Allarma
al San MArtino di Genova denunciato dal sito degli infermieri OLINEWS:
"Hanno costruito alle spalle del reparto una gabbia per polli. Ha le
grate alte e verdi, del colore delle persiane genovesi, e un cancello.
Gli infermieri lì non li vogliono portare. Dicono sia umiliante.
Spiegano che sarebbe il pollaio per farli fumare. Se ci si affaccia
dalla sala da pranzo il “pollaio” si vede: sembra il giardinetto di un
asilo. Nella sala da pranzo il problema fumo è ampiamente superato dalle
patologie, la sigaretta qui è sostenuta, fornita in gran quantità da
parenti e amici che provvedono alle scorte anche di chi è solo e
dimenticato".
In realtà il primario Filippo Gabrielli aveva richiesto di dotare
il padiglione di uno spazio all'aperto, ricreativo e, come si ipotizza
in questi casi, terapeutico, dove i pazienti potessero prendere un pò
d'aria, fumare liberamente, ma la risposta dell'ospedale è stata quella
di creare il "recinto", la "gabbia" o ancora lo "zoo" come lo hanno
soprannominato medici e infermieri, considerato che l'aiuola si trova su
un lato del viale dove passano, durante la giornata, centinaia di
dipendenti della cittadella ospedaliera, parenti di ricoverati,
fornitori.
Sono stati gli infermieri, infatti, rifiutandosi di scortare i pazienti
nel recinto, a far scoppiare il caso che è stato denunciato on line da
Giovanna Profumo sul sito Oli (Osservatorio Ligure
sull'Informazione). "Quell'area, con quella recinzione, non permette
di garantire il rispetto della dignità della persona, ecco perché i
nostri colleghi hanno preso questa decisione" spiega Carmelo
Gagliano a Marco Preve di Repubblica, presidente della
sezione genovese dell'Ipasvi, il collegio degli infermieri
professionali.
"Oltre a questo aspetto, di solidarietà umana - aggiunge
Gagliano - a nostro parere non risponde ai criteri di sicurezza
previsti dal progetto e soprattutto quel contesto non favorisce quella
finalità terapeutica che, attraverso spazi comuni per uomini e donne,
mira al ritorno ad una vita normale. Gli infermieri del reparto comunque
continueranno a far uscire e accompagnare dove possibile i pazienti".
Gianni Orengo, direttore sanitario del San Martino, spiega che
"si tratta di una soluzione provvisoria in attesa del trasferimento del
reparto in un padiglione dotato di un parco; peraltro l'aiuola deve
essere attrezzata con panchine e tavolini. Mi rendo conto che non è la
sistemazione ottimale, ma a fronte delle richieste il nostro ufficio
tecnico ci ha lavorato parecchio e meglio davvero non si poteva fare.
Quanto agli infermieri troveremo con loro una soluzione".