Genova Anno VII - n°42 - 26.11.2010 Pagine Liguri

L'onu celebra la giornata internazionale contro la violenza alle donne


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

L’appello che l’Onu lancia al resto del mondo con la Giornata contro la violenza sulle donne, che si è celebrata giovedì 25 novembre 2010, è per un impegno serio e costante da parte di tutti, nonché per un piano d’intervento a livello locale, nazionale e internazionale, rivolto da un lato all’attuazione del principio della parità di trattamento tra uomini e donne sul lavoro e dall’altro all’introduzione di politiche di prevenzione delle molestie sessuali.
Per quanto riguarda il nostro territorio esiste un’importante ricerca condotta dall’Asl 2 Savonese, in partnership con Associazione Ipotesi, sui dati delle donne che, nell’arco temporale 2004-2009, si sono rivolte ai servizi di Pronto Soccorso dei 4 ospedali della provincia. La ricerca ha permesso di evidenziare aspetti interessanti dei casi di violenza subita da partner, ecco le osservazioni più rilevanti:

  • 2016 donne si sono rivolte ai centri di soccorso; alcune più volte, per un totale di 2524 accessi;

  • Negli ultimi 6 anni, con qualche oscillazione, ed una punta di 518 casi nel 2007, il fenomeno è cresciuto costantemente: dai 305 casi del 2004 ai 466 registrati nel 2009;

  • Le aree geografiche di appartenenza più frequenti delle vittime (oltre, ovviamente, ai casi di donne italiane: 83,4% dei casi) sono: la nord africana (3,5%), i paesi dell’est europeo (6,6%), il sud america (3,1%);

  • I mesi più “caldi” (giugno, luglio, agosto e settembre) registrano il maggior numero di accessi (45,4%), mentre il giorno più frequente è il lunedì (16% dei casi);

  • La fascia d’età più colpita è quella compresa dai 30 ai 40 anni (29,3%), seguita dal segmento 40-50 (24,6%);

  • La media delle giornate di prognosi assegnate è 8,62: più di una settimana;

  • La diagnosi più frequente riguarda i traumi contusivi. Il trauma cranico compare addirittura nell’8% dei casi;

  • Nel 13% dei casi, le donne lamentano traumi o patologie senza associarli a violenze subite, peraltro evidenti;

  • Il fenomeno più allarmante è quello delle “recidive”: il 15,7% delle vittime torna più volte al pronto soccorso.

Compatibilmente con le risorse disponibili, l’indagine statistica proseguirà, inglobando i dati del 2010. L’obiettivo è quello di porre le basi di una conoscenza del fenomeno che supporti sempre meglio gli interventi del personale, coinvolgendo anche il mondo del volontariato.

 

 

 






 
 
 
 

  



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