Due
milioni i giovani colpiti. Secondo il recente rapporto Eurispes in
Italia sono circa due milioni i giovani che soffrono di disturbi
alimentari. Nella maggior parte dei casi si tratta di donne: circa il 5%
delle giovani tra i 13 e i 35 anni soffre di anoressia o bulimia, ma
l’incidenza sta salendo anche tra le quarantenni e tra gli uomini,
facendo arrivare così alla cifra complessiva di 3 milioni il numero di
persone affette da disturbi alimentari.
Gli ultimi dati disponibili dell’ex Ministero della Salute mostrano che
di "alimentazione" si ammala un italiano ogni ora, soprattutto tra 12 e
25 anni, e uno ogni due ore di anoressia.
L'anoressia è uno stato morboso sintomatico causato da una malattia o da
un'alterazione psichica (anoressia nervosa). Questo ultimo caso è
generalmente quello al quale si fa riferimento parlando genericamente di
anoressia. Il termine deriva dal tardo latino anorexia e, a sua volta,
dal greco anorexìa, parola composta da an (particella di negazione) e
òrexis appetito. Si manifesta inizialmente con un'attenuazione dello
stimolo ad alimentarsi, poi seguono l'anoressia vera e propria (mancanza
di appetito), il rapido dimagramento, osteoporosi, diminuzione di tutte
le attività fisiologiche fino anche ad una carenza del sistema
immunitario e, nelle donne, la perdita delle mestruazioni.
La cura dell'anoressia coinvolge necessariamente l'ambiente familiare
del paziente, specie se adolescente, richiedendo un'ampia disposizione a
collaborare e a mettere in discussione comportamenti e situazioni
familiari, cause possibili dell'insorgere del disturbo. Esistono oggi
centri specializzati per la cura dell'anoressia, ma il primo passo della
terapia consiste nella presa di coscienza del problema da parte del
paziente e di chi gli vive vicino. Nonostante la complessità della
malattia, se affrontata da medici esperti e con la collaborazione del
malato e dei suoi cari, la guarigione può essere totale fino al ritorno
a una qualità di vita normale.
La risoluzione della patologia è più probabile tanto è più precoce la
diagnosi di stato di anoressia e pre anoressia, quindi l’attenzione dei
genitori è fondamentale.
Esistono centri per verificare i disturbi dei propri figli.
Il mondo internet è una fonte di contatti e rafforzamento della
morbosità psichica del disturbo, trovando siti dove le esperienze
anoressiche vengono incoraggiati e vissuti come eroici. E’ banale porre
in youtube la ricerca sulla parola anoressia per rimanere scioccati da
questo mondo.
Soluzione integrata
Gli integratori nutrizionali per os (attraverso bocca) possono svolgere
un ruolo importante nel percorso terapeutico nel paziente con anoressia
nervosa. L’utilizzo di tale metodologia va in ogni caso ritenuto
accessorio nella gestione più complessa di questa patologia che implica
un approccio multidisciplinare sia in ambito ospedaliero che
domiciliare.
Non esistendo integrazioni specifiche per questi pazienti, più che di
integratori in questo caso di dovrebbe parlare di ‘supporti
nutrizionali’, che dovrebbero:
• essere compatibili con la situazione psicologica del paziente
• essere organoletticamente accettabili e miscelabili agli alimenti
naturali meglio accettati dai pazienti,
• contenere una fonte proteica di alto valore biologico (proteine del
siero di latte) e nutrienti favorenti il mantenimento la risposta
immunitaria (glutamina e omega-3,zinco),
• garantire il bilanciamento dei nutrienti che spesso sono assunti in
modo squilibrato (come ad esempio in caso di assunzione di soli frullati
di frutta)
• tener conto dei fabbisogni ridotti del paziente.
L’approccio nutrizionale deve sempre essere affiancato da quello
psichiatrico e medico.
