Infezioni urinarie, il mannosio ostacola il batterio

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Le infezioni urinarie, nell’85% dei casi, sono provocate dall’E. coli. Lo stesso germe è responsabile del 50% delle infezioni urinarie delle persone ricoverale in ospedale. Spaulding Caitlin e colleghi, in uno studio di tipo sperimentale hanno dimostrato, con analisi filogenomiche e strutturali, che il ceppo di escherichia coli UTEC, con pilo (o fimbria, appendice filamentosa che presenta all’estremità molecole proteiche chiamate adesine o lectine) di tipo 1 è presente in campioni di UTI nelle donne in oltre il 90%. Questo tipo di pili mostra uno specifico legame alle cellule epiteliali presenti nelle cripte intestinali e innesca la colonizzazione intestinale. Il mannosio interferisce con la adesione microbica attraverso il legame coi pili di tipo 1 (FimH, proteina specializzata a legare il mannosio che ricopre la superficie vescicale). Nello studio sono state valutate sostanze ad affinità per il mannosio come il D-mannosio e soprattutto l’analogo (mannoside) M4284 che ha una affinità di legame 100.000 volte superiore del naturale D-mannosio. L’M4284, assomigliando e mimando il mannosio, impedisce l’attecchimento batterico dell’area intestinale. E di conseguenza, una clearance batterica che contrasta la colonizzazione. Lo studio è stato pubblicato su Nature (2017: 546).