Il laser verde promosso da 99 pazienti su 100: “guarisce” la prostata e protegge la sessualità

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Il trattamento laser della prostata con Greenlight, il laser al triborato di litio, guarisce in anestesia spinale e con dimissione in 24 ore l’ipertrofia prostatica benigna (IPB), che colpisce l’80% degli italiani ultra 50enni. Il laser Greenlight consente di asportare adenomi prostatici ostruenti anche molto voluminosi senza ricorrere al bisturi. L’intervento si svolge per via endoscopica transuretrale (seguendo le vie naturali del corpo umano e quindi senza alcuna incisione della pelle); la fibra laser introdotta dal pene nell’uretra attraverso un sottile cistoscopio effettua la vapo-enucleazione e cioè la rimozione completa dell’adenoma, che viene ridotto in piccoli frammenti che vengono estratti dalla vescica e poi sottoposti all’esame istopatologico per escludere con la massima certezza l’eventuale presenza di tessuto canceroso. L’intervento si svolge in anestesia spinale, dura da tre quarti d’ora a un’ora e mezza (a seconda delle dimensioni dell’adenoma). Durante l’operazione, il controllo del sanguinamento è ottimale e i numerosi vasi prostatici vengono coagulati in modo mirato e selettivo. L’ostruzione urinaria è risolta in modo efficace e permanente, ristabilendo una minzione normale.

LO STUDIO

Un recente studio italiano pubblicato sulla prestigiosa rivista International Urology and Nephrology ha dimostrato che il “laser verde” è stato promosso da 99 pazienti su 100 operati e guariti. Altri dati clinici indicano un miglioramento della soddisfazione sessuale e della funzione erettile. La “luce verde” guarisce quindi la prostata ingrossata, salva il sesso e tutela il cuore, in quanto non richiede la sospensione di farmaci fluidificanti del sangue. L’istantanea coagulazione dei vasi che evita il sanguinamento, fa del laser verde lo strumento d’elezione per l’oltre 1milione di pazienti con gravi malattie cardiovascolari in cura con anticoagulanti e/o antiaggreganti, che ora possono essere operati in tutta sicurezza senza mai sospendere la terapia salvavita (come invece avviene con la chirurgia tradizionale). Anche di questo si parla al 90° Congresso della Società Italiana di Urologia SIU.

“La metodica – a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale – è attiva nel nostro Paese in 30 centri, per un totale di 3mila interventi”, spiega il dott. Maurizio Carrino, direttore della divisione di Andrologia del Cardarelli di Napoli, presso cui il laser è in uso. “Greenlight, grazie all’evoluzione della tecnica, è ora in grado di operare maxi prostate di grosso volume, finora trattabili solo con la chirurgia open (quella con l’incisione cutanea) invasiva e con inevitabili complicanze; non solo la sicurezza è assoluta, ma il progresso tecnologico consente oggi di effettuare biopsie durante l’intervento per escludere la presenza di cellule cancerose.”

“Per l’ipertrofia prostatica benigna con Greenlight siamo a un punto di svolta fondamentale”, sottolinea il prof. Giovanni Ferrari, primario di Urologia all’Hesperia Hospital di Modena, coautore dello studio apparso su Urology e responsabile del tutor group in Italia. “Siamo ormai prossimi alla totale abolizione dell’intervento a cielo aperto, quello con il bisturi. Ben 99 pazienti operati su 100 si sono dischiarati soddisfatti sia dell’intervento in sé sia della scomparsa dei sintomi causati dalla patologia (difficoltà a urinare, insopprimibile urgenza e frequenza minzionale anche notturna, sensazione di incompleto svuotamento della vescica, ritenzione urinaria, bruciore alla minzione). Lo studio evidenzia anche l’evoluzione della tecnica Greenlight, che ha reso possibile l’intervento laser su prostate di notevoli dimensioni, fino a 250 grammi (la prostata sana pesa 15-20 grammi) finora operabili solo con la chirurgia open invasiva e con complicazioni (fino al 20% di rischio emorragico). Rispetto agli interventi invasivi del passato, la percentuale di sanguinamento con il laser verde è scesa dal 15-20% all’1-2%. Questo ci consente di trattare anche pazienti affetti da gravi patologie cardiovascolari in terapia anticoagulante o antiaggregante, e quindi ad alto rischio in caso di chirurgia tradizionale Greenlight non causa danni ai nervi dell’erezione e della continenza urinaria in quanto agisce all’interno della ghiandola prostatica non toccando la superficie (è come svuotare un’arancia lasciando inalterata la buccia), là dove scorrono i nervi deputati alla funzione erettile e a regolare la continenza. Il laser verde – conclude Ferrari – offre un’immediata risoluzione dei sintomi e della minzione con un ricorso al catetere inferiore alle 24 ore. La maggior parte dei pazienti è dimessa dopo una notte di ricovero e riprende le normali attività nel giro di una settimana.”