Innovazione tecnologica della chirurgia ginecologica in Toscana

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La chirurgia ginecologica ha un impatto rilevante sulla qualità della vita e del benessere della popolazione femminile, rappresentando una casistica importante, con circa 6mila interventi ogni anno solo nella Regione Toscana. Innovazione, equità di accesso alle cure e formazione sono i temi cardine di un congresso organizzato con la finalità di promuovere un lavoro sinergico con tutti gli attori del settore, dai rappresentanti delle istituzioni ai chirurghi con la finalità condivisa di aumentare gli standard qualitativi dei centri e di garantire un migliore accesso alle cure.

“La chirurgia ginecologica rappresenta un bisogno di salute fondamentale e ha un impatto rilevante sulla popolazione per i numeri elevatissimi, per l’impatto sulla fertilità e sulla qualità di vita delle donne”, spiega il prof. Tommaso Simoncini, Presidente del Congresso e Direttore UOC Ginecologia e Ostetricia Universitaria I, Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. “La rivoluzione tecnologica degli ultimi 30 anni ha radicalmente cambiato il modo di fare chirurgia in ginecologia con grandi benefici per la paziente e per il servizio sanitario. È con questo intento che abbiamo deciso di coinvolgere tutti gli stakeholder del settore per promuovere un modello di crescita condivisa tra politica sanitaria e professionisti che possa garantire migliore cura e maggiore sostenibilità, creando le condizioni perché tutti i centri dove si fa chirurgia ginecologica possano essere in condizione di garantire non soltanto gli stessi percorsi di cura, ma anche tecniche all’avanguardia ed erogare quindi il miglior trattamento, attraverso progetti di formazione ed investimenti sostenibili”.

Nonostante questo, il tasso di procedure eseguite con modalità mininvasiva è estremamente variabile sul territorio regionale, con strutture che raggiungono percentuali elevate e altre che non erogano chirurgia mininvasiva, con una media di circa il 20% delle procedure più comuni, come l’isterectomia, eseguite in modalità mini-invasiva, a fronte di picchi che superano l’80% in centri selezionati. “La Regione Toscana punta sull’innovazione, tanto che è una degli otto punti di sviluppo presenti nel nuovo Piano Socio Sanitario Regionale”, afferma la dott.ssa Monica Calamai, Direttore Generale del Dipartimento Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale Regione Toscana. “L’innovazione oggi è parte integrante della prestazione sanitaria e del miglioramento degli esiti delle cure.”