La riscoperta del parto naturale

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Diventare mamme è la cosa più naturale del mondo. A volte però la nascita, sia per la mamma che per il bimbo, può essere fonte di ansie o paure: ad esempio a causa di una patologia, o per la comparsa di difficoltà non previste al delicato momento del parto. Nell’ultimo secolo la medicina è riuscita a minimizzare enormemente la mortalità da parto e a prevenire con efficacia gran parte delle conseguenze per la madre e per il suo piccolo; il prezzo da pagare, però, è stato quello di affrontare un percorso di certo più sicuro dal punto di vista clinico, ma meno naturale e per forza di cose più “medicalizzato”. A partire da questo tema si sviluppa il congresso “La Via dell’Eccellenza: Quando l’Arte Medica Incontra l’Ostetricia”, in programma il 18 novembre presso il Policlinico di Milano. Un’intera giornata in cui esperti italiani e internazionali si confronteranno sul contesto scientifico, sulla tradizione e sulle scoperte più recenti, focalizzandosi soprattutto sull’importanza del contatto mamma-bambino e sull’approccio personalizzato al parto.

Tra gli interventi previsti, Michel Odent, medico francese, convinto sostenitore dei benefici che il parto naturale porta al bambino e alla sua mamma, parlerà di “Ciò Che Rende Speciale la Nascita dell’Essere Umano”. Altri importanti contributi verranno da Michael Stark, chirurgo che si è battuto per una tecnica operatoria più semplice e sicura per il taglio cesareo; Omry Koren, esperto nello studio del microbiota intestinale e dei suoi effetti sulla salute della mamma e del bambino. A questi interventi seguirà quello di Enrico Ferrazzi, neo direttore della Ginecologia alla Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano, che approfondirà “L’Evoluzione Antropologica del Parto”.

“Il nascere – spiega Ferrazzi – è un evento naturale che nella maggioranza dei casi necessita unicamente di un’attenta e non invasiva assistenza ostetrica. La gravidanza e il parto sono quindi, di regola, un’espressione di salute e di benessere della donna. Al tempo stesso, questo evento naturale può presentarsi con fattori di rischio associati o può portare a complicanze acute non prevenibili né prevedibili”. Questi fattori oggi sono in aumento, a causa dei cosiddetti “nuovi rischi ostetrici”, come l’età avanzata della donna alla prima gravidanza, l’obesità della partoriente, la gemellarità, o la gravidanza da riproduzione assistita. “Tutta l’organizzazione della Sala Parto – continua Ferrazzi – ruota allora intorno a questi due obiettivi: garantire serenità a ogni donna che partorisce e garantire sicurezza a ogni singola donna a ogni singolo bambino che nasce. Le radici più profonde di questa organizzazione derivano dalla ‘cultura del parto’: dal comprendere cioè, assieme agli elementi clinici, anche i profondi elementi umani, le emozioni, le paure, le aspettative e i pregiudizi della donna, così come quelli dell’ostetrica e del medico. Il convegno vuole riscoprire questa cultura del parto attraverso il contributo di figure importanti nella storia della ostetricia contemporanea come Odant, Stark e Koren, forse anche perché portatori di visioni controverse e quindi stimolanti per chi ogni giorno è chiamato a garantire a ogni singola donna la serenità e la sicurezza della gravidanza e del parto.”