Inizialmente l’anestesia
periferica, in contrapposizione all’anestesia generale, era considerata
una scelta subordinata alle condizioni cliniche del paziente ed alle
capacità dell’anestesista, quindi appannaggio esclusivo di anestesisti
“esperti”.
Parallelamente all’evoluzione delle tecniche chirurgiche, finalizzate ad
una minore invasività per il paziente, le tecniche di anestesia
periferica si sono via via perfezionate nella ricerca continua di una
maggiore efficacia e sicurezza.
Le tecniche di anestesia loco-regionale hanno subito nel tempo una
rapida evoluzione, dovuta soprattutto all’introduzione dell’
elettroneurostimolazione per la ricerca dei tronchi nervosi, avvenuta
negli anni ’90.
La possibilità di iniettare selettivamente l’anestetico locale in
prossimità dei nervi, è data dall’utilizzo di un elettroneurostimolatore,
che inducendo piccole contrazioni muscolari (twiches) attraverso un ago
conduttore, permette di individuare con precisione la branca nervosa che
interessa l’area chirurgica.
In questo modo, il riscontro obiettivo e “non doloroso” del corretto
posizionamento dell’ago ha reso i blocchi nervosi periferici altamente
riproducibili, anche “in mani non particolarmente esperte”.
Tuttavia la grande variabilità anatomica individuale, l’esecuzione
comunque “alla cieca” del blocco nervoso e il diverso grado di
esperienza del medico esecutore, comportano una certa percentuale di
insuccessi e un’incidenza, seppur modesta, di complicanze generalmente
transitorie.
L’introduzione dell’ecografia ha portato un ulteriore contributo al
perfezionamento e alla sicurezza dell’ anestesia periferica.
Mediante la guida ecografica oggi l’Anestesista può individuare e
localizzare velocemente le strutture vascolari e nervose di pertinenza
dell’area chirurgica ed effettuare la somministrazione dell’anestetico
sotto visione diretta, in tempo reale, della sua distribuzione nei
tessuti.
L’utilizzo contemporaneo dell’elettroneurostimolazione accerterà la
localizzazione visiva del nervo, azzerando la possibilità di errore e
quindi l’insuccesso del blocco.
Un’ulteriore vantaggio è la possibilità di “vedere” ecograficamente il
posizionamento di un eventuale cateterino, in sede di blocco anestetico,
per il mantenimento di un’analgesia post-operatoria.
L’utilizzo dei blocchi nervosi periferici per la chirurgia agli arti
superiori e inferiori è quindi una pratica consolidata oramai da diversi
anni.
L’estrema selettività del blocco periferico e il minimo dosaggio
necessario di farmaco somministrato, hanno reso l’anestesia
loco-regionale la tecnica più sicura, anche in funzione di una rapida
ripresa funzionale post-chirurgica e di una dimissione precoce.
Giovedì 14 maggio, presso l’aula magna dell’Ospedale San Paolo di
Savona dalle ore 9.00, si terrà un congresso proprio sui blocchi
periferici ecoguidati. Obiettivo del corso è dimostrare come l’utilizzo
dell’ecografia nelle tecniche di anestesia loco-regionale, possa
rappresentare un effettivo perfezionamento nell’esecuzione dei blocchi
nervosi periferici, ottimizzando la somministrazione di anestetici
locali.
Il ricorso all’ecografia, rendendo maggiormente visibile il sito nervoso
e la distribuzione del farmaco, facilita l’esecuzione di tali tecniche
anestesiologiche e, allo stesso tempo, diminuisce il rischio di
complicanze.
Il programma prevede sessioni di natura teorico-pratica, alle quali si
alterneranno esecuzione e dimostrazione delle tecniche dal vivo, grazie
a collegamenti video direttamente con la sala operatoria.
Vantaggi dell’ecografia rispetto alla tecnica tradizionale in
anestesia loco-regionale
Visualizzazione diretta delle strutture nervose
Riduzione del numero di punture per la ricerca dei nervi
Evitare le punture vascolari (importante nei pz. scoagulati)
Fotografare e filmare il blocco (motivaz. medico-legali)
Impossibile l’iniezione intraneurale
Riduzione del volume di anestetico locale necessario
Maggiore percentuale di successo
Maggiore facilità di esecuzione
Maggiori informazioni e dettagli sul programma e sul corso alla seguente
pagina del sito www.asl2.liguria.it: