Il Direttivo della FIMMG savonese non si è meravigliato delle notizie
comparse sulla Stampa in cronaca Nazionale dell’8 giugno dove sono stati
presentati i dati di una tesi di Laurea riguardante gli accessi del
Pronto Soccorso delle Molinette di Torino che mettevano in evidenza la
presunta sfiducia degli italiani verso i loro Medici di Famiglia.
«Gli italiani che ritengono il loro medico non all’altezza dello
specialista non sanno (e di questa grossa carenza informativa incolpiamo
tutto il sistema sanitario e i mezzi di comunicazione oltre ad una
volontà politica mirata a destabilizzare un settore per governarlo) che
oggi un Medico di Famiglia per poter accedere alle convenzioni deve
essere in possesso del Diploma del Corso Triennale di Formazione che
equivale ad una specializzazione. Questo corso non viene però remunerato
in maniera uguale a quello dei colleghi specializzandi, anzi il compenso
è di circa la metà - spiega il Dott. Gianmario Massazza
vicesegretario provinciale FIMMG e portavoce di tutto il direttivo -,
e non viene equiparato ad una specializzazione come per i nostri pari
europei o americani e per questo motivo è sempre più difficile trovare
Studenti di Medicina che optino per questo lavoro».
Il Direttivo provinciale non si stupisce poi che dai dati emerga che le
cure primarie territoriali siano incomplete e non coordinate.
«Alcuni giorni fa in occasione della presentazione del nuovo assetto
organizzativo sanitario dell’Asl 2 savonese abbiamo avuto modo di lodare
il Direttore Generale e il Direttore Sanitario per la loro buona volontà
– spiega il Dott. Giuseppe Torelli segretario provinciale
della Fimmg-, ma abbiamo anche avuto modo di dimostrare la nostra
insoddisfazione per il perdurare, anche se in misura ridotta, della
sperequazione degli investimenti tra ospedale e territorio e della
ridotta partecipazione dei Medici di Famiglia nella gestione del
territorio stesso. Da anni ripetiamo, che nonostante le promesse dello
Stato e delle Regioni, gli investimenti in strutture, strumenti e
personale non siano mai arrivati al territorio. Solo poche realtà hanno
destinato risorse ai Medici di Medicina Generale e solo con investimenti
ed idee che partivano proprio dai medici».
A livello nazionale, sotto la spinta della FIMMG, è in atto una profonda
riflessione e riorganizzazione che permetterà di rifondare la Medicina
Generale in modo da garantire sul territorio una continuità
assistenziale per le 24 ore grazie alla collaborazione con i Medici di
Continuità Assistenziale. In questo momento di cambiamento radicale
viene valutata positivamente l’esperienza della Asl savonese: la Regione
Liguria ha infatti deciso di allagare sperimentalmente su tutto il
territorio ligure il lavoro svolto dai Centri Salute del savonese.
«Tale servizio ha incontrato il pieno gradimento dei pazienti e
rappresenta a tutt’oggi uno dei pochi esempi in Italia, se non l’unico,
di reale presa in carico delle esigenze dei cittadini nell’ambito delle
cure primarie - continua la Fimmg savonese -. Riteniamo che il
successo di questa iniziativa, testimoniato in continuazione dai nostri
pazienti, e che vede l’ASL e i medici di base impegnati con una reale
sinergia di obbiettivi, sia proprio dovuto al felice connubio
spazio-temporale che caratterizza l’offerta di questi servizi».
Già oggi è possibile affermare che le 2800 prestazioni di codici bianchi
o verdi effettuate nel 2007 presso questi centri, solo nei giorni
prefestivi e festivi, hanno evitato lunghe code ai pazienti nei Pronto
Soccorso permettendo quindi ai Medici ospedalieri di orientare la presa
in carico di utenti con problemi più importanti.
«Infine - conclude il vicesegretario della FIMMG savonese -,
se i dati che sono stati riportati nascondono l’ansia dei pazienti di
ottenere esami subito saltando le liste d’attesa, soprattutto nelle
grandi metropoli, questo è un problema che non si risolve screditando
categorie che in altre indagini sappiamo essere apprezzate dai
cittadini, ma investendo in attività come quella di Ascoli Piceno,
Savona e altre concedendo a questi centri di continuità assistenziale
canali diagnostici privilegiati per smaltire le urgenze. In ultimo se
vogliamo che i cittadini mantengano una elevata fiducia nel Medico di
Famiglia si potrebbe proporre agli studenti di Medicina di redigere tesi
di laurea che parlino anche delle esperienze positive delle Cure
Primarie e qui a Savona avrebbero certamente materiale in abbondanza».