Genova Anno VI - n°38 - 15.05.2009 Pagine liguri

del 04/06/2009

 

Al San Martino di Genova Ingabbiati gli Ammalati di Mente


Allarma al San MArtino di Genova denunciato dal sito degli infermieri OLINEWS: "Hanno costruito alle spalle del reparto una gabbia per polli. Ha le grate alte e verdi, del colore delle persiane genovesi, e un cancello. Gli infermieri lì non li vogliono portare. Dicono sia umiliante. Spiegano che sarebbe il pollaio per farli fumare. Se ci si affaccia dalla sala da pranzo il “pollaio” si vede: sembra il giardinetto di un asilo. Nella sala da pranzo il problema fumo è ampiamente superato dalle patologie, la sigaretta qui è sostenuta, fornita in gran quantità da parenti e amici che provvedono alle scorte anche di chi è solo e dimenticato".
In realtà il primario Filippo Gabrielli aveva richiesto di dotare il padiglione di uno spazio all'aperto, ricreativo e, come si ipotizza in questi casi, terapeutico, dove i pazienti potessero prendere un pò d'aria, fumare liberamente, ma la risposta dell'ospedale è stata quella di creare il "recinto", la "gabbia" o ancora lo "zoo" come lo hanno soprannominato medici e infermieri, considerato che l'aiuola si trova su un lato del viale dove passano, durante la giornata, centinaia di dipendenti della cittadella ospedaliera, parenti di ricoverati, fornitori.


Sono stati gli infermieri, infatti, rifiutandosi di scortare i pazienti nel recinto, a far scoppiare il caso che è stato denunciato on line da Giovanna Profumo sul sito Oli (Osservatorio Ligure sull'Informazione). "Quell'area, con quella recinzione, non permette di garantire il rispetto della dignità della persona, ecco perché i nostri colleghi hanno preso questa decisione" spiega Carmelo Gagliano a Marco Preve di Repubblica, presidente della sezione genovese dell'Ipasvi, il collegio degli infermieri professionali.
"Oltre a questo aspetto, di solidarietà umana - aggiunge Gagliano - a nostro parere non risponde ai criteri di sicurezza previsti dal progetto e soprattutto quel contesto non favorisce quella finalità terapeutica che, attraverso spazi comuni per uomini e donne, mira al ritorno ad una vita normale. Gli infermieri del reparto comunque continueranno a far uscire e accompagnare dove possibile i pazienti".


Gianni Orengo, direttore sanitario del San Martino, spiega che "si tratta di una soluzione provvisoria in attesa del trasferimento del reparto in un padiglione dotato di un parco; peraltro l'aiuola deve essere attrezzata con panchine e tavolini. Mi rendo conto che non è la sistemazione ottimale, ma a fronte delle richieste il nostro ufficio tecnico ci ha lavorato parecchio e meglio davvero non si poteva fare. Quanto agli infermieri troveremo con loro una soluzione".
 

 

 






 
 
 
 

  



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