La situazione dell’osteoporosi e delle fratture in Italia

1137

L’impatto epidemiologico dell’osteoporosi è molto elevato: si ritiene che in Italia ne siano affetti circa 3,5 milioni di donne e 1 milione di uomini. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità a causa dell’osteoporosi ogni 3 secondi si verifica una frattura di femore, polso o vertebra: nel nostro Paese, ogni anno, quelle di femore negli over 50 sono più di 90mila, mentre per quelle di vertebra nel 2010 sono stati registrati più di 70mila accessi al Pronto soccorso. Considerando però che molte delle fratture vertebrali non vengono diagnosticate, si ritiene che il loro numero complessivo sia almeno 10 volte superiore.

In futuro, il quadro generale potrebbe perfino peggiorare: nei prossimi 20 anni, infatti, la popolazione italiana al di sopra dei 65 anni d’età aumenterà del 25%, variazione per la quale si prevede un proporzionale incremento dell’incidenza dell’osteoporosi e delle sue conseguenze. In questo contesto, è rilevante il lavoro svolto da medici internisti e ortopedici: “Nella gestione del paziente con fratture da osteoporosi, il ruolo dell’ortopedico è cruciale in quanto ha la possibilità di intercettare tutti i pazienti con fratture da fragilità e di indirizzarli verso un iter terapeutico mirato alla guarigione della frattura stessa ma anche alla prevenzione di successive nuove fratture”, spiega il prof. Umberto Tarantino della SIOT. Elemento distintivo del medico internista è invece il suo particolare punto di osservazione: “La Medicina Interna è una disciplina trasversale che agevola la visione olistica del paziente che assai spesso presenta caratteristiche di complessità, ovvero con polipatologia, condizione questa che è in grado di provocare un maggior rischio per l’osteoporosi e per le sue conseguenze”, aggiunge il prof. Ranuccio Nuti, della SIMI e coordinatore del gruppo di lavoro della Commissione intersocietaria per le Linee Guida in tema di gestione dell’osteoporosi e delle fratture da fragilità.