Martedì 13 maggio ore 21.00
Jolly
Hotel Marina Molo Pontecalvi - Genova
Gli oltre 1.400 dirigenti
del terziario della Liguria si riuniscono martedì 13 maggio in Assemblea
per fare il punto sull’attività svolta nell’ultimo quadriennio e
procedere all’elezione del presidente e del consiglio direttivo, che
dovrà guidare l’Associazione nel prossimo quadriennio.
<<Riconoscimento del merito, retribuzione legata ai risultati e alla
produttività sono - dice Maurizio Panariello, Presidente di
Manageritalia Genova - le condizioni base per cambiare il nostro
paese e ridare slancio all’economia e alla società. Oggi la retribuzione
variabile e legata ai risultati conseguiti è pari al 12% della
retribuzione totale per i dirigenti, al 6,7% per i quadri e al 3% per
gli impiegati. Bene, il paese, per puntare allo sviluppo e per aumentare
le retribuzioni in modo sostenibile, ha bisogno di valorizzare merito e
produttività di tutti e lo può fare, utilmente e senza incidere sulla
fiscalità generale, incentivando con sgravi fiscali e/o contributivi
proprio la parte di retribuzione legata ai risultati. Questo abbiamo
chiesto e chiederemo alla politica e alle istituzioni.
Proprio per questo nel corso dell’Assemblea i nostri associati potranno
valutare quanto fatto a livello nazionale e territoriale da
Manageritalia negli ultimi quattro anni e, quindi, eleggere chi guiderà
la nostra Organizzazione per i prossimi quattro anni a livello
territoriale e nazionale.>>
<<Negli ultimi quattro anni – dice Claudio Pasini,
Presidente di Manageritalia a livello nazionale e presente all’Assemblea
- penso sia sotto gli occhi di tutti come Manageritalia sia cresciuta
per le iniziative, la tutela e i servizi rivolti ai manager del
terziario. Abbiamo rinnovato due contratti dei dirigenti, uno nel 2004 e
uno nel 2008, che a detta di tanti portano una ventata di originalità e
innovazione nel panorama del lavoro italiano. Nell’ultimo rinnovo
contrattuale abbiamo posto le basi perché la retribuzione variabile
diventi ancor più il riconoscimento dell’apporto dei dirigenti a
risultati e crescita delle aziende. Perché diventi l’arma in più per
permettere alle aziende di avvalersi sempre più delle professionalità
manageriali e ai dirigenti, soprattutto a quelli che sono alla ricerca
di un nuovo incarico, di collegare ad essa il loro contributo alla
competitività e alla crescita dell’impresa. Abbiamo anche operato sul
welfare privato contrattuale e con servizi vari per supportare i manager
nei frequenti cambiamenti nei percorsi di carriera manageriali e nella
forte flessibilità e precarietà del ruolo.
Ma c’è di più, abbiamo iniziato a operare anche nella rappresentanza
istituzionale e, in questo campo, direi che abbiamo acquisito una
visibilità e un’autorevolezza motivate dal nostro impegno rivolto non
solo in modo corporativo verso i manager, ma spesso verso tutti gli
italiani e il paese. Come non ricordare la raccolta di quasi 20.000
firme per chiedere, a vantaggio di tutti e non dei soli manager, un
paese più equo, meritocratico e competitivo e quindi: Minore pressione
fiscale per chi paga le tasse e contestuale riduzione della spesa
pubblica, Certezza della tenuta delle pensioni, Più managerialità nelle
imprese, Minori oneri sulle retribuzioni, Concertazione vera con tutte
le categorie.
Come non ricordare la recente manifestazione a Roma, nella quale abbiamo
coinvolto tutti i partiti politici impegnati nella campagna elettorale,
per protestare e avanzare proposte sulla perdita del potere d’acquisto
delle pensioni. Insomma, non pensiamo solo a noi stessi e capiamo che
tutto il paese ha bisogno di essere messo nelle condizioni di fare un
salto di qualità.
Per questo chiediamo ai nostri associati – dice Pasini - di
rinnovarci la fiducia, per darci altri quattro anni nei quali continuare
e rafforzare il lavoro svolto, per far sì che anche con la loro
organizzazione i manager siano una componente vitale e importante per la
crescita e lo sviluppo dell’economia e della società.>>
<<Oggi il management - chiude Panariello - è una risorsa
fondamentale che l’Italia deve mettere in campo appieno per lo sviluppo
di tutto il paese. Una risorsa che, andando oltre falsi stereotipi, si
assume quotidianamente rischi e responsabilità alla guida delle imprese
(vedi indagine sotto) e guadagna un buono stipendio (dirigenti 100.000 e
quadri 50.000 euro lordi all’anno), ma niente a che vedere con i
favolosi emolumenti dei pochi fortunati che animano le pagine dei
giornali. Anche nei prossimi anni lavoreremo perché questo sia
riconosciuto e utilizzato al meglio per il futuro del paese.>>
L’indagine – fare il Manager oggi
Ma veniamo ai dati. La maggioranza dei dirigenti intervistati (58%)
dichiara di lavorare di più rispetto ad alcuni anni fa. Lavorano in
media 51 ore la settimana, il 45% lavora più di 50 ore, e il 67% lavora
spesso anche il sabato e la domenica. Un vissuto che accomuna uomini e
donne, giovani e meno giovani, abitanti nelle grandi città e nella
provincia.
Lavorano di più perché il lavoro è sempre più complesso e impegnativo
(43%), hanno incarichi di maggiore responsabilità (27%), viaggiano più
di prima (13%), sono più spesso all’estero (7%).
Andare all’estero per lavoro è ormai una consuetudine che tocca
tantissimi (76%) che trascorrono fuori dall’Italia più di 20 giorni
l’anno. Le mete sono soprattutto: Nord Europa (61%), USA (16%), Est
Europa (11%), Asia (6%), Cina (4%).
La maggioranza dei manager (60%) ha cambiato azienda almeno una volta
negli ultimi 10 anni, il 40% ne ha cambiate almeno 2. In tema di
flessibilità c’è parecchio da dire sia all’interno che all’esterno
dell’azienda. Le aziende chiedono sempre più disponibilità ad assumere
incarichi/responsabilità aggiuntive (83%), a viaggiare (40%), a cambiare
incarico all’interno dell’azienda e a trasferirsi per lunghi periodi
lontano da casa (10%). Una flessibilità che prevede anche l’uscita
dall’azienda. Per questo negli ultimi 10 anni al 10% è capitato di
perdere il posto, all’8% di restare senza lavoro per alcuni mesi, al 9%
di avere difficoltà a ritrovare un nuovo incarico, al 6% di lavorare
come consulente, al 36% di dare una mano a un collega per ritrovare un
incarico.
Gli ultimi anni hanno poi portato un chiaro peggioramento dello stile di
vita dei manager. Infatti, prevalgono quelli che dicono che hanno
peggiorato il loro reddito/potere d’acquisto (42%), che hanno meno tempo
libero (55%) e meno tempo per la famiglia (47%).
Resta poi il fatto che si impiegano tempi biblici per andare al lavoro
(40 minuti in media) e che questi tempi sono aumentati rispetto a pochi
anni addietro (39%). Le principali cause sono soprattutto il traffico
(63%) e minoritario l’essere più distanti (31%).
A livello retributivo i dati (indagine OD&M) del 2007 dicono che la
retribuzione media annua lorda è 101.334 euro per i dirigenti; di 50.346
euro per i quadri; di 25.340 euro per gli impiegati. Il variabile pesa
l’11,6% per i dirigenti, il 6,7% per i quadri, il 3% per gli impiegati.
MANAGERITALIA Genova (www.manageritalia.it) -
(Associazione Ligure dirigenti, quadri e professional del commercio,
trasporti, turismo, servizi, terziario avanzato) associa oltre 1.400
manager (di cui 630 dirigenti e 100 quadri) ai quali fornisce una vasta
gamma di servizi, di derivazione contrattuale e non, quanto mai validi
ed evoluti: formazione, consulenze professionali, sistemi assicurativi e
di previdenza integrativa, assistenza sanitaria ai manager e alla
famiglia, iniziative per la cultura e il tempo libero.
L’Associazione Ligure, insieme ad altre 14 Associazioni dislocate
sull’intero territorio nazionale, fa capo a MANAGERITALIA (Federazione
nazionale dirigenti, quadri e professional del terziario) la Federazione
nazionale che rappresenta a livello contrattuale i dirigenti del
commercio, trasporti, turismo, servizi e terziario avanzato. La crescita
dei suoi associati è avvenuta in parallelo con lo sviluppo del terziario
in Italia negli ultimi 30 anni.
Oggi MANAGERITALIA significa in Italia oltre 33.000 manager: 22.000
dirigenti in attività che lavorano in 8.700 aziende, oltre a 6.000
dirigenti pensionati. Dal 2001 ha avviato forme di apertura e
aggregazione verso i quadri e professional. In pochi anni se ne sono
associati 5.000, dando valore e concretezza al processo di naturale
evoluzione e ampliamento della rappresentanza. Le donne manager sono il
15% dei dirigenti in attività.