Il bagno occidentale predispone a emorroidi e stitichezza, meglio quello turco

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Per espletare i propri bisogni è meglio il bagno turco o quello occidentale? La domanda potrebbe sembrare sciocca e inopportuna, quasi ai limiti della decenza e invece così non è perché le sorprese sono tante. A chiarirci i molti concetti, anche di fisiologia, è la fisioterapista e ostetrica di Bari Gabriella Cervo, che al riguardo ha presentato una tesi al corso professionalizzante della Fincopp (Associazione Pazienti per la continenza e il pavimento pelvico) dal titolo Molto Esplicativo “Born to Squat”.

Le abitudini igieniche, nelle varie epoche storiche, hanno subito vari cambiamenti e evoluzioni; sicuramente i Romani davano molta importanza all’igiene e all’espletamento delle funzioni biologiche tanto che l’antica Roma disponeva di 4000 posti a sedere distribuiti nelle 144 latrine pubbliche dette foricae. Il Medioevo ha visto scomparire le così numerose latrine pubbliche di epoca romana mentre l’uso del vaso da notte inizia a prendere piede, con varie forme e per tutti i gusti, dai più semplici ai più lussuosi per arrivare poi, nel corso dei secoli, alla progettazione della tazza, così come noi la conosciamo. In pratica l’uomo occidentale ha ideato la tazza del water per poter evacuare l’intestino. La natura però ci ha progettati in maniera differente, predisponendo un’altra posizione per poterlo fare.

Questo cambiamento ha obbligato la popolazione occidentale ad una posizione sfavorevole influenzando negativamente la salute. Studi scientifici riconosco nella posizione seduta la causa di diversi disturbi intestinali, tipici dei paesi occidentali, come ad esempio le emorroidi (Walker Segal Epidemiology of Noninfective Intestinal Diseases in Various Ethnic Groups in South Africa Israele Journal of Medical Science 1979). La comunità scientifica si è inoltre interrogata sui benefici della posizione accovacciata rispetto alla posizione seduta, confrontando l’efficacia dell’evacuazione nelle diverse posizioni. (Rad Saeed Impact of Ethnic Habits on Defecographic Measurements Archives of Iranian Medicine 2002).

La posizione accovacciata rilassa il muscolo pubo-rettale; l’angolo retto anale si raddrizza ed il retto non è strozzato rendendo più veloce, più facile e completa l’evacuazione, prevenendo la stasi fecale; la pressione delle cosce sull’addome sostiene il colon e diminuisce lo sforzo che può a lungo andare causare ernie e prolasso degli organi pelvici; è altamente efficace nella prevenzione delle emorroidi. È la posizione che i bambini di tutto il mondo usano per poter evacuare, seguendo un istinto primordiale.

Lo scopo di questa ricerca è quello di riflettere ed orientare verso il cambiamento, un ritorno alle origini; modificare le nostre abitudini, sia domestiche -non nel senso di ristrutturare in toto le stanze da bagno, là ci è di aiuto un semplice sgabello da posizionare sotto la tazza – sia pubbliche. I bagni pubblici nelle nostre città, nei nostri paesi sono scomparsi e laddove presenti sono, dai più, considerati come luoghi sudici e sconvenienti. Eppure il bagno pubblico per il cittadino, ma anche per i turisti che popolano il bel paese, è una risorsa, un servizio indispensabile; il più delle volte però ci vediamo costretti ad utilizzare, previa concessione dei gestori, toilette di bar o locali pubblici che non versano in buone condizioni igieniche. È diritto di tutti noi cittadini usufruire di servizi igienici idonei, benché manchi una normativa nazionale valida per tutte le città, paesi, frazioni che regolamenti l’istituzione di bagni pubblici (un numero minimo in base alla popolazione residente), bagni che debbano essere mappati e segnalati – lo dice apertamente invece la carta dei diritti delle persone con incontinenza che al punto 8 prevede: “esercitare il diritto di ‘mobilità’, grazie alla costruzione di bagni pubblici nel territorio. I bagni devono essere ‘mappati e segnalati’ alla cittadinanza”. La nostra idea è quella di tornare alle turche nei bagni pubblici, idea che sicuramente farà storcere il naso a molti essendo la posizione sfavorevole e faticosa essendo ormai noi tutti abituati ai comodi troni, soluzione che inoltre risulta essere più igienica del classico gabinetto, rispetta la fisiologia ed “allinea” l’anatomia, prevenendo fastidi come ad esempio stipsi ed emorroidi.

Gabriella Cervo
Fisioterapista e Ostetrica
gabricervo@msn.com