Insonnia cronica e disturbi cardiaci

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Sarebbero due i motivi per cui chi soffre di insonnia cronica va incontro più facilmente a disturbi cardiaci: l’alterazione della funzione simpatica e l’aumentata reattività allo stress. “I nostri risultati, insieme alle evidenze epidemiologiche, supportano l’idea che l’insonnia cronica sia un disturbo psicofisiologico associato a un elevato rischio cardiovascolare”, afferma il prof. Jason Carter, dell’Università di Chicago, coordinatore della ricerca. Gli studiosi hanno valutato il flusso neuronale simpatico, la sensibilità del sistema baroriflesso e la reattività del sistema cardiovascolare allo stress su 13 individui con insonnia cronica. Queste sono state messe a confronto con un gruppo di persone sane, costituito da 15 persone. Tra i due gruppi, la pressione sanguigna a riposo, la frequenza cardiaca e l’attività dei muscoli simpatici non differivano in maniera significativa; al contrario, la sensibilità del sistema baroriflesso iniziale è stata significativamente più bassa nei soggetti con insonnia. Allo stesso tempo, la reattività sistolica della pressione arteriosa allo stress sarebbe stata più elevata nei soggetti che soffrivano di insonnia, rispetto ai controlli, così come la risposta muscolare all’attività nel nervo simpatico allo stress. Gli autori considerano quindi l’ipotesi di valutare la terapia cognitivo-comportamentale per il trattamento dell’insonnia e/o una terapia farmacologica sulla regolazione del sistema nervoso simpatico, proprio per evitare disturbi cardiovascolari in questi soggetti.