E’ da queste esigenze che è nato Colorlife, integratore di ultima
generazione, da luglio in test presso l’ospedale San Martino di Genova,
nell’U.O. Dietetica Nutrizione Clinica diretto dal prof. Samir Sukkar .
Il prof. Sukkar, quale responsabile della Segreteria Scientifica,
aprirà oggi, 6 novembre a Genova i lavori del XVIII Congresso
Nazionale ADI (Associazione Italiana Dietetica e Nutrizione Clinica)
“Aqua 2008”. Il Congresso nazionale ADI si propone di ampliare gli
orizzonti scientifici su tutte le tematiche connesse all’acqua, volendo
trovare un percorso comune di aggiornamento che, partendo dai
nutrizionisti, coinvolga, oltre al mondo medico, tutti coloro i quali
dell’acqua si occupano in modo diretto ed indiretto.
Caratteristiche del supporto nutrizionale Colorlife
1. Buone proprietà organolettiche e facile veicolazione con alimenti
naturali
2. Copertura o integrazione del fabbisogno proteico indirizzato a
pazienti con fabbisogni ridotti (sottopeso, normo-ipometabolici)
3. Rapporto proteine/siero di latte vs caseina 5/1
4. Adeguata concentrazione di acidi grassi polinsaturi per i fabbisogni
dei pazienti anoressici
5. Adeguata concentrazione di Glutamina
Altre indicazioni
1. Pazienti con malnutrizione media
2. Pazienti in trattamento di rialimentazione forzata
3. Pazienti con apporti proteici insufficienti, con malnutrizione lieve
(sottopeso)
Composizione
Una busta (26 grammi) contiene:
• Proteine da siero di latte ultrafiltrate
• Calcio caseinato
• Enothera olio plv
• Trigliceridi a media catena
• Lecitina di soia
• Omega-3 plv
• Olio di semi di mais microincapsulato
• Glutammina
• Maltodestrine
• Arginna
• Vitamina B1 HCL
• Vitamina B2 (riboflavina)
• Vitamina B6 (piridossina) HCI
• Vitamina B12 (cianocobalamina)
• Vitamina B5 (calcio pantotenato)
• Acido folico
• Vitamina PP (vitamina B3 – nicotinamide)
• Vitamina H (biotina)
• Vitamina D3 (colecalciferolo)
• Vitamina E
• Vitamina K1 (fitomenadione)
• Vitamina C
• Vitamina A
• Selenio
• Ferro
• Sodio
• Cloruro
• Fluoro
• Manganese
• Zinco
• Rame
• Cromo
• Molibdeno
• Magnesio
• Calcio
• Potassio
• Iodio
• Fosforo
L’ apporto proteico viene dalle proteine del siero del latte
ultrafiltrate e dalla glutammina. Le proteine del siero del latte hanno
un’azione immunostimolante e sono ricche di aminoacidi ramificati, utili
per la sintesi proteica muscolare La glutammina, oltre all’effetto
immunostimolante, ha anche un effetto trofico sull’apparato digerente ed
è fonte per la produzione di glutatione.
Colorlife ha alte qualità nutrizionali per la presenza di 13 vitamine,
15 minerali e Omega-3 (frequentemente deficitari in caso di alterati
comportamenti alimentari) e dà un incremento calorico graduale con i
grassi insaturi (tipicamente mediterranei) e la ricchezza di MCT*
presenti nella sua formulazione, adeguati alle capacità metaboliche del
paziente denutrito.
*gli MCT - Trigliceridi a catena media - sono più facilmente
assimilabili dal corpo umano perché non necessitano di una preventiva
scissione (idrolisi) e possono essere quindi assorbiti direttamente
dalla mucosa intestinale a ogni livello dell'intestino, e portati nel
sangue direttamente dai vasi linfatici. Non sono necessari quindi i sali
biliari per la loro digestione. Inoltre, poiché lo scopo dei grassi è
quello di portare energia ai mitocondri, nel caso degli MCT questo
processo avviene senza utilizzare la carnitina, risultando quindi più
efficiente).
