Una strada difficile:
trovare, un sabato a Genova, la pillola del giorno dopo. Al pronto
soccorso dell'Ospedale Galliera, finanziato con soldi pubblici e
presieduto dal cardinale arcivescovo Angelo Bagnasco, presidente
della Cei, non la prescrivono. Al sabato i consultori sono chiusi, i
medici di famiglia e i ginecologi di fiducia sono irreperibili. Ma per
poter comprare in farmacia una confezione di "Norlevo" però occorre la
ricetta medica.
E trovare in breve tempo (preziosissimo, per chi debba assumere questo
anticoncezionale) un medico disposto a compilarla è quasi un'impresa. La
pillola va infatti assunta nelle ore immediatamente successive al
rapporto non protetto, altrimenti l'efficacia diminuisce.
Allora si telefona al pronto soccorso del Galliera, per chiedere se lì è
possibile farsi scrivere la ricetta: «Noi non prescriviamo la pillola
del giorno dopo, è inutile che venga qui, deve rivolgersi a un altro
ospedale», spiega gentile un'infermiera.
Vale tentare di persona, comunque. Al pronto soccorso non possono
rifiutare assistenza sanitaria. Sono le 10.20 di sabato mattina, la fila
non è lunga. Davanti c'è un uomo di mezz'età, si è infortunato sul
lavoro venerdì, spiega. Segue un ragazzo, accompagnato dai genitori,
«spero di uscire in tempo per vedere il Genoa», dice sospirando. In
breve tempo, l'infermiera al computer, dietro il vetro, chiede come può
rendersi utile. Appena si spiega la situazione e si nomina la pillola
del giorno dopo, l´atmosfera di fa rarefatta. Intorno. Dietro il vetro.
E invece di vedersi assegnato un codice bianco e cominciare ad aspettare
il proprio turno, come gli altri pazienti, la risposta è immediata:
«Mi dispiace non prescriviamo questo tipo di farmaco». L'infermiera
solleva lo sguardo dal computer e si passa le dita tra i capelli
imbarazzata. Poi, aggiunge delicata: «Questo è un ospedale religioso,
le consiglio di rivolgersi al San Martino o chiamare la guardia medica».
Niente codice, niente assistenza. In bocca al lupo.
Fuori c'è il sole, e il tempo scorre. Meglio seguire direttamente i
consigli. Si compone il numero della guardia medica regionale. Ma cosa
potrà fare? Difficile aspettarsi che mandino a casa propria un medico
per compilare una ricetta. L'operatore, al telefono, è premuroso, chiede
quale sia il quartiere di residenza. Sampierdarena. Dall'altro capo del
telefono qualcuno si consulta, poi arriva un indirizzo: la Croce d'oro
di via della Cella, «sicuramente c´è una dottoressa che può farle la
prescrizione», dice. Contattata telefonicamente la pubblica
assistenza, però, si scopre un nuovo incastro: «Le hanno detto di
venire qui? Forse perché la guardia medica ha messo la sua base qui. Sì,
c'è una dottoressa, ma non so, forse è fuori con gli altri per
un´urgenza», spiega una volontaria. Possibile che non ci sia un
indirizzo dove, a colpo sicuro, si riesca ad avere una semplice ricetta?
Il problema, è ovvio, è cosa la ricetta prescrive.
Dunque, meglio seguire il secondo consiglio dell'infermiera del Galliera.
Al pronto soccorso ostetrico-ginecologico dell'ospedale San Martino - ma
dalla prima telefonata al Galliera sono ormai passate due ore e mezzo
abbondanti - ci sono poche persone in attesa. In pochi secondi, ci si
trova con la ricetta in mano, compilata dal medico di guardia (Maria
Bianca Torre) senza nessuna difficoltà e dopo qualche domanda di
routine. Non è finita. Adesso bisogna comprare l'anticoncezionale. Con
la ricetta, però, trovare una farmacia che lo abbia a disposizione è
veloce. Quattro farmacie del centro, su quattro visitate, lo avevano
immediatamente disponibile.