“Incontinenza urinaria aumenta disfunzione sessuale e nel maschio spesso non è consentito curarla”

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L’incontinenza urinaria sarebbe associata al declino dell’attività e della funzionalità sessuale, oltre che a un aumento delle preoccupazioni relative a questa sfera. Un gruppo di ricercatori inglesi dell Manchester Metropolitan University ha analizzato i dati relativi a 3.085 uomini e donne che avevano preso parte all’English Longitudinal Study of Ageing (ELSA) e che avevano avuto almeno un rapporto sessuale nell’ultimo anno. La loro età andava dai 63 ai 67 anni. Le donne erano 391, pari al 20%, e gli uomini 141, ovvero il 6,9%; tutti hanno riferito di aver avuto episodi di incontinenza urinaria nell’anno precedente al sondaggio.

Dall’analisi dei risultati è emerso che le donne con incontinenza urinaria, anche solo sporadicamente, mostravano il 50% in meno di probabilità di avere frequenti rapporti sessuali e il 74% in più di probabilità di soffrire di secchezza vaginale. Queste donne, inoltre, segnalavano anche un calo significativo della frequenza di attività sessuale e riferivano di essere più preoccupate circa la sfera sessuale rispetto alle donne che non avevano avuto incontinenza. Le donne con persistente incontinenza, invece, facevano registrare il 56% in più di probabilità di avere difficoltà nel raggiungere l’orgasmo e il 69% in più di probabilità di avere una riduzione della frequenza dell’attività sessuale, sempre rispetto a chi non soffriva di incontinenza.

Per quel che riguardava gli uomini, coloro che avevano un’incontinenza sporadica presentavano un aumento del 126% e del 101%, rispettivamente, del declino del desiderio sessuale e della frequenza di attività sessuale nell’ultimo anno. L’articolo è stato pubblicato sulla rivista scientifica BJU International.

“Le causa dell’incontinenza urinaria maschile sono molteplici”, aggiunge il prof. Aldo franco De Rose, Specialista urologo e andrologo, presidente dell’Associazione Andrologi Italiani. “Più frequentemente derivano da qualche intervento sugli organi pelvici e in particolare sulla prostata per un danno diretto o indiretto sullo sfintere dell’uretra. Si tratta di soggetti in cui la libido e qualsiasi forma di attività sessuale viene abolita e allontanata. Ma quel che è peggio – continua De Rose – è che per il trattamento chirurgico dell’incontinenza urinaria maschile, c’è molta resistenza da pare delle ASL, in quanto si tratta di una patologia non compresa nei LEA. E quindi spesso, quella di tipo grave, che richiede l’impianto di uno sfintere artificiale, non può essere trattata perché l’ospedale non acquista il dispositivo. Insomma un assurdo che speriamo possa trovare una giusta soluzione soprattutto per il benessere e la felicità dei pazienti.”