“San Martino” coordina
l’attività delle 13 cardiologie della regione attraverso il progetto del
registro Salvavita
I notevoli passi avanti fatti negli ultimi anni nel campo della cura del
cosiddetto attacco cardiaco, saranno l’argomento di discussione del
convegno “Hot Topics 2007”, in programma il 28 e 29 settembre presso
Palazzo Ducale a Genova; alcuni fra i maggiori esperti nazionali di
Cardiologia e Cardiochirurgia discuteranno il moderno approccio alla
terapia dell’infarto.
La lotta contro il tempo deve iniziare subito dopo l’attacco, nella fase
iperacuta, utilizzando tutti i possibili strumenti a disposizione, dai
farmaci, all’ angioplastica, al bypass coronarico. Dopo la dimissione
dall’ospedale il paziente non deve essere abbandonato al suo destino ma
inserito in protocolli di cura che impediscano ulteriori danni al cuore.
Nel corso del convegno verranno illustrate le evoluzioni più recenti
della terapia, con l’utilizzo di nuovi farmaci che controllano sempre
meglio i livelli di colesterolo, della pressione arteriosa, della
glicemia. Verranno inoltre discusse le modalità per mantenere efficaci
nel tempo i risultati dell’ angioplastica coronarica e dell’ intervento
chirurgico di bypass. Si verificherà infine a che punto sono arrivate le
ultime modalità di studio delle arterie del cuore, le coronarie,
attraverso le più recenti evoluzioni della TAC.
Nel panorama della sanità ligure la Divisione di Cardiologia del “San
Martino” ha sempre svolto un riconosciuto ruolo di precursore di molti
aspetti che sono il fondamento dell’ attuale terapia delle cardiopatie.
Da molti anni il Laboratorio di Emodinamica del ”San Martino” risulta
costantemente il primo in Regione come numero di interventi eseguiti:
nel 2006 sono state effettuate 199 angioplastiche per infarto acuto, un
intervento sui vasi coronarici che negli ultimi anni si è imposto come
risolutivo in caso di infarto del miocardio o di angina pectoris.
Ancora una volta primo in Liguria, al “San Martino” sono stati
impiantati gli “stent” (le reticelle di metallo che vengono posizionate
nelle coronaria dopo l’angioplastica per evitare nuove occlusioni del
vaso) e gli “stent” che rilasciano farmaci, contribuendo ancor più ad
evitare la proliferazione di nuove placche di aterosclerosi coronarica.
Nel tempo, l’attività del Laboratorio di Emodinamica della Divisione di
Cardiologia si è evoluta stando sempre al passo con le più nuove
scoperte scientifiche.
L’ apertura di una nuova sala, avvenuta nel marzo scorso, ha adeguato l’
attività del Laboratorio di Emodinamica alle nuove esigenze sia in senso
qualitativo che quantitativo: essa è infatti dotata di tutte le
apparecchiature di ultima generazione per eseguire in modo ottimale gli
interventi sulle coronarie e più in generale sui vasi arteriosi. La
nuova sala permette inoltre di incrementare il numero di procedure.
L’ apertura di una seconda nuova Sala di Interventistica, funzionale sia
per l’ attività di Elettrofisiologia sia per quella di Emodinamica e
dotata di apparecchiature di ultima generazione, ha poi raddoppiato le
possibilità di intervenire con i più recenti stimolatori elettrici che
defibrillano il cuore automaticamente in caso di grave aritmia,
minacciosa per la vita, e con altri stimolatori che sostengono la
contrazione del muscolo cardiaco nei cuori gravemente scompensati;
l’altra grande novità nella cura delle malattie cardiache è infatti
l’evoluzione della terapia elettrica in caso di scompensi cardiaci e
aritmie. Con l’ acquisizione di nuove apparecchiature specifiche
utilizzabili nelle nuove sale, è possibile eliminare in modo mirato, con
corrente elettrica a basso voltaggio (radiofrequenza), le aritmie
incessanti che sono insensibili all’ azione dei farmaci e che divengono
quindi insopportabili per la conduzione di una vita normale.
Nell’edizione 2006 del convegno “Hot Topics in Cardiologia e
Cardiochirurgia”, furono presentati due innovativi progetti
dell’ospedale: il “registro salvavita” per l’infarto e un nuovo percorso
assistenziale per lo scompenso cardiaco. Al convegno parteciparono oltre
100 primari di cardiologia, ospiti delle Divisioni di Cardiologia e
Cardiochirurgia dell’ospedale San Martino.
Il registro salvavita. Si tratta di un inventario in grado di catalogare
nel dettaglio come viene curato l’infarto in Liguria. Un vero e proprio
registro informatico che annota i dati, le modalità di cura e le terapie
seguite da ogni singola persona colpita da infarto acuto del miocardio
nella nostra regione. Il progetto coinvolge tutte le 13 cardiologie
liguri, verrà messo in opera nel 2007 in collaborazione con l’ANMCO
(Associazione Medici Cardiologi Ospedalieri).
Infarto in Liguria, i dati. Sono circa 1200 all’anno le persone colpite
da infarto, di cui circa la metà a Genova. Al “San Martino”, grazie ai
20 cardiologi, si effettuano ogni anno fino a 600 interventi di
angioplastica, di cui 160 in conseguenza a infarti acuti.