziario) la Federazione nazionale che rappresenta a livello contrattuale i dirigenti del commercio, trasporti, turismo, servizi e terziario avanzato. La crescita dei suoi associati è avvenuta in parallelo con lo sviluppo del terziario in Italia negli ultimi 30 anni.
Oggi MANAGERITALIA significa in Italia oltre 33.000 manager: 22.000 dirigenti in attività che lavorano in 8.700 aziende, oltre a 6.000 dirigenti pensionati. Dal 2001 ha avviato forme di apertura e aggregazione verso i quadri e professional. In pochi anni se ne sono associati 5.000, dando valore e concretezza al processo di naturale evoluzione e ampliamento della rappresentanza. Le donne manager sono il 15% dei dirigenti in attività.

 


 






  

 


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