Genova Anno IV - n°29 - 20.06.2007 Pagine Liguri

 

 

Best of oncology


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Genova: Venerdì 15 giugno il Salone Congressi dell’Ospedale Galliera ha ospitato il convegno “Best of Oncology” a cura della SC di Oncologia Medica dell’Ente diretta dal Dott. Andrea Decensi. L’incontro fa seguito al XX meeting dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO), che ha riunito pochi giorni fa a Chicago oltre 31.000 specialisti giunti da ogni parte del mondo per il più grande ed autorevole appuntamento mondiale per l’oncologia. Il tema di questo anno, “Tradurre la ricerca nella pratica clinica”, è anche un obiettivo: rendere l’appuntamento dell’ASCO il momento-chiave dell’anno per l’educazione continua degli oncologi.


A Genova i principali esperti italiani delle diverse patologie hanno commentato i risultati emersi dall’importante appuntamento internazionale. Nel corso del simposio "Best of Oncology" sono state discusse le principali novità nella prevenzione e nella terapia dei tumori, e il ruolo delle caratteristiche genetiche di ogni individuo nella predizione del rischio di ammalarsi e nella personalizzazione terapeutica.
Il dott. Decensi ha riportato in apertura le novità più interessanti nel campo della chemoprevenzione; in effetti è sembrato, forse per la prima volta all’ASCO, che il tema della prevenzione sia stato decisamente primario: l’importanza di trattare farmacologicamente gli stadi precoci della malattia neoplastica e il sempre più largo interesse per la farmacogenomica sono stati al centro di numerosi dibattiti.


Le altre novità più significative emerse durante il Congresso sono state: l’indicazione del trattamento con sorafenib nell’epatocarcinoma (si tratta di un farmaco biologico inibitore delle protein-chinasi che ha portato un guadagno in sopravvivenza media di circa 3 mesi, con alcuni pazienti che hanno guadagnato fino a 6-8 mesi di vita). Il dott. Alberto Labianca ha commentato tali risultati: lo studio internazionale che ha sperimentato l’efficacia di sorafenib ha coinvolto 600 pazienti. Promettenti i dati dello studio MOSAIC, che ha dimostrato come la chemioterapia con regime FOLFOX dimostri un vantaggio significativo in termini assoluti di sopravvivenza rispetto a terapie standard nei pazienti con tumore colorettale precedentemente sottoposti a chirurgia; è stato anche presentato il primo studio che ha mostrato come la chemioterapia neoadiuvante con farmaci biologici possa efficacemente aumentare la resecabilità delle metastasi epatiche.
Il dott. Luigi Dogliotti ha riportato le conferme importanti per la terapia con interferone in associazione con bevacizumab nei pazienti affetti da carcinoma renale.
È stata inoltre confermata l’utilità della radioterapia profilattica dell’encefalo nel carcinoma polmonare a piccole cellule esteso, un tema finora abbastanza controverso come evidenziato dal dott. Andrea Ardizzoni.
Il dott. Marco Merlano ha fatto il punto sulle tematiche inerenti ai tumori del distretto testa-collo, nell’ambito dei quali per la prima volta è stato valutato un trattamento capace di garantire una più elevata sopravvivenza libera da malattia: cetuximab in associazione a cisplatino.


Non poteva mancare una sessione dedicata alla terapia di supporto: la dott.ssa Cinzia Caroti ha commentato favorevolmente l’ampio spazio dedicato nel corso del Congresso all’impatto sulla qualità di vita e sulla fatigue, sintomo frequente ma spesso sottostimato, della malattia neoplastica e delle terapie oncologiche. Linee guida aggiornate sono state riportate per l’utilizzo dei bisfosfonati nel mieloma multiplo.


Non particolari novità ma numerosi approfondimenti per quanto concerne la terapia dei tumori della mammella: il dott. Paolo Pronzato ha fatto osservare lo spazio sempre più ampio assunto dal dibattito sulle tecniche diagnostico-terapeutiche basate sul profilo molecolare.

Nel tumore dell’ovaio la dott.ssa Nicoletta Colombo ha confermato l’utilizzo come terapia standard upfront dello schema carboplatino e taxolo. Infine la dott.ssa Cristina Sessa ha aggiornato l’uditorio sulle più recenti acquisizioni in tema di nuovi farmaci ancora in fase sperimentale.
All’incontro hanno partecipato oltre 100 specialisti.“L'enorme mole di informazioni acquisite a Chicago – conclude Decensi- ha richiesto un momento di riflessione per selezionare e tradurre nella pratica clinica quotidiana i nuovi dati al fine di ottimizzare il trattamento di ogni singolo paziente sulla base della specifica situazione del nostro paese. Sono stati valutati in modo comparativo i miglioramenti rispetto alle terapie già disponibili in termini di efficacia terapeutica ma anche di tollerabilità dei costi biologici da parte dei pazienti e di sostenibilità dei costi economici da parte del nostro sistema sanitario”.


 






  

 


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