In Sala rossa del Comune
di Savona si è parlato di un problema spesso sottovalutato ma invece di
elevata rilevanza: gli incidenti domestici. Hanno partecipato
all’incontro come relatori il Dott. Danilo Cimolato responsabile
della S.S. Centrale Operativa 118 dell’ASL2 Savonese, la Dott.ssa
Fiorella Robba, della S.C. Pronto Soccorso e Osservazione breve
dell’Asl2, il Dott. Francesco Lanza Direttore della S.C.
Ortopedia dell’Ospedale Santa Corona, il Dott. Maurizio Modenesi
Direttore del Dipartimento cure primarie dell’Asl 2 ed il Sig. Cesare
Cometto Coordinatore dei terapisti della riabilitazione della S.C.
Anziani dellASl2.
La relazione sanitaria sullo stato del paese ascrive gli infortuni
domestici al quinto posto tra le cause di morte evitabili ;
secondo i dati ISTAT in Italia si evidenziano circa 3.500.000 infortuni
all’anno, con un incremento nell’ultimo decennio pari al 20%, ed
interessamento prevalente di bambini ed anziani.
Si ritiene comprensibile come un intervento preventivo a questo riguardo
sia di importanza rilevante, considerati anche i costi sanitari e
sociali legati alle degenze, alle disabilità e per la fascia più giovane
alle assenze lavorative.
Dalle esposizioni dei diversi relatori è emerso che il numero di
incidenti domestici mortali è di poco inferiore a quello per incidenti
stradali ed è molto superiore a quello degli incidenti sul lavoro.
Un dato molto rilevante che ci deve far riflettere perché la casa,
simbolo per tutti noi di protezione e sicurezza, può divenire non solo
causa di morte ma frequentemente di disabilità rilevanti, che possono
condizionare in maniera fortemente negativa e limitativa il futuro di
una persona.
La causa più frequenti di incidente domestico è la caduta che si
presenta in tutte le età ma che per l’anziano si traduce prevalentemente
nella frattura del femore, in minor misura del polso e dell’omero. La
gravità del traumatismo nell’anziano è legato a tutte le patologie
concomitanti presenti in questa fascia di popolazione e spesso anche una
guarigione perfetta della frattura non impedisce che si inneschino
quadri di scompenso generale, che possono portare alla morte del
paziente nell’arco di un anno. Molte volte poi, la paura dei cadere
nuovamente induce l’anziano a muoversi meno, a perdere parte delle
proprie autonomie, anche per una iperprotezione da parte dei famigliari;
questa sedentarietà non fa che aggravare un quadro di osteoporosi e
fragilità ossea già presente e facilitare la frattura a seguito di
caduta.
La S.C. Anziani, nell’ambito di un progetto regionale di prevenzione
degli incidenti domestici, ha proceduto alla somministrazione di schede
di rilevazione a campione del rischio domestico da parte degli operatori
di assistenza domiciliare, nelle quali venivano rilevati diverse
caratteristiche ambientali tra cui la presenza di scale o scalini troppo
alti, l’affollamento di mobili, la presenza di tappeti, la presenza di
doppio corrimano nelle scale, le condizioni di illuminazioni
dell’alloggio, maniglioni nei bagni e fattori clinici del paziente come
l’assunzione di farmaci ipnoinduttori, diuretici ed altro.
E’ emersa la difficoltà, da parte degli operatori che hanno svolto la
rilevazione a convincere le persone della necessità di eliminare i
tappeti, di limitare i mobili nelle stanze per rendere più agevoli i
loro movimenti; maggiore sensibilità si è rilevata nelle persone che già
avevano subito un trauma da caduta in ambito domestico.
Sono stati poi proposti piccoli accorgimenti da mettere in atto al fine
di ridurre la possibilità di caduta, come la migliore disposizione di
lampade o telefoni al fine di evitare che i loro fili possano essere
motivo di inciampo, installare luci notturne, per migliorare le visione
quando ci si alza di notte e soprattutto indossate pantofole chiuse e
non ciabatte, che possono facilitare la caduta dell’anziano.
Per la prevenzione invece degli incidenti domestici nella popolazione
adulta, è emersa la necessità di migliorare l’attenzione nelle normali
attività domestiche evitando di salire scale solo appoggiate e non ben
aperte, verificare la solidità e l’integrità delle scale prima di
salirvi, indossare calzature chiuse, evitare abiti lunghi e poi non
salire su tavoli , seggiole per raggiungere scaffali in alto o salire su
davanzali per effettuare la pulizia di vetri e persiane.
Si è chiesto poi di tenere in considerazione, nel caso di lavori di
ristrutturazione delle nostre abitazioni, che tutti, se siamo fortunati,
diventeremo anziani e quindi evitare gradini o scale ripide, prevedere
maniglioni, corrimani, presenza di una buona illuminazione, perché
quello che può sembrare bello a 30 anni può divenire una barriere a 75.
E’ poi emerso che numerosi accessi al pronto soccorso degli ospedali e
descritti come incidenti domestici,sono in realtà eventi legati a
violenze operate all’interno delle mura domestiche da parte di
famigliari nei confronti di adulti, anziani e bambini e su questo
argomento si è evidenziato che un incremento nei numeri relativi ai
traumatismi da violenze domestiche è in realtà un miglioramento nella
capacità di indagine durante il triage ospedaliero, legato ad una
maggiore sensibilizzazione e
Formazione del personale, che riesce a guadagnarsi la fiducia del
paziente e perciò a permettergli un racconto, veritiero dell’accaduto.
Dall’incontro è poi scaturito in cosa consisterà un nuovo progetto che
la S.C. Anziani e la S.C.Igiene e Sanità Pubblica intendono attivare per
l’anno 2009 e cioè i “gruppi di cammino”.
A questo riguardo la Dott.ssa Ferrando ha portato l’esperienza
genovese, che già ha attivato questa iniziativa che consiste
nell’istituire gruppi di anziani e non, guidati ed istruiti da un
insegnante laureato in scienze motorie, e nel far compiere a più persone
in gruppo tragitti urbani, semplici e di percorrenza non superiore ai
2000 metri, per un tempo limitato e con una intensità motoria via via
crescente. Questa attività fisica può divenire così momento di
aggregazione per le persone più isolate, motivo per uscire da una
sedentarietà che porta spesso alla depressione ed alla chiusura in se
stessi, momento preventivo utile per la lotta all’osteoporosi,
all’obesità e soprappeso, ai rischi cardiovascolari.
Si è visto quindi come piccole modifiche a degli stili di vita possano
divenire grandi passi in avanti per il miglioramento della vita di
ciascuno di noi.