Il diabete in Sicilia

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Oggi, grazie all’introduzione dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), i pazienti affetti da diabete avranno un maggiore accesso a tecnologie d’avanguardia per la gestione della patologia. In Sicilia, così come a livello nazionale, gli strumenti legislativi permettono ormai l’accesso ai migliori strumenti diagnostici e percorsi terapeutici. Tuttavia, risulta necessario, oggi più che mai, rendere le linee guida realmente operative. Solo così si potrà arrivare a una sinergia virtuosa fra decisori politici, amministrativi e clinici. “È importante che le direttive del PDTA regionale siano divulgate correttamente, i pazienti devono essere informati sugli strumenti diagnostici e sui percorsi terapeutici disponibili”, spiega il prof. Fortunato Lombardo, responsabile del Centro di Diabetologia Pediatrica del Policlinico Universitario G. Martino di Messina. “Bisogna agire sulla formazione dei medici e sul recepimento delle normative da parte delle singole realtà ospedaliere. È compito della Regione vigilare e intervenire.”

Diversi i temi al centro dell’incontro “Il Diabete nel 2017. Appropriatezza Diagnostico-Terapeutica e Organizzazione dell’Assistenza nel Bacino della Sicilia Orientale” organizzato a Catania dall’Associazione Regionale Economi e Provveditori Siciliani (AREPS) per parlare di diagnosi tardiva nel diabete, delle sue complicanze e dell’importanza dell’introduzione delle tecnologie nella gestione della patologia alla luce dei nuovi LEA, che dovranno essere recepiti nei prossimi mesi all’interno dei Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali PDTA regionali. Un momento di confronto tra clinici, direttori generali, provveditori e pazienti sulle politiche attuate nel bacino della Sicilia Orientale per la gestione di questa malattia.

“Il tempo di latenza del diabete è lungo e se non diagnosticato precocemente può portare a complicanze rilevanti. Da oggi, grazie ai nuovi LEA, avremo la possibilità di disporre gratuitamente dell’holter glicemico e di strumenti importanti, che si aggiungono a quelli già previsti in precedenza”, afferma il prof. Massimo Buscema, direttore dell’UOC di Malattie Endocrine, del Ricambio e della Nutrizione dell’Ospedale Cannizzaro di Catania e Presidente dell’Ordine dei Medici dell’omonima Provincia. “Mi riferisco, ad esempio, alla Tomografia ottica computerizzata (OCT) per la retinopatia o all’esame della matrice ungueale e ai bendaggi avanzati per la patologia arteriosa periferica (piede diabetico). Inoltre, è entrata in regime di esenzione la terapia educazionale sia individuale sia di gruppo. Uno strumento in più per incidere sulla diffusione di questa patologia. Si tratta però – conclude Buscema – di indicazioni scritte; sta poi al medico metterle in pratica.”

“A Messina e provincia, in un’indagine epidemiologica l’incidenza del diabete nel quadriennio 2008-2011 era del 14,82% su 100/150mila bambini da 0 a 15 anni. Mentre in Italia sono circa 20mila quelli che convivono con il diabete di tipo 1. Tutti i Centri di riferimento della Regione trattano in media 40-50 casi di esordio di diabete l’anno in fascia pediatrica. In tal senso – aggiunge Lombardo – realizzare il nuovo PDTA regionale per il paziente diabetico in età evolutiva era una necessità più che un’opportunità. Volevamo definire, innanzitutto, degli inquadramenti diagnostici precisi, che evitassero esami inutili. In secondo luogo, lo scopo era indirizzare i pazienti, una volta ricevuta la diagnosi, verso i Centri di riferimento per il diabete: 4 tra Palermo, Catania, Messina e Caltanissetta e 3 satellite distribuiti in tutta l’isola, ognuno per il proprio bacino di competenza.”