Niente sapore, tanta sostanza
Il ricorso al supporto nutrizionale Colorlife è facilitato dal fatto che
la polvere è praticamente insapore, può quindi essere efficacemente
aggiunta a frullati di frutta o passati di verdura senza alterarne il
gusto.
In questo caso la sua composizione rispetta perfettamente la piramide
della dieta Mediterranea (La dieta mediterranea è un regime alimentare
basato su semplici regole qualitative. La scoperta della dieta
mediterranea risale ai primi anni del dopoguerra, quando il medico
americano Ancel Keys osservò che in quel periodo l'incidenza di malattie
cardiovascolari in Italia era di molto inferiore a quella riscontrata
negli Stati Uniti. Keys ipotizzò che la differenza dipendesse dalle
diverse abitudini alimentari osservate nei due paesi. Per verificare
questa ipotesi vennero condotti diversi studi: i risultati confermarono
la relazione tra la dieta seguita e l'incidenza di alcune patologie. Si
iniziò quindi a parlare di "dieta mediterranea" come modello alimentare
ideale per la salute).
Date le sue caratteristiche, Colorlife può essere utile non solo come
supporto alimentare nei pazienti anoressici, ma in tutti quei casi in
cui i pazienti abbiano problemi di malnutrizione quali che ne siano le
cause (malati terminali, pazienti disfagici, lungo degenti, post
intervento con inibizione della normale alimentazione…).
Questa è una delle caratteristiche principali del Colorlife: il fatto di
rispettare i gusti del paziente che privilegia la frutta, alimento per
definizione fresco e leggero.
L'anoressia nervosa: dal ‘capriccio’ al decesso
La malattia presenta un aspetto nutrizionale e uno comportamentale. Il
primo è legato al deficit alimentare che può avere effetti molto gravi
sull'integrità fisica, il secondo a fattori psicologici scatenanti, come
conflitti familiari, una scarsa autostima e il desiderio di emulare
modelli estetici spinti agli estremi. I malati di anoressia si vedono,
paradossalmente, grassi e goffi e mettono in atto strategie molto
sofisticate nel tentativo continuo di combattere la fame (uso di
lassativi e dimagranti, vomito provocato) nascondendo spesso il proprio
stato e mentendo sulla quantità di cibo assunto. L'umore è direttamente
proporzionale al peso e al suo controllo: la diminuzione di peso è
motivo di soddisfazione, mentre il paziente diventa triste e ipercritico
se aumenta di un solo etto. La sua autostima, i successi conseguiti in
ogni campo e il valore come persona dipendono quindi esclusivamente dal
suo corpo e dal controllo che riesce a imporre sullo stimolo della fame.
La malattia attraversa diverse fasi: inizialmente è possibile che le
restrizioni alimentari auto-imposte dal malato siano addirittura
elogiate dai familiari o da figure di riferimento, divenendo fonte di
gratificazione. In una fase intermedia, la fatica di combattere lo
stimolo della fame diventa meno pressante, anzi il paziente ha
l'impressione di trarre maggiore energia dalla privazione del cibo, a
causa di un meccanismo di conservazione della specie. Non è infrequente
vedere che nei periodi di carestia gli animali innalzano il livello di
attività per stimolare la ricerca frenetica del cibo. L'umore del
paziente si fa molto irritabile per la paura di perdere il controllo
della situazione e ritornare ad aumentare il peso. In questa fase
compaiono pensieri ossessivi riguardanti il cibo e il soggetto mette in
atto tutte le strategie sopra descritte per continuare nei suoi intenti
autolesionistici. Nell'ultima fase della malattia il calo ponderale è
notevole (la riduzione è almeno del 15-20% del peso ottimale) e la mente
comincia a mostrare segni di cedimento, con il calo della
concentrazione, la perdita di memoria e di capacità di giudizio critico
e disturbi frequenti del sonno in aggiunta a comparsa di veri e propri
comportamenti maniacali. L’incidenza mortale dell’anoressia è
attualmente di un malato su 5.