Genova:
Venerdì 15 giugno il Salone Congressi dell’Ospedale Galliera ha ospitato
il convegno “Best of Oncology” a cura della SC di Oncologia Medica
dell’Ente diretta dal Dott. Andrea Decensi. L’incontro fa seguito al XX
meeting dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO), che ha
riunito pochi giorni fa a Chicago oltre 31.000 specialisti giunti da
ogni parte del mondo per il più grande ed autorevole appuntamento
mondiale per l’oncologia. Il tema di questo anno, “Tradurre la ricerca
nella pratica clinica”, è anche un obiettivo: rendere l’appuntamento
dell’ASCO il momento-chiave dell’anno per l’educazione continua degli
oncologi.
A Genova i principali esperti italiani delle diverse patologie hanno
commentato i risultati emersi dall’importante appuntamento
internazionale. Nel corso del simposio "Best of Oncology" sono state
discusse le principali novità nella prevenzione e nella terapia dei
tumori, e il ruolo delle caratteristiche genetiche di ogni individuo
nella predizione del rischio di ammalarsi e nella personalizzazione
terapeutica.
Il dott. Decensi ha riportato in apertura le novità più interessanti nel
campo della chemoprevenzione; in effetti è sembrato, forse per la prima
volta all’ASCO, che il tema della prevenzione sia stato decisamente
primario: l’importanza di trattare farmacologicamente gli stadi precoci
della malattia neoplastica e il sempre più largo interesse per la
farmacogenomica sono stati al centro di numerosi dibattiti.
Le altre novità più significative emerse durante il Congresso sono
state: l’indicazione del trattamento con sorafenib nell’epatocarcinoma
(si tratta di un farmaco biologico inibitore delle protein-chinasi che
ha portato un guadagno in sopravvivenza media di circa 3 mesi, con
alcuni pazienti che hanno guadagnato fino a 6-8 mesi di vita). Il dott.
Alberto Labianca ha commentato tali risultati: lo studio internazionale
che ha sperimentato l’efficacia di sorafenib ha coinvolto 600 pazienti.
Promettenti i dati dello studio MOSAIC, che ha dimostrato come la
chemioterapia con regime FOLFOX dimostri un vantaggio significativo in
termini assoluti di sopravvivenza rispetto a terapie standard nei
pazienti con tumore colorettale precedentemente sottoposti a chirurgia;
è stato anche presentato il primo studio che ha mostrato come la
chemioterapia neoadiuvante con farmaci biologici possa efficacemente
aumentare la resecabilità delle metastasi epatiche.
Il dott. Luigi Dogliotti ha riportato le conferme importanti per la
terapia con interferone in associazione con bevacizumab nei pazienti
affetti da carcinoma renale.
È stata inoltre confermata l’utilità della radioterapia profilattica
dell’encefalo nel carcinoma polmonare a piccole cellule esteso, un tema
finora abbastanza controverso come evidenziato dal dott. Andrea
Ardizzoni.
Il dott. Marco Merlano ha fatto il punto sulle tematiche inerenti ai
tumori del distretto testa-collo, nell’ambito dei quali per la prima
volta è stato valutato un trattamento capace di garantire una più
elevata sopravvivenza libera da malattia: cetuximab in associazione a
cisplatino.
Non poteva mancare una sessione dedicata alla terapia di supporto: la
dott.ssa Cinzia Caroti ha commentato favorevolmente l’ampio spazio
dedicato nel corso del Congresso all’impatto sulla qualità di vita e
sulla fatigue, sintomo frequente ma spesso sottostimato, della malattia
neoplastica e delle terapie oncologiche. Linee guida aggiornate sono
state riportate per l’utilizzo dei bisfosfonati nel mieloma multiplo.
Non particolari novità ma numerosi approfondimenti per quanto concerne
la terapia dei tumori della mammella: il dott. Paolo Pronzato ha fatto
osservare lo spazio sempre più ampio assunto dal dibattito sulle
tecniche diagnostico-terapeutiche basate sul profilo molecolare.
Nel tumore dell’ovaio la dott.ssa Nicoletta Colombo ha confermato
l’utilizzo come terapia standard upfront dello schema carboplatino e
taxolo. Infine la dott.ssa Cristina Sessa ha aggiornato l’uditorio sulle
più recenti acquisizioni in tema di nuovi farmaci ancora in fase
sperimentale.
All’incontro hanno partecipato oltre 100 specialisti.“L'enorme mole di
informazioni acquisite a Chicago – conclude Decensi- ha richiesto un
momento di riflessione per selezionare e tradurre nella pratica clinica
quotidiana i nuovi dati al fine di ottimizzare il trattamento di ogni
singolo paziente sulla base della specifica situazione del nostro paese.
Sono stati valutati in modo comparativo i miglioramenti rispetto alle
terapie già disponibili in termini di efficacia terapeutica ma anche di
tollerabilità dei costi biologici da parte dei pazienti e di
sostenibilità dei costi economici da parte del nostro sistema
sanitario”.