Si è concluso ieri il Convegno “Grandangolo: un anno di Oncologia”
organizzato dall’Accademia Nazionale di Medicina con il
coordinamento di Alberto Sobrero e Roberto Labianca,
Giunto alla X edizione l’evento ha visto la presenza di oltre 800
oncologi per fare il punto sul management clinico dei tumori più comuni.
Commenta Stefania Ledda, Direttore Generale di Accademia: “il
primo Grandangolo in Oncologia realizzato a Milano nel 1999 (dieci anni
fa!) fu una scommessa. Alberto Sobrero a fine maggio 1999, al rientro
dagli USA dove aveva partecipato al Congresso dell’American Society of
Clinical Oncology (ASCO), ebbe l’ “intuizione” di trasferire in Italia,
per gli oncologi italiani che non potevano per mille motivi partecipare
ai congressi internazionali più significativi, quello che allora definì
“un piccolo ASCO”.
In effetti è stato così, a Milano nel 1999 non furono molti
(cinquanta…sessanta…). Oggi, con più di 800 partecipanti, Grandangolo è
considerato uno degli eventi più attesi dell’anno, riconoscendogli quel
valore formativo e informativo che Alberto Sobrero aveva “intuito”.
"Non c’è dubbio – spiega Alberto Sobrero, Direttore
dell'Oncologia medica dell’Ospedale San Martino di Genova - che negli
ultimi 40 anni la chirurgia, chemioterapia e radioterapia hanno prodotto
elevate chances di guarigione per quasi tutti i tumori e che le nuove
terapie biologiche siano una realtà clinica e non più una promessa
confinata al mondo della sperimentazione su animali. Tuttavia
l’ottimismo di questo messaggio va’ accompagnato a cautela in quanto il
cancro rimane la seconda causa di morte proprio per i limiti delle
terapie disponibili oggi. C’e’ quindi una contraddizione che e’
all’origine di molte incomprensioni tra il mondo della Scienza ed i non
addetti ai lavori."
La prima parte del messaggio e’ certamente vera: le leucemie ed i
linfomi che erano invariabilmente letali prima degli anni 60 raggiungono
la guarigione grazie a chemio e radioterapia in più del 50% dei casi. Ed
il carcinoma del testicolo raggiunge percentuali di guarigione superiori
al 90% grazie alla chemioterapia da sola. Dal 40-50% di guarigione dei
carcinomi della mammella e del colon negli anni 70, si e’ passati al
70-80% negli ultimi anni grazie all’uso di chemio e radioterapia
adiuvante, cioe’ preventiva dopo la resezione chirurgica.
Tuttavia anche la seconda parte del messaggio e’ vera. Infatti la
guaribilità di alcuni tumori come quello del polmone, del fegato,
dell’esofago, del cervello non e’ cambiata sostanzialmente rispetto a 40
anni fa, rimanendo molto bassa. Inoltre gli stessi tumori descritti
sopra (mammella, colon ecc), per i quali sono aumentate le probabilità
di guarigione, rimangono spesso inguaribili quando si presentano in
stadi avanzati .
Quindi se da una parte si devono riconoscere i progressi continui
dell’oncologia clinica, dall’altra, la gradualità degli stessi ed il
fatto che non riguardino automaticamente tutti i tipi di tumore spingono
alla cautela. Non e’ realistico attendersi che la scoperta di un farmaco
possa di colpo aumentare del 20% la guaribilità di tutti tumori oggi
inguaribili. Ciascun tipo rappresenta una malattia diversa e non e’
proprio pensabile che ciò che guarisce “l’ulcera gastrica possa anche
guarire l’ictus cerebrale”. Risultati importanti si raggiungono per
gradi: ad esempio nel tumore del colon metastatico, fino a 10 anni fa
inguaribile e con durata di vita media intorno ai 10 mesi, oggi la
sopravvivenza media e’ di circa 2 anni , con il 5-10% di guarigioni.
E’ in quest’ottica che vanno interpretati i risultati delle nuove
terapie, le terapie biologiche. in sé il prolungamento della vita del
30-40% non e’ molto rilevante, ma messo in fila ad altri ulteriori
progressi di analoga entità conducono a percentuali di guarigione
sostanziali.
"Quindi – aggiunge Roberto Labianca, Direttore del
Dipartimento di Oncologia ed Ematologia degli Ospedali Riuniti di
Bergamo - i risultati delle nuove terapie (avastin, erbitux,
sorafenib, tarceva, glivec, sutent, herceptin, toricel, lapatinib) sul
tumore della mammella, del colon, del polmone del pancreas, del rene,
del fegato, della laringe e sarcomi, in se’ rappresentano piccoli passi
avanti che non impattano molto sui pazienti che oggi hanno la malattia
ad uno stadio molto avanzato, ma rappresentano un messaggio fortissimo
di aiuto immediato per chi ha oggi poche speranze e di ottimismo per il
futuro in quanto sono una chiara indicazione che la strada intrapresa e’
quella giusta anche se lunga e difficile. "
Alberto Sobrero
Direttore dell' Oncologia medica dell’Ospedale San Martino di Genova.
Membro della Commissione Scientifica dell’ American Society of Clinical
Oncology
Ha in corso 15 studi clinici su nuove molecole biologiche nei principali
tumori solidi.
Roberto Labianca
Direttore del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia degli Ospedali
Riuniti di Bergamo
Past President dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica
(2004-2005).
Presidente del gruppo cooperatore GISCAD per lo studio delle neoplasie
del tratto gastroenterico e membro dell'AIFA (Agenzia Italiana del
Farmaco).