Con la nuova legge sull’incontinenza, più territorialità e maggiore ottimizzazione dei costi

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Pochi sanno che la spesa sanitaria più elevata è costituita dai pannolini per l’incontinenza urinaria. In particolare lo Stato, tramite Regioni ed ASL, spende oltre 361 milioni di euro l’anno per i pannoloni mentre i farmaci anti-incontinenza sono a totale carico del paziente, costretto a una spesa media annua di 550 euro a persona. A tutto ciò vanno aggiunti i costi di spedizione, i margini della filiera distributiva e la spesa che ogni italiano effettua autonomamente in farmacie, sanitarie e supermercati, ai costi del personale sanitario delle asl che provvede agli spetti burocratici delle prescrizioni e in talune situazioni alla consegna diretta di tali dispositivi. E sulla rimborsabilità dei farmaci anti-incontinenza e la riabilitazione perineale gravemente carente in Italia, il Presidente della Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico FINCOPP, Cav. Francesco Diomede, ha lanciato appelli alle Istituzioni per la rivalutazione della patologia e per

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In ordine da destra: senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, prof. Aldo Franco De Rose, prof. Enrico Finazzi Agrò, prof. Mario De Gennaro (sala Caduti di Nassirya del Senato)

consentire a tutti i pazienti le terapie più adeguate, che oltre a ridare dignità al paziente riducano i costi sociali. Il Ministero della Salute ha risposto positivamente inserendo FINCOPP nel “Tavolo di Lavoro” sull’incontinenza urinaria e fecale ed entro fine anno produrrà un interessante documento contenete ogni problematica.
La notizia più importante è che la legge presentata in Senato, da relatori di maggioranza e minoranza, e quindi a rappresentanza trasversale, prevede l’istituzione dei Centri specialistici di 1°, 2° e 3° livello per la prevenzione, la cura e la riabilitazione dell’incontinenza, a cui i pazienti dovrebbero afferire per trovare una soluzione ai propri problemi. Il primo livello sarebbero i punti di ascolto e di smistamento relativo alle problematica; il secondo livello prevede la possibilità di eseguire indagini diagnostiche (ecografia, uroflussimetria, urodinamica, esami radiologici) e la terapia medica. Mentre il terzo livello prevede centri nei quali eseguire interventi per ripristinare la continenza urinaria e fecale.