Genova Anno VI - n°35 - 15.10.2008 Pagine Liguri

del 13/11/2008

 

Le conclusioni del Convegno sulla Prevenzione degli incidenti domestici


In Sala rossa del Comune di Savona si è parlato di un problema spesso sottovalutato ma invece di elevata rilevanza: gli incidenti domestici. Hanno partecipato all’incontro come relatori il Dott. Danilo Cimolato responsabile della S.S. Centrale Operativa 118 dell’ASL2 Savonese, la Dott.ssa Fiorella Robba, della S.C. Pronto Soccorso e Osservazione breve dell’Asl2, il Dott. Francesco Lanza Direttore della S.C. Ortopedia dell’Ospedale Santa Corona, il Dott. Maurizio Modenesi Direttore del Dipartimento cure primarie dell’Asl 2 ed il Sig. Cesare Cometto Coordinatore dei terapisti della riabilitazione della S.C. Anziani dellASl2.
La relazione sanitaria sullo stato del paese ascrive gli infortuni domestici al quinto posto tra le  cause di morte evitabili ; secondo i dati ISTAT in Italia si evidenziano circa 3.500.000 infortuni all’anno, con un incremento nell’ultimo decennio pari al 20%, ed interessamento prevalente di bambini ed anziani.
Si ritiene comprensibile come un intervento preventivo a questo riguardo sia di importanza rilevante, considerati anche i costi sanitari e sociali legati alle degenze, alle disabilità e per la fascia più giovane alle assenze lavorative.
Dalle esposizioni dei diversi relatori è emerso che il numero di incidenti domestici mortali è di poco inferiore a quello per incidenti stradali ed è molto superiore a quello degli incidenti sul lavoro.
Un dato molto rilevante che ci deve far riflettere perché la casa, simbolo per tutti noi di protezione e sicurezza, può divenire non solo causa di morte ma frequentemente di disabilità rilevanti, che possono condizionare in maniera fortemente negativa e limitativa il futuro di una persona.
La causa più frequenti di incidente domestico è la caduta che si presenta in tutte le età ma che per l’anziano si traduce prevalentemente nella frattura del femore, in minor misura del polso e dell’omero. La gravità del traumatismo nell’anziano è legato a tutte le patologie concomitanti presenti in questa fascia di popolazione e spesso anche una guarigione perfetta della frattura non impedisce che si inneschino quadri di scompenso generale, che possono portare alla morte del paziente nell’arco di un anno. Molte volte poi, la paura dei cadere nuovamente induce l’anziano a muoversi meno, a perdere parte delle proprie autonomie, anche per una iperprotezione da parte dei famigliari; questa sedentarietà non fa che aggravare un quadro di osteoporosi e fragilità ossea già presente e facilitare la frattura a seguito di caduta.
La S.C. Anziani, nell’ambito di un progetto regionale di prevenzione degli incidenti domestici, ha proceduto alla somministrazione di schede di rilevazione a campione del rischio domestico da parte degli operatori di assistenza domiciliare, nelle quali venivano rilevati diverse caratteristiche ambientali tra cui la presenza di scale o scalini troppo alti, l’affollamento di mobili, la presenza di tappeti, la presenza di doppio corrimano nelle scale, le condizioni di illuminazioni dell’alloggio, maniglioni nei bagni e fattori clinici del paziente come l’assunzione di farmaci ipnoinduttori, diuretici ed altro.
E’ emersa la difficoltà, da parte degli operatori che hanno svolto la rilevazione a convincere le persone della necessità di eliminare i tappeti, di limitare i mobili nelle stanze per rendere più agevoli i loro movimenti; maggiore sensibilità si è rilevata nelle persone che già avevano subito un trauma da caduta in ambito domestico.
Sono stati poi proposti piccoli accorgimenti da mettere in atto al fine di ridurre la possibilità di caduta, come la migliore disposizione di lampade o telefoni al fine di evitare che i loro fili possano essere motivo di inciampo, installare luci notturne, per migliorare le visione quando ci si alza di notte e soprattutto indossate pantofole chiuse e non ciabatte, che possono facilitare la caduta dell’anziano.

Per la prevenzione invece degli incidenti domestici nella popolazione adulta, è emersa la necessità di migliorare l’attenzione nelle normali attività domestiche evitando di salire scale solo appoggiate e non ben aperte, verificare la solidità e l’integrità delle scale prima di salirvi, indossare calzature chiuse, evitare abiti lunghi e poi non salire su tavoli , seggiole per raggiungere scaffali in alto o salire su davanzali per effettuare la pulizia di vetri e persiane.
Si è chiesto poi di tenere in considerazione, nel caso di lavori di ristrutturazione delle nostre abitazioni, che tutti, se siamo fortunati, diventeremo anziani e quindi evitare gradini o scale ripide, prevedere maniglioni, corrimani, presenza di una buona illuminazione, perché quello che può sembrare bello a 30 anni può divenire una barriere a 75.
E’ poi emerso che numerosi accessi al pronto soccorso degli ospedali e descritti come incidenti domestici,sono in realtà eventi legati a violenze operate all’interno delle mura domestiche da parte di famigliari nei confronti di adulti, anziani e bambini e su questo argomento si è evidenziato che un incremento nei numeri relativi ai traumatismi da violenze domestiche è in realtà un miglioramento nella capacità di indagine durante il triage ospedaliero, legato ad una maggiore sensibilizzazione e
Formazione del personale, che riesce a guadagnarsi la fiducia del paziente e perciò a permettergli un racconto, veritiero dell’accaduto.
Dall’incontro è poi scaturito in cosa consisterà un nuovo progetto che la S.C. Anziani e la S.C.Igiene e Sanità Pubblica intendono attivare per l’anno 2009 e cioè i “gruppi di cammino”.
A questo riguardo la Dott.ssa Ferrando ha portato l’esperienza genovese, che già ha attivato questa iniziativa che consiste nell’istituire gruppi di anziani e non, guidati ed istruiti da un insegnante laureato in scienze motorie, e nel far compiere a più persone in gruppo tragitti urbani, semplici e di percorrenza non superiore ai 2000 metri, per un tempo limitato e con una intensità motoria via via crescente. Questa attività fisica può divenire così momento di aggregazione per le persone più isolate, motivo per uscire da una sedentarietà che porta spesso alla depressione ed alla chiusura in se stessi, momento preventivo utile per la lotta all’osteoporosi, all’obesità e soprappeso, ai rischi cardiovascolari.
Si è visto quindi come piccole modifiche a degli stili di vita possano divenire grandi passi in avanti per il miglioramento della vita di ciascuno di noi.

 

 






 
 
 
 

  